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Home Cronaca

Emergenza incendi in Umbria, Vab: “La legge ci prevede in prima linea ma mancano i protocolli di attivazione”

Redazione by Redazione
17 Luglio 2026
in Cronaca, Notizia Principale, Archivio notizie
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Da giorni l’Umbria è assediata da un’ondata drammatica di incendi boschivi e di interfaccia urbano-foresta che sta devastando centinaia di ettari di territorio, minacciando da vicino centri abitati, animali e infrastrutture critiche da Scheggia a Nocera Umbra, fino all’orvietano. In questo scenario di piena emergenza, con i corpi dello Stato e i mezzi aerei ridotti allo stremo dalle alte temperature e dai continui focolai, la macchina dei soccorsi rinuncia inspiegabilmente alla sua risorsa integrativa più qualificata.

L’associazione VAB Orvieto (Vigilanza Antincendi Boschivi) denuncia pubblicamente un paradosso normativo e operativo inaccettabile: la legge regionale prevede espressamente l’intervento del volontariato specializzato nella lotta attiva contro il fuoco, ma nei fatti le squadre sul territorio vengono declassate e relegate al solo monitoraggio visivo, aggravando al contempo la crisi dei finanziamenti per il settore.
La responsabilità di questo stallo si divide chiaramente tra il livello politico e quello tecnico-operativo della macchina regionale. Da un lato vi è la Giunta Regionale dell’Umbria, che detiene la responsabilità legislativa e che ogni anno approva il DOA (Documento Operativo Annuale) per le attività AIB; dall’altro c’è l’AFoR (Agenzia Forestale Regionale), braccio operativo dell’ente che mette in campo le squadre a terra e fornisce i DOS (Direttori
delle Operazioni di Spegnimento). È proprio in questo asse che si interrompe la catena di comando: nonostante i volontari siano cittadini idonei, formati e dotati di costosi veicoli antincendio, le direttive della Giunta e il coordinamento sul campo dell’AFoR ne impediscono il pieno impiego in prima linea.

Questa esclusione operativa stride fortemente con le recenti dichiarazioni pubbliche. Il Presidente della Regione Umbria ha infatti affermato: “Un grazie infinito a tutti i Vigili del Fuoco, al personale di Afor, ai sindaci e al personale dei comuni coinvolti con particolare riferimento ai Volontari di Protezione Civile e ambientali. Dobbiamo veramente lottare tutti uniti perché questo scempio ambientale e questo rischio concreto per la vita di uomini e animali non accada più!”. Di fronte a questo appello, VAB Orvieto risponde che “lottare uniti” non può essere solo uno slogan: se la legge lo consente e i cittadini sono pronti, tenere i mezzi speciali fermi nei piazzali a fare solo pattugliamento visivo è uno spreco inaccettabile di competenze certificate.

Il problema di finanziamento è ormai emergenziale. VAB Orvieto sta investendo ingenti risorse per la formazione specialistica dei volontari, per l’acquisto e la manutenzione di veicoli antincendio attrezzati, per l’abbigliamento tecnico ignifugo e per le visite mediche di idoneità. Senza un reale e proporzionale coinvolgimento nelle attività di spegnimento previste dalla legge, il sostentamento di queste dotazioni d’avanguardia diventa impossibile da mantenere per il terzo settore.

E mentre le regioni vicine ottimizzano ogni risorsa disponibile, l’Umbria mostra un evidente ritardo strategico nella gestione degli incendi boschivi. Il modello umbro ignora quasi totalmente il potenziale del volontariato specializzato. Al contrario, Toscana e Lazio considerano queste realtà come una colonna portante della sicurezza ambientale. Queste regioni integrano stabilmente associazioni storiche come la VAB (Vigilanza Antincendi Boschivi) nei loro piani operativi. Questo garantisce il dispiegamento immediato di migliaia di operatori formati e centinaia di mezzi speciali sul territorio. In Umbria, l’esclusione di queste forze si traduce in una disorganizzazione strutturale che rallenta i tempi di risposta e riduce l’efficacia del contrasto ai roghi. Non si tratta solo di una lacuna burocratica, ma di un rischio concreto per il patrimonio naturale. Diventa quindi urgente e vitale riformare il dispositivo operativo regionale. Bisogna superare le rigidità attuali e valorizzare le competenze di chi è pronto a difendere il territorio sul campo.
Per superare questo stallo, VAB Orvieto chiede un incontro urgente alla Giunta Regionale dell’Umbria e alla Direzione dell’AFoR. L’associazione orvietana si fa promotrice di questa iniziativa per sbloccare i protocolli operativi del DOA e, qualora le istituzioni mostrassero apertura, è pronta a farsi portavoce delle istanze di tutto il volontariato specializzato umbro per ottenere un coordinamento ampio, efficiente e inclusivo, come già avviene con successo in altre regioni italiane.

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