ORVIETO – Si riaccende la vertenza sindacale attorno alla struttura “Obedience to Life” di Orvieto. Attraverso una nota stampa, l’Unione Sindacale di Base (USB) ha annunciato l’intenzione di procedere per vie legali contro l’azienda, lamentando il presunto mancato rispetto di un accordo sindacale a tutela delle lavoratrici siglato nei mesi scorsi.
Secondo quanto riportato dal sindacato, le criticità gestionali e contrattuali sarebbero state sollevate formalmente dalle dipendenti del Centro nell’autunno del 2025. L’USB riferisce che, a fronte delle richieste, l’azienda avrebbe inizialmente dichiarato l’impossibilità di applicare integralmente il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) adducendo una presunta crisi economico-finanziaria. Un’iniziale proposta aziendale, che prevedeva il riassorbimento del personale in un’altra impresa con un contratto differente, era stata giudicata inaccettabile e respinta dalle lavoratrici.
La mediazione tra le parti aveva portato a ulteriori incontri e, infine, alla sottoscrizione di un accordo formale datato 3 marzo 2026, con il quale venivano chiuse le procedure di raffreddamento previste dalla legge e lo stato di agitazione. “L’intesa – spiega il legale rappresentante dell’USB lavoro privato, Regione Umbria Gianluca Liviabella – prevedeva la regolamentazione degli istituti contrattuali mancanti. Riguardo ai crediti pregressi, l’azienda si sarebbe impegnata a verificare i conteggi forniti dalle dipendenti e a saldare le spettanze in quattro mesi, a partire dalla busta paga relativa a maggio 2026”.
Tuttavia, il sindacato denuncia oggi che gli stipendi di maggio, accreditati tra il 22 e il 23 giugno, non conterrebbero alcuna traccia delle somme concordate per i pregressi insoluti. A precedere il presunto mancato pagamento, vi sarebbe stata una comunicazione scritta del 12 giugno in cui l’azienda rimandava a fine mese l’invio delle valutazioni definitive sui conteggi, in attesa del completamento delle verifiche da parte dei propri consulenti.
Dal canto suo, come riportato nello stesso comunicato sindacale, in risposta alle sollecitazioni del legale dell’USB, i rappresentanti legali della “Obedience to Life” hanno negato ogni inadempimento, invitando la controparte a desistere da comunicazioni ritenute denigratorie nei confronti della struttura e da “inutili azioni giudiziarie”. L’USB, definendo “intollerabile” la situazione, ha fatto sapere di non essere disposta a compiere passi indietro. Per questi motivi, il sindacato ha comunicato la riapertura delle procedure di sciopero e l’immediato ricorso alle vie legali presso le sedi competenti per tutelare i diritti contrattuali e il salario delle lavoratrici coinvolte.









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