“Sorprende leggere oggi le richieste delle opposizioni su Phobos, quasi che il Comune di Orvieto sia rimasto fermo ad osservare gli eventi. La realtà dei fatti racconta esattamente il contrario. L’Amministrazione comunale è impegnata da tempo in una concreta e articolata attività di contrasto al progetto eolico Phobos, attraverso iniziative amministrative, giudiziarie e istituzionali che dimostrano una posizione chiara e inequivocabile a tutela dell’Alfina, del paesaggio orvietano, dell’identità del nostro territorio e delle comunità che da generazioni lo vivono e lo custodiscono.
I fatti parlano da soli:
• è stato presentato un ricorso al TAR;
• è stato promosso un ricorso al Consiglio di Stato;
• il Comune si è costituito in giudizio in opposizione al ricorso presentato da RWE;
• sono stati predisposti gli atti e le osservazioni nell’ambito della Conferenza dei Servizi finalizzati all’ottenimento del diniego del progetto.
Parallelamente, grazie a una costante interlocuzione con i comitati, le associazioni e la Regione Umbria, su iniziativa del Comune di Orvieto è stata avviata una collaborazione istituzionale con i Comuni di Castel Giorgio e Castel Viscardo per affidare a un pool di professionisti la redazione di una proposta di vincolo paesaggistico sull