
ORVIETO – Il Comune di Orvieto ha presentato la propria candidatura all’avviso pubblico “Sport e Periferie 2026”, promosso dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con un progetto di demolizione e ricostruzione dello Stadio “De Martino” di Orvieto Scalo già destinato alla pratica del rugby.
L’intervento, secondo il documento di indirizzo alla progettazione che accompagna la domanda, prevede la realizzazione di un impianto più moderno, sicuro e accessibile con un campo regolamentare per partite di touch rugby, rugby a 7 e a 15, nuovi spogliatoi, locali di servizio, spazi associativi e polifunzionali per attività sociali e formative, aree esterne attrezzate per il pubblico e infrastrutture in grado di ospitare anche discipline complementari come il tiro con l’arco, anche paralimpico, e il tiro con balestra storica.
Il progetto ha un valore complessivo di 2 milioni e 500mila euro di cui 2 milioni e 170mila euro sarebbero coperti con il contributo richiesto e 330mila euro con il cofinanziamento da parte del Comune di Orvieto, pari alla quota prevista dal bando.
«Una proposta – spiega l’assessore ai Lavori pubblici e allo Sport, Piergiorgio Pizzo – che nasce dal confronto e dall’ascolto delle esigenze del mondo sportivo cittadino e, nello specifico, grazie alla collaborazione con l’Unione Orvietana Rugby che gestisce l’impianto di Orvieto scalo di proprietà del Comune. La scelta è ricaduta sullo stadio De Martino poiché necessita di importanti lavori di riqualificazione, soprattutto per quanto riguarda le strutture di servizio, e rientra nell’ambito di una più ampia strategia di rigenerazione urbana e sociale dell’area. Proprio a ridosso del De Martino, infatti, abbiamo individuato anche il luogo di realizzazione del progetto del palazzetto dello sport con cui abbiamo partecipato al bando Sport e Periferie 2025 e con il quale, da settembre scorso, siamo nella graduatoria regionale.
Da allora però non abbiamo avuto più notizie da parte della Regione Umbria ma auspichiamo che la Giunta possa trovare le risorse necessarie per finanziare il nostro progetto e quello degli altri tre Comuni umbri ammessi. Non abbiamo potuto invece riproporre il progetto della Casa della Scherma nel piano interrato della scuola media di Ciconia, con cui avevamo partecipato allo stesso bando negli anni scorsi, perché tutte le scuole saranno interessate nei prossimi mesi da una serie di adempimenti obbligatori, che abbiamo affidato in questi giorni, relativi alla parte strutturale e impiantistica degli immobili. Un passaggio necessario, quindi, anche all’aggiornamento e all’adeguamento del progetto della Casa della Scherma che potremmo finanziare con altre risorse».









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