ORVIETO – Sette mesi senza vedere un solo euro del compenso pattuito, nonostante l’impegno quotidiano e il valore sociale del lavoro svolto. È la pesante situazione di stallo e di ingiustizia vissuta a Orvieto da numerosi ragazzi “fragili” inseriti nei progetti di tirocinio di inclusione sociale promosso dalla USL Umbria 2. Una vicenda dolorosa che è emersa in tutta la sua gravità grazie alla coraggiosa e pubblica denuncia di una famiglia orvietana, capace di scuotere le istituzioni e provocare, nel giro di pochissime ore, l’intervento risolutivo della Direzione Aziendale della ASL.
A sollevare il velo su una burocrazia sorda e paralizzante sono state Viviana Paoloni e sua figlia Ottavia Franceschini, residenti a Orvieto. Ottavia sta svolgendo un percorso di tirocinio sociale, un progetto che sulla carta nasce proprio per garantire autonomia, integrazione e dignità a giovani che affrontano quotidianamente barriere e fragilità. Tuttavia, dal mese di gennaio, le indennità economiche spettanti a questi ragazzi non sono mai state erogate.
“Da ormai sette mesi questi giovani continuano a onorare il proprio impegno senza ricevere un solo euro di quanto legalmente pattuito e dovuto”, scrivono madre e figlia in una lettera aperta indirizzata alla nostra Redazione. “Si tratta di un diritto fondamentale calpestato, una mancanza di rispetto intollerabile nei confronti di categorie che le istituzioni sanitarie e sociali dovrebbero tutelare come priorità assoluta”. Le famiglie spiegano di aver tentato per mesi la via del dialogo formale, inviando ripetuti solleciti e richieste di chiarimento alla ASL, scontrandosi però contro un muro di gomma: “Le nostre voci sono rimaste totalmente inascoltate dietro al muro della burocrazia. Ora diciamo basta. Non è solo una questione economica, ma di dignità umana e di rispetto per il percorso di crescita di questi ragazzi”.
Alla richesta di chiarimento la Direzione Aziendale dell’Azienda Usl Umbria 2 ha espresso il proprio rammarico per il forte disagio causato dall’attesa, attribuendo il blocco dei pagamenti a un “mero inconveniente tecnico” nella liquidazione delle indennità maturate. “Il valore di questi percorsi non è soltanto economico, ma risiede nella dignità e nell’autonomia di ragazzi che – con il loro impegno quotidiano – contribuiscono attivamente alla vita della nostra comunità. Il rispetto per il loro lavoro passa innanzitutto dalla puntualità nel riconoscere quanto dovuto”, precisa l’azienda sanitaria.
Per quanto riguarda i tempi di risoluzione, la ASL ha rassicurato le famiglie comunicando che il pagamento delle somme spettanti è già stato inserito nei flussi finanziari dell’azienda sanitaria. L’erogazione effettiva e la conseguente liquidazione avverranno, secondo quanto promesso, entro i prossimi giorni.










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