“Chiediamo con forza che la sottoscrizione degli atti necessari alla partenza dell’attività del centro si effettui in tempi brevissimi, pur auspicando che, nel tempo di questo scritto, tale firma abbia già avuto seguito”. È quanto afferma Anna Maria Laudadio, segretaria della Lega Spi Cgil intercomunale dell’Orvietano in merito alla vicenda della prevista realizzazione di un centro residenziale e diurno nel territorio comunale di Allerona, seguita da tempo dall’organizzazione sindacale dei pensionati. Nei locali della ex scuola elementare di Allerona Scalo, infatti, con fondi delle aree interne, è stato di recente ristrutturato un immobile destinato a ospitare soggetti con gravi disabilità, alcuni in regime di residenzialità e altri in regime diurno, con l’intento di rispondere a necessità emergenti sul territorio.
“I lavori per l’adeguamento della struttura – denuncia Laudadio – si sono conclusi da tempo e sono stati già acquistati gli arredi, ma il centro non è ancora attivo. E questo nonostante sia stato anche individuato il soggetto gestore, rappresentato da un’associazione temporanea di scopo formata dalla fondazione ‘Dopo di noi – La Crisalide’ e dalla cooperativa ‘Il Quadrifoglio'”.
“Manca, infatti, un ultimo passaggio fondamentale – spiega la segretaria Spi –: la firma di una convenzione per il funzionamento fra soggetto gestore e Usl Umbria 2. La delicatezza e la complessità delle tematiche legate alle esigenze di vita delle persone con disabilità e al loro diritto di aspirare a una dimensione esistenziale che permetta loro il pieno dispiegamento delle proprie potenzialità, rende quanto mai importante e urgente l’attivazione di una struttura così progettata, che potrebbe adeguatamente rispondere a tali esigenze, affiancando e sostenendo anche le famiglie nella costruzione condivisa del percorso di vita dei loro cari. In questa prospettiva diventa ormai necessario e non più procrastinabile il compimento di quest’ultimo passaggio per dare l’avvio alle attività”.
“La non autosufficienza – commenta a proposito Laudadio – è tra le grandi questioni sociali del nostro tempo. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle fragilità e delle malattie croniche, l’impatto dell’inverno demografico impongono al Paese un cambiamento: servono nuovi modelli di cura, servizi territoriali più forti e un sostegno reale alle persone e alle famiglie.
Non è solo un tema sanitario, è un tema di dignità, diritti e giustizia sociale. In questi anni lo Spi Cgil ha lavorato affinché la non autosufficienza e il benessere delle persone anziane venissero posti al centro dell’agenda pubblica, ottenendo nel 2022 una legge nazionale dedicata. Per questo abbiamo lanciato la campagna nazionale ‘Avremo cura di te’, che mette al centro il diritto alla salute, la presa in carico delle persone anziane e non autosufficienti e il rafforzamento della sanità territoriale. Vogliamo affermare un principio semplice: nessuno deve essere lasciato solo di fronte alla fragilità, alla malattia o alla perdita dell’autonomia”.









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