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Home Cronaca

“Medico di famiglia: il diritto alla cura non può essere una lotteria online all’alba!”

Redazione by Redazione
6 Luglio 2026
in Cronaca, Notizia Principale, Archivio notizie
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La sostituzione del medico di base a Castel Giorgio doveva essere un passaggio burocratico assistito e trasparente ed invece si è trasformata in un’efficace lezione di diseguaglianza digitale, dove, come sempre, a rimetterci sono stati i cittadini più fragili. L’Amministrazione Comunale e la Usl avevano promesso, attraverso volantini pubblicitari, supporto e sportelli dedicati. Nei fatti, però, la gestione di questo cambio ha prodotto un risultato paradossale ovvero, il problema non è stato risolto ma addirittura è peggiorato. Una scelta del medico da effettuare in pochissime ore e negli orari più impensati (tarda notte o all’alba).

I fatti parlano chiaro e meritano di essere messi in fila con precisione:
– venerdì 26 giugno: Il Comune pubblica l’avviso di cessazione del servizio del dottor Patrizio Migliola. Pochi giorni di preavviso per capire ed informarsi su come procedere per avere un altro medico;
– mercoledì 1° luglio: alle 6 si sarebbero dovute aprire le procedure di scelta online sul portale della Regione Umbria ma, stranamente, sembrerebbe che alcuni sapessero già che si poteva prenotare durante le ore notturne a partire dall’1 circa;
– mercoledì 1° luglio: alle 7.35 circa, per quanto sopra esposto, il nominativo del medico più prossimo e funzionale per il territorio di Castel Giorgio risultava già non più richiedibile e selezionabile.

Quindi, solo alcuni cittadini “informati”, riuscivano, nella notte ad effettuare la scelta mentre, “i non informati”, hanno avuto poco più di un’ora, per giunta all’alba, ancor prima che gli uffici comunali aprissero e ancor prima che lo sportello di supporto promesso dall’amministrazione comunale potesse
anche solo accendere i computer.

Allora, la domanda sorge spontanea: “Quanti anziani del nostro paese possiedono uno Spid attivo, una Carta d’Identità Elettronica configurata o la dimestichezza per competere digitalmente a colpi di “click” alle 6 del mattino? Come consuetudine abbiamo assistito a false promesse riguardanti una papabile “rosa di medici” che, nei giorni precedenti al caos, il Comune aveva diffuso con un volantino informativo esponendolo presso le attività commerciali

Un’iniziativa che potremmo definire lodevole e che avrebbe dovuto rassicurare e orientare i cittadini ma, ad oggi, scopriamo che quella lista era, nei fatti, il solito specchietto per le allodole. E allora ci si chiede perché generare false speranze inserendo e sponsorizzando un medico, già presente sul territorio, come la soluzione ottimale, pur sapendo che i suoi posti erano destinati a polverizzarsi in pochi minuti, nelle ore notturne e per lo più, online?
Castel Giorgio non è Orvieto e non è Allerona. Pensare di proporre un ambulatorio fuori dal proprio Comune ad un anziano o a chi non ha una macchina, non è un dettaglio bensì “è una barriera architettonica applicata al diritto della sanità pubblica”.

Pertanto ci chiediamo se il Comune fosse favvero a conoscenza di quanti fossero realmente i posti disponibili per ciascun medico prima di stampare quei volantini, o se invece, si è proposto di fare da tramite con la Usl limitandosi ai soliti proclami, senza verificare la realtà dei fatti. Se, come proclamato, la scelta è stata formalmente aperta a tutti, nei fatti ha premiato solo chi aveva un computer e un po d’insonnia. Nonostante si parli di modernizzazione, questo modus operandi, ha evidenziato, purtroppo, una “ingiustizia sociale sostanziale”.

I cittadini hanno il diritto di sapere, anche perché, la medicina territoriale è un diritto primario e non una gara di velocità informatica. La comunità di Castel Giorgio non fa polemica per il gusto di farla, ma esige risposte pubbliche e trasparenti a domande precise. Quanti erano veramente i numeri dei posti disponibili per ogni medico della “pseudo” rosa proposta al momento dell’apertura delle opzioni? Come sono state gestite le deroghe e gli orari da seguire per effettuare la scelta?

La normativa regionale prevede eccezioni per ricongiungimenti familiari dello stesso nucleo presso medici massimalisti. Agli sportelli è stata fatta una reale istruttoria o sono state date solo risposte standard prefabbricate? Dov’è l’ambulatorio? I medici proposti garantiranno una presenza fisica e stabile a Castel Giorgio o i cittadini dovranno viaggiare per chilometri per una ricetta? Cari signori, la sanità non è un “Click Day”, o un dire ai cittadini “ci pensiamo noi, vi aiutiamo noi con lo sportello” e poi permettere che i medici più adatti al territorio finiscano prima ancora che lo sportello apra. Questo significa una cosa sola, incapacità programmatica e conseguente fallimento gestionale.

Una comunità non può scoprire all’alba di caldo giorno di luglio che il proprio diritto alla salute è durato, forse, poche ore notturne. Le istituzioni – comunali e sanitarie – escano dal silenzio e chiariscano immediatamente come intendono rispettare un diritto costituziinale fondamentale, garantendo una cura vera, vicina e accessibile a tutti gli abitanti di Castel Giorgio. Nessuno escluso!

Cristiano Federici e Giampaolo Paglialunga,
cittadini ed ex consiglieri/assessori del Comune di Castel Giorgio

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