
Il cambiamento climatico non è più un tema astratto, né un fenomeno lontano. È qui, oggi, nella vita quotidiana degli orvietani. Lo sperimentiamo ora e ormai ogni estate: giornate soffocanti, temperature ben oltre la media, notti tropicali che impediscono il riposo, seguite da piogge torrenziali che mettono sotto stress strade, tombini, abitazioni. Secondo i dati di Meteo.it e ARPA Umbria, le giornate sopra i 35 gradi e le notti tropicali sono aumentate in modo significativo anche nel nostro territorio. Non è un’impressione: è una nuova realtà.
Ma se il clima cambia per tutti, non per tutti cambia allo stesso modo. Il caldo colpisce più duramente gli anziani, i bambini, chi non ha accesso a spazi freschi o non può permettersi sistemi di climatizzazione. È un cambiamento che amplifica le fragilità sociali e che richiede risposte pubbliche, non lasciate alla sola capacità individuale.
Per questo motivo Proposta Civica, Partito Democratico e Gruppo Misto presentano in Consiglio Comunale una mozione per l’adozione di un Piano Comunale di Azioni Climatiche, un programma che guarda al breve e al medio periodo e che deve coinvolgere l’intera città, senza distinzioni politiche. Un piano che va oltre l’attuale legislatura e che richiede uno sforzo convinto, condiviso e continuativo.
Cinque azioni concrete per proteggere Orvieto. La mozione propone un percorso chiaro, semplice e immediatamente attuabile, articolato in cinque linee di intervento:
1. Isole climatiche: luoghi freschi e accessibili a tutti. Creare spazi pubblici climatizzati dove le persone possano trovare sollievo nei giorni più caldi. Per Orvieto significa climatizzare e potenziare la Biblioteca Comunale, unico spazio pubblico sulla Rupe fruibile da tutti e attrezzare i centri anziani e gli spazi civici nelle frazioni.
2. Climatizzazione delle scuole materne e degli asili: i bambini sono tra i più colpiti dal caldo. Le scuole devono essere sicure e fresche, anche per consentire l’estensione delle attività educative nel mese di luglio, lodevole iniziativa in sperimentazione quest’anno e già di successo.
3. Pulizia urgente di tombini e caditoie: un intervento semplice ma decisivo: prevenire allagamenti, frane e danni alle abitazioni durante le piogge intense.
4. Mappatura delle aree critiche: individuare piazze, cortili, parcheggi e aree dismesse che soffrono il caldo o presentano rischio idraulico. Sono le zone dove intervenire con depaving, forestazione e drenaggio sostenibile.
5. Progettazione partecipata per gli interventi: coinvolgere comitati di quartiere, scuole, associazioni e cittadini nell’identificare cosa e’ necessario e dove. La partecipazione non è solo un valore: è anche un criterio premiale nei bandi regionali e nazionali.
Un’opportunità da non perdere. Come è ovvio, il problema del cambio climatico non e’ sconosciuto e molte istituzioni europee, nazionali e regionali si stanno muovendo e continueranno a farlo nel futuro. La Regione Umbria, in attuazione del Decreto MASE n. 2/2025, ha attivato 3,8 milioni di euro per progetti di rinaturalizzazione, depaving e forestazione urbana. Sono risorse che Orvieto può e deve intercettare, presentando progetti solidi e condivisi. Molti Comuni si sono già mossi sia per l’istituzione delle isole climatiche sia per la riduzione di rischio idraulico. Un esempio vicino e virtuoso è quello di Livorno che , dopo l’alluvione del 2017, ha avviato un programma completo di riduzione della vulnerabilità idraulica, con interventi replicabili anche nel nostro territorio.
Un impegno che deve unire la città. Il cambiamento climatico non guarda alle appartenenze politiche. Non distingue tra maggioranza e opposizione. Riguarda tutti: bambini, anziani, famiglie, attività economiche, frazioni e centro storico. Per questo la mozione propone un patto cittadino sul clima, un impegno che deve attraversare le amministrazioni e durare nel tempo. Un piano che non è contro qualcuno, ma a favore di Orvieto. Un piano proposto dai Consiglieri di Minoranza che deve diventare il piano di tutti: maggioranza, Giunta, Sindaco e cittadini.
Il clima cambia. Anche Orvieto deve farlo.
consiglieri comunali di Proposta Civica, Partito Democratico e Gruppo Misto
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Di seguito la mozione:
Premesso che:
- Il cambiamento climatico sta producendo un aumento significativo di eventi metereologici estremi, tra cui alluvioni lampo, bombe d’acqua, ondate di calore prolungate, con impatti diretti sulla salute pubblica, sulle infrastrutture e sulla vivibilità urbana. Tale cambiamento è destinato a rimanere nel tempo, e potenzialmente acuirsi negli anni.
- Orvieto e il suo territorio non sono immuni da questo fenomeno. Assistiamo infatti ad un aumento significativo delle temperature che raggiunge i 2,7 gradi centigradi in questi mesi del 2026 (fonte Meteo.it).
- A questo si aggiungono piogge anomale con vari rischi nelle zone urbane e nelle strade del nostro territorio (frane e cadute alberi). L’impermeabilizzazione del suolo, in zone a eccessiva asfaltatura e zone cementate, aumenta il rischio idrogeologico e contribuisce alla formazione di isole di calore.
- Da un punto di vista sociale, l’impatto delle ondate di calore è particolarmente sentito e rischioso per la popolazione anziana (altamente presente ad Orvieto) e nei bambini.
