Accogliendo positivamente la convocazione da parte dell’Assessore regionale all’agricoltura Meloni, di un tavolo permanente sul vino, come richiesto anche da Coldiretti nei giorni scorsi, auspichiamo ora stessa tempestività e impegno per affrontare altre due emergenze del settore primario, quelle che toccano il comparto cerealicolo e olivicolo. È quanto sottolinea Coldiretti Umbria che ha inviato oggi una richiesta formale alla Regione per l’attivazione di due tavoli di crisi, con l’obiettivo di affrontare le criticità che stanno causando gravi difficoltà alle imprese agricole del territorio e per mettere in campo tutte le misure possibili per rafforzare le due filiere locali. Problematiche, tra l’altro, queste, già portate alla pubblica attenzione con il sit-in dello scorso giugno davanti alla Prefettura di Perugia, con centinaia di agricoltori Coldiretti a manifestare per la difficile situazione dei due comparti.
La condizione di quello cerealicolo – sottolinea nella richiesta Coldiretti – continua, infatti, a destare forte preoccupazione. Le quotazioni di mercato restano al di sotto dei costi di produzione, aumentati sensibilmente negli ultimi anni a causa del rincaro di carburanti, fertilizzanti, sementi, prodotti fitosanitari, energia e mezzi tecnici. A questo si aggiunge la pressione delle importazioni provenienti da Paesi che operano con regole produttive, ambientali e sociali differenti rispetto a quelle degli agricoltori italiani, determinando condizioni di concorrenza che penalizzano anche le aziende umbre.
Non meno critica – evidenzia Coldiretti Umbria – è la situazione dell’olivicoltura regionale. I produttori sono chiamati a sostenere costi sempre più elevati, aggravati dagli effetti dei cambiamenti climatici, mentre il mercato continua troppo spesso a non riconoscere il reale valore economico e qualitativo dell’olio extravergine di oliva umbro. Le dinamiche speculative lungo la filiera e la crescente presenza di prodotto estero comprimono ulteriormente i prezzi alla produzione, riducendo la redditività delle aziende.
“La situazione non è più sostenibile – afferma il presidente Coldiretti Umbria, Albano Agabiti. Abbiamo chiesto alla Regione un confronto immediato attraverso due tavoli di crisi specifici, perché cerealicoltura e olivicoltura, alla pari del vino, rappresentano pilastri dell’agricoltura umbra che meritano il massimo impegno per la loro tutela e valorizzazione. Se la rotta non sarà invertita, rischiamo di compromettere il futuro di tante imprese che ogni giorno garantiscono produzioni di qualità, occupazione e tutela del territorio. La perdita di redditività – precisa Agabiti – rischia infatti di produrre effetti ben oltre il piano economico, favorendo l’abbandono delle campagne e delle aree rurali e l’indebolimento del presidio ambientale assicurato quotidianamente dagli agricoltori”.
“Siamo a ribadire la necessità di un percorso condiviso con le istituzioni regionali e con gli attori della filiera cerealicola e olivicola – evidenzia il direttore di Coldiretti Umbria, Mario Rossi. I tavoli di crisi dovranno individuare possibili misure per rafforzare la competitività delle imprese, valorizzare le produzioni umbre e agevolare condizioni di mercato più eque. È necessario dare prospettive alle aziende agricole e assicurare continuità a due comparti strategici per l’economia e l’identità della nostra regione, che non possono essere abbandonati al proprio destino. L’auspicio – conclude Rossi – è quello di una rapida convocazione dei tavoli di crisi, anche sulla scia di quelli di filiera già convocati a livello nazionale”.










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