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Home Politica

“Pnrr chiuso. Bilancio fallimentare per Orvieto e per l’attuale amministrazione”

Redazione by Redazione
1 Luglio 2026
in Politica, In evidenza, Archivio notizie
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DI Roberta Palazzetti (Capogruppo Proposta Civica)

Il 30 giugno 2026 si è chiuso il PNRR, il più grande piano di investimenti pubblici della storia italiana dal piano Marshall. Il bilancio per il Comune di Orvieto e per l’attuale amministrazione è semplicemente disastroso:

  • cantieri incompiuti;
  • conti da pagare per contenziosi;
  • errori amministrativi gravi;
  • progetti sbagliati e gestiti male;
  • nessuna rigenerazione urbana né progetti di transizione ecologica;
  • nessun miglioramento dei servizi per cittadini e imprese.

In tutta Italia il PNRR, forte di 200 miliardi di fondi, ha significato interventi su rigenerazione urbana, transizione ecologica, edilizia, mobilità e nuovi servizi. Orvieto ha fatto pochissimo, quasi nulla, con ritardi e costi che noi pagheremo. E non ha colto nessuna opportunità per rigenerare la città, migliorare I servizi e lasciare una Orvieto migliore alle nuove generazioni.

Orvieto ha fatto poco e male.

Dimenticatevi i famosi 40 milioni di investimenti PNRR tanto sbandierati dalla Sindaca. La realtà è che il Comune di Orvieto aveva solo due sostanziali progetti: il nuovo asilo di Sferracavallo (per 2,3 milioni) e la costruzione del CEPOL allo Scalo (5,1 milioni).  Di questi, solo l’asilo arriverà a conclusione (si spera) con almeno un anno di ritardo.  Il CEPOL è stato abbandonato e non riceveremo i soldi del PNRR: oggi è un cantiere chiuso con neppure le fondamenta, per cui è stato distrutto l’unico punto di aggregazione dello Scalo.

Quello che però subiremo sono le conseguenze finanziarie e giudiziarie di una pessima gestione. Infatti, il nostro Comune rischia di perdere 1,3 milioni di euro per contenziosi sui entrambi i progetti. Per l’ Asilo, il Comune ha subito un danno erariale di quasi 450 mila euro da parte della prima azienda costruttrice per una falsa fideiussione, non controllata dall’amministrazione. Sul CEPOL, invece, la ditta costruttrice ha citato in giudizio il Comune, chiedendo 735 mila euro di danni che dovremmo comunque accantonare fino al termine del contenzioso, sperando poi di vincere! E tutto senza avere l’assurdo e costoso edificio.

La nostra Giunta ha poi fatto ulteriori danni premendo affinché la Casa e l’Ospedale di Comunità fossero ubicati nell’ex Ospedale (cosa di cui ancora si vanta) invece di favorire il recupero dell’ex mensa alla Piave dove sarebbe dovuto essere.  E questa è colpa grave, perché non solo ha dato origine a maggiori costi e tempi, ma ha messo le premesse per una Casa e Ospedale di Comunità azzoppati perchè difficili da raggiungere, con spazi limitati per i parcheggi e gli accessi problematici (come denunciato da noi e da tanti, soprattutto dall’associazione PrometeOrvieto sin dall’inizio).  Intanto però il nostro Comune ha appena speso 700 mila euro per acquistare il giardinetto/parcheggio di fianco. Che ne farà? Pagheranno il pedaggio anche gli utenti della Casa di Comunità? E non potevano lasciare lo spazio alla USL visto che è anche la proprietaria della Casa di Comunita? Misteri.

Orvieto non ha fatto nulla sulla rigenerazione urbana, transizione ecologica e sui servizi.

Comuni vicino a noi (come Perugia, Terni, Foligno, Spoleto, Città di Castello, Marsciano, Gualdo Cattaneo, Otricoli, Città della Pieve) hanno presentato e avviato progetti PNRR per la riqualificazione di quartieri, il recupero di edifici pubblici, la mobilità dolce, l’efficientamento energetico. Orvieto no.

Rigenerazione urbana: zero progetti. Nessun intervento per recuperare edifici pubblici inutilizzati e aree del centro storico in crisi – come la Caserma Piave.  Non si sono presentati progetti per nuovi spazi sociali; ciò che è stato recentemente proposto dai giovani dello Scalo, ossia la creazione di uno spazio di incontro, poteva essere inserito nei progetti PNRR.

Transizione ecologica: nessun progetto presentato. Orvieto non ha presentato alcun progetto per ridurre i costi energetici, né di mobilità elettrica o ciclabile, né di resilienza climatica. Ha snobbato le proposte di aziende per colonnine elettriche finanziate dal PNRR. Abbiamo addirittura perso i successivi 9 milioni regionali per fotovoltaico e CER. Eppure i costi energetici comunali pesano molto sul bilancio. Eppure il cambiamento climatico, ormai evidente, suggerisce che interventi strutturali di resilienza climatica siano urgenti.

Anche i pochi progetti di digitalizzazione presentati erano solo a uso interno. Non hanno comportato nessun miglioramento dei servizi da parte del Comune ai cittadini.

Ora il PNRR è finito. Le risorse sono terminate. Il fallimento del PNRR a Orvieto è clamoroso da qualsiasi punto di vista lo si guardi: ciò che è stato proposto, ciò che è stato chiesto, ciò che non è stato chiesto, come è stato gestito. Tutto grida fallimento e incapacità dell’attuale amministrazione, ormai in carica da ben 7 anni, che ha gestito e indirizzato il PNRR sin dall’inizio senza ascoltare nessuno, senza visione, senza capacità progettuali né gestionali.  Purtroppo il  PNRR non tornerà, l’occasione è sfumata e il prezzo di questo fallimento lo paghiamo e lo pagheremo noi cittadini, oggi e negli anni a venire.

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