
La vicenda della Strada Provinciale Bagnorese, riaperta a senso unico alternato il 6 luglio dopo oltre 5 mesi, mette in luce la necessità di dar vita a delle occasioni riconosciute, pubbliche e periodiche in cui gli abitanti di frazioni e quartieri possano farsi ascoltare realmente, presentare proposte concrete, quindi, partecipare e decidere attivamente. Un processo di coinvolgimento della comunità che deve, a nostro giudizio, diventare parte della cultura amministrativa del comune, ad ogni livello.
E’ evidente a chiunque osservi il quadro in modo oggettivo che le azioni previste per completare l’opera di messa in sicurezza della Strada Provinciale prevedono iter lunghi, interventi costosi e tempi congrui ma non è questo il punto che ci interessa sollevare. La questione è quella di uscire da una logica in cui la politica si muove senza coinvolgere in maniera strutturale e sistematica la cittadinanza.
Intervenire di fronte a un problema è essenziale da parte di un’amministrazione, ma è altrettanto fondamentale che le scelte e i passi vengano condivisi con chi ne subirà le conseguenze. Ciò permetterebbe di evitare deficit di comunicazione da parte del comune – come accaduto nella vicenda recente – ma soprattutto di favorire una cooperazione virtuosa di cittadini e istituzioni verso lo stesso obiettivo. Questo significa andare verso una visione in grado di credere nella capacità delle comunità locali di ragionare e contribuire a soluzioni efficaci, una visione in cui il cittadino non sia semplicemente passivo in attesa di azioni calate dall’alto.
Servono assemblee pubbliche periodiche che consentano ai cittadini di diventare protagonisti e farsi ascoltare attraverso forme di partecipazione riconosciute e ufficializzate. Gli abitanti di Canale, come quelli di tante altre frazioni, presentano da anni – come in occasione del recente incontro organizzato del comitato “Per Canale” – bisogni, proposte e idee per migliorare la qualità della vita: queste devono emergere e trovare ascolto non solo in tempo di emergenza (o in campagna elettorale) ma come prassi costante di buon governo.









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