Davide Melone, consigliere comunale ad Orvieto, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha effettuato un bonifico a favore di Mario Roggiero, il gioielliere condannato a 14 anni di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo. Giuliano Santelli, giornalista, già consigliere comunale di Orvieto, chiede alle forze progressiste del Consiglio Comunale:
– di esprimere un’opinione a riguardo;
– di chiedere a loro volta alla sindaca cosa ne pensa del gesto del consigliere Melone.
Noi rispondiamo così alle sue domande:
• Pensiamo che Mario Roggero sia un omicida e che in questa vicenda la legittima difesa non c’entri proprio nulla, come del resto hanno dimostrato i giudici con la condanna, non riconoscendo nel momento dell’omicidio né l’imminente pericolo di vita per l’imputato e i suoi familiari né la necessità di difendere un proprio diritto, altrimenti lo avrebbero assolto, come sono stati assolti Mario Cattaneo, l’oste di Casaletto Lodigiano che ha ucciso un rapinatore per difendere i suoi nipotini; Giuseppe Castaldo, il gioielliere di Ercolano che ha ucciso due rapinatori; Fredy Pacini, il gommista di Monte San Savino che ha ucciso un rapinatore. A loro i giudici hanno riconosciuto la legittima difesa perché erano in imminente pericolo di vita, Roggiero no.
• Pensiamo che i processi si fanno nelle aule dei tribunali e non sulle piazze, davanti o dentro le carceri, tantomeno sui social, e che i processi li fanno i giudici e non il popolo inferocito. Su una piazza di Gerusalemme, duemila anni fa il popolo inferocito e sobillato ha condannato a morte il predicatore ebreo Yehoshua ben Yosef detto Gesù, senza alcuna prova, e assolto il ribelle zelota Barabba, ladrone e già detenuto;
• Pensiamo che i giudici abbiano applicato la legge e, così facendo, abbiano fatto il loro mestiere, e lo hanno fatto anche applicando all’imputato le attenuanti derivanti dal contesto eccezionale e drammatico in cui si sono svolti i fatti. Si parla di un omicida e non di un assassino.
• Pensiamo che Mario Roggiero dovrà scontare una pena ulteriore oltre alla reclusione e che non vi sia, né per lui né per altri, alcuna norma che imponga questa pena: le disumane condizioni delle carceri italiane, i ritardi cronici dei provvedimenti dei giudici di sorveglianza per mancanza di personale, la ridotta assistenza in caso di necessità. Pene di fatto accessorie, non previste da alcuna legge ma reali a causa di un sistema carcerario indegno, a fronte del quale il Governo Meloni in quattro anni nulla ha fatto, come ha ben illustrato un carcerato illustre, Gianni Alemanno, in un suo libro di recente pubblicazione.
Infine noi pensiamo che sia deplorevole l’uso politico e strumentale della cronaca per mettere bandierine ideologiche. Pensiamo che il consigliere Melone può dare i suoi soldi a chi gli pare, anche ad un pregiudicato per omicidio, ma che dare al suo gesto risonanza pubblica non è nient’altro che l’ennesima bandierina politica di chi parla solo alla pancia della gente.
Non c’è molto da chiedere alla sindaca, visto che il post di Melone è solo una delle molte discutibili espressioni pubbliche usate anche in passato da chi sostiene l’attuale giunta e su cui la sindaca non ha mai espresso né una parola di disaccordo né di distanza. Infine pensiamo che l’ampio tema della sicurezza, dalla legittima difesa ai plurimi e continui nuovi decreti sicurezza meriterebbero un vero approfondimento, magari un confronto diretto con giuristi, sociologi e politici, meglio se di diversa opinione. E questo dibattito, anche a livello locale, avrebbe un senso, per capire bene come la pensano coloro ai quali consegneremo nella prossima legislatura il futuro anche della nostra comunità.
Partito Democratico
Proposta Civica
Gruppo Misto









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