
Il Consiglio d’Amministrazione di Cassa di Risparmio di Orvieto, riunitosi lunedì 3 agosto ha approvato i risultati al 30 giugno 2026. Il primo semestre dell’anno chiude con un utile netto pari a 4,7 milioni di euro (vs 6,2 milioni al 30 giugno 2025). Crescono gli Impieghi e la Raccolta totale da clientela, a conferma della fiducia verso la Banca e del suo ruolo di interlocutore di riferimento per il territorio. Prosegue il sostegno a famiglie e imprese con 119 milioni di euro di finanziamenti erogati.
In particolare, il risultato economico evidenzia:
a) margine di interesse pari a 19,97 milioni di euro vs 20,25 milioni di euro al 30 giugno 2025 stante l’andamento dei tassi di mercato, nonostante +2,7% di incremento degli impieghi netti complessivi pari a 1.370,98 milioni di euro vs 1.334,72 milioni di euro al 30 giugno 2025, con +8,1% la crescita dei mutui pari a 968,4 milioni di euro vs 896,06 milioni di euro al giugno 2025, parzialmente compensata dalla flessione delle altre forme di impiego.
b) commissioni nette pari a 9,91 milioni di euro che confermano la performance del primo semestre 2025 pari a 10,61 milioni di euro (comprensive di rappel per circa 0,7 milioni di euro). In dettaglio nel primo semestre 2026 la Banca registra:
+ 19,7% commissioni connesse agli strumenti finanziari,
+3,8% commissioni per servizi di incasso e pagamento, parzialmente erose da minori commissioni nette relative alla distribuzione di servizi di terzi.
c) margine di intermediazione al 30 giugno 2026, pari a 30,16 milioni di euro vs 32,29 milioni di euro a giugno 2025 che incorpora il risultato netto dell’attività di negoziazione per +0,53 milioni e risente dei minori utili netti derivanti dalla cessione di titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva, stante il differente contesto di mercato con elevata volatilità per il perdurare delle tensioni geopolitiche.
d) rettifiche di valore nette per rischio di credito pari a 1,5 milioni di euro (1,9 milioni di euro al 30 giugno 2025);
e) stabili i costi operativi pari a 21,3 milioni di euro (rispetto ai 21,1 milioni di euro al 30 giugno 2025) con il contenimento delle altre spese amministrative che si attestano a 9,4 milioni di euro (rispetto ai 9,7 milioni di euro del 30 giugno 2025). Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri presentano un saldo negativo pari a 0,1 milioni di euro (rispetto ad un saldo negativo di 0,3 milioni euro al 30 giugno 2025).
Da un punto di vista patrimoniale, il portafoglio titoli (comprensivo dei titoli “Hold to Collect-HTC” rientranti nella voce 40. dell’Attivo S.P. “crediti verso clientela”) ammonta a complessivi 247,8 milioni di euro (250,5 milioni di euro al 31 dicembre 2025), costituito, prevalentemente, da titoli governativi italiani classificati nel portafoglio “FVOCI”.
Gli impieghi netti complessivi (comprensivi, quindi, dei crediti verso clientela e dei titoli di debitoHTC al costo ammortizzato) registrano una crescita dell’1,2% e sono pari a 1.370,98 milioni di euro vs 1.354,41 milioni di euro al 31 dicembre 2025. In particolare:
+3,6% la crescita dei mutui pari a 968,4 milioni di euro vs 934,9 milioni di euro al 31 dicembre 2025,
+ 1,8% la crescita dei conti correnti pari a 109,79 milioni di euro vs 107,85 milioni di euro al 31 dicembre 2025, crescita parzialmente erosa dalla flessione degli altri finanziamenti a scadenza e degli anticipi su crediti commerciali.
In termini di Asset Quality si conferma il posizionamento della Banca sui migliori livelli con un NPL ratio lordo inferiore al 2%, pari a 1,91% vs 1,71% al 31 dicembre 2025 e un NPL ratio netto di poco superiore all’1%, pari a 1,13% vs 1,06% al 31 dicembre 2025.
In crescita la raccolta da clientela, pari a 1.207,19 milioni di euro vs 1.188,26 milioni al 31 dicembre 2025 con un +1,7% di crescita della raccolta a vista, parzialmente erosa dalla riduzione dei depositi a risparmio per 1,84 milioni di euro.
In incremento +6,6% la raccolta indiretta pari a 647,13 milioni di euro vs 606,82 milioni di euro al 31 dicembre 2025 grazie a:
+13,3% della raccolta amministrata,
+4,5% dei fondi comuni di investimento, in minima parte erosa dal comparto assicurativo -0,3%.
Il CET1 capital ratio, il Tier1 capital ratio e il Total capital ratio al 30 giugno 2026 sono pari al 19,05% vs 18,81% al 31 dicembre 2025 (Il dato al 31 dicembre 2025 phased in è pari a 18,83% per il regime transitorio all’epoca vigente.
“L’utile netto – ha dichiarato il direttore generale di Cassa di Risparmio di Orvieto, Maurizio Barnabé – esprime ancora una importante redditività e riflette il nostro forte impegno, nonostante un contesto macroeconomico ancora caratterizzato da elementi di incertezza. I numeri ci dicono che il nostro modello di business è solido ed è in grado di generare valore: i principali indicatori gestionali restano robusti con oltre 30 milioni di euro di margine di intermediazione, 20 milioni di margine di interesse, 10 milioni di commissioni nette, un risultato della gestione finanziaria superiore a 28 milioni, un’eccellente capitalizzazione e un profilo di rischio tra i migliori del mercato, con un NPL ratio netto all’1,1%. Questa posizione ci ha permesso di continuare a sostenere il territorio, con più di 119 milioni di euro erogati a famiglie e imprese, e di rafforzare il rapporto di fiducia con la clientela, come dimostrano la crescita della raccolta e l’aumento della base clienti, oggi superiore a 65.000 unità. Questi risultati confermano una banca solida, in crescita e sempre più vicina al territorio”.









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