Si evidenzia che:
- Orvieto necessita dello sviluppo e adozione di un piano comunale di azioni climatiche in grado di mitigare gli impatti sulla salute e sul territorio del cambio climatico.
- Tale Piano Comunale di azioni climatiche richiede un mix di interventi nel breve e medio termine che per semplicità riassumiamo in 5 punti:
- Istituzione di Isole Climatiche, cioè di spazi pubblici climatizzati e accessibili alla cittadinanza, nonchè diffusi nelle zone urbane. Sono aree di sollievo per I residenti nei giorni di caldo. Nel caso di Orvieto vanno identificati gli interventi da fare nei centri anziani e attrezzare la Biblioteca Comunale come spazio climatizzato per gli abitanti della Rupe vista l’assenza di centri anziani o sociali.
- Climatizzazione delle scuole materne e asili. I bambini soffrono particolarmente il caldo, è necessario attrezzare le scuole con sistemi di climatizzazione, ma anche con tutto ciò che possa mitigare le temperature (tendaggi,ecc.). Questo risulta ancor piu’ necessario se si vuole procedere con l’estensione delle aperture degli asili nei mesi di Luglio- iniziativa lodevole che va incoraggiata.
- Assicurarsi la pulizia e manutenzione dei tombini e delle caditoie e procedere a tutte le opere che possano mettere in sicurezza le strade e le abitazioni in caso di forti piogge.
- Procedere ad una mappatura delle aree urbane (piazze, cortili, parcheggi, zone industriali dismesse) che evidenzi aree con isole di calore e aree esposte a rischio idraulico. Tali aree sono quelle che possono beneficiare da azioni di depaving, forestazione e drenaggio sostenibile.
- Attivare percorsi di progettazione partecipata, coinvolgendo I comitati di quartiere, scuole, associazioni ambientaliste e cittadini, per individuare gli interventi necessari inclusi quelli di depaving e rinaturalizzazione.Coinvolgere altre istituzioni per il pieno sviluppo del piano climatico. Ad esempio la Provincia per estendere interventi preventivi su strade e futuri interventi su edifici scolastici provinciali.
Considerato che:
- La Regione Unbria, in attuazione del Decreto Ministeriale MASE n.2/2025 ha attivato risorse pari a 3,8 milioni di euro per progetti di rinaturalizzazioen dei suoli degradati, depaving, forestazione urbana e sistemi di drenaggio urbano sostenibili (SuDS). Finanziamenti che privilegiano progetti nati con partecipazione attiva della comunità.
- Le pratiche di depaving sono riconosciute dall’Unione Europea come Soluzioni Basate sulla Natura (NbS) efficaci e finanziabili.
- Il Comune di Orvieto ha già approvato nell’ottobre 2025 lo sviluppo di un Piano Fotovoltaico e di una CER, che porterebbe a ridurre il costo energetico derivante dalla climatizzazione delle isole climatiche.
Vi sono numerosi esempi di Comuni che si sono già mossi in questa direzione e che possono rappresentare punti di riferimento per il nostro Comune (citiamo Livorno che successivamente all’alluvione del 2017 con interventi a 360 gradi per la riduzione della vulnerabilità idraulica).
Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a:
A. AZIONI A BREVE TERMINE (0–12 MESI)
- Istituire un programma comunale di “Isole Climatiche”, individuando e attrezzando spazi pubblici climatizzati e accessibili alla cittadinanza, con priorità per:
- Biblioteca Comunale (climatizzazione completa e potenziamento degli orari);
- Scuole comunali dell’infanzia e asili nido, al fine di garantire sicurezza microclimatica e consentire il prolungamento dei servizi educativi nel mese di luglio;
- centri anziani e spazi civici idonei, sparsi nei borghi/frazioni dell’orvietano.
- Procedere con urgenza alla pulizia e manutenzione dei tombini e delle caditoie, con un piano straordinario estivo e un calendario annuale di manutenzione preventiva.
- Attivare un monitoraggio microclimatico urbano, con mappatura delle isole di calore e delle aree più esposte a rischio idraulico.
AZIONI A MEDIO TERMINE (12–36 MESI)
- Mappatura delle aree urbane (piazze, cortili scolastici, parcheggi sovradimensionati, aree industriali/commerciali dismesse) che necessitano interventi di depaving e rinaturalizzazione.
- Attivare percorsi di progettazione partecipata, coinvolgendo comitati di quartiere, scuole, associazioni ambientaliste e cittadini, in coerenza con i criteri premiali dei bandi regionali.
- Redigere progetti di fattibilità tecnico-economica per interventi di:
- depaving e de-impermeabilizzazione;
- forestazione urbana con specie autoctone;
- creazione di Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile (SuDS);
- ombreggiamento naturale lungo percorsi ciclopedonali.
- Candidare il Comune di Orvieto a tutti i bandi regionali e nazionali relativi al “Fondo per il contrasto del consumo di suolo”, garantendo la massima capacità di intercettazione delle risorse disponibili.
- Utilizzare I fondi del Piano Termico 2.0 per ridurre I costi energetici e aumentare la resilienza climatica degli edifici pubblici.
- Attivare il Piano Fotovaltaico e la CER come approvato nella mozione di otoobre, per minimizzare l’impatto economico derivante dai costi di climatizzazione.
Proposta Civica Partito Democratico Gruppo Misto









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