
La riapertura a senso unico alternato della Strada Provinciae 12 Bagnorese è certamente una buona notizia. Dopo mesi di isolamento, i cittadini di Canale hanno finalmente recuperato un collegamento essenziale. Ma sarebbe un grave errore confondere un primo passo con il traguardo. Proprio adesso che il traffico è tornato a scorrere, c’è il rischio più insidioso: quello che anche l’attenzione scorra via. Che l’emergenza esca dalle cronache, che il problema scompaia dall’agenda politica e che, complice l’estate, tutto venga rinviato a settembre. Perché, si sa, le ferie fanno bene a tutti, tranne alle pratiche amministrative che restano al palo. Eppure il nodo vero è ancora tutto davanti.
Il costone interessato dalla frana, lungo quasi mezzo chilometro, deve ancora essere messo definitivamente in sicurezza. Servono un progetto esecutivo, un cronoprogramma chiaro e soprattutto le risorse economiche necessarie, quantificate in diversi milioni di euro. Finché questi elementi non saranno definiti, il rischio è che il senso unico alternato, nato come soluzione temporanea, finisca per diventare una “normalità” destinata a durare anni.
A tutto questo si aggiunge un altro elemento di forte preoccupazione: l’inchiesta della Procura di Terni sull’affidamento dei lavori della SP 12, che, come si sa, si trova nella fase delle indagini preliminari e che rischia di bloccare il cantiere per un periodo non definito. Come Comitato “Per Canale” non vogliamo che la vicenda venga archiviata con il titolo “strada riaperta”. La strada non è stata restituita ai cittadini: è stata soltanto resa temporaneamente percorribile.
Per questo rinnoviamo l’appello al vicesindaco Stefano Spagnoli e all’assessore Andrea Sacripanti affinché mantengano l’impegno assunto nell’ultimo incontro pubblico e promuovano al più presto un tavolo istituzionale con Provincia, Regione e tutti gli enti competenti. I cittadini hanno diritto di conoscere se il progetto esecutivo sia stato predisposto, quali siano i tempi previsti per il reperimento dei finanziamenti e quale sia il cronoprogramma dei lavori. Non chiediamo promesse, chiediamo date. Non chiediamo annunci, chiediamo atti. E chiediamo che l’estate non diventi l’alibi perfetto per prendere tempo. La frana, purtroppo, non va in vacanza.
Comitato “Per Canale”









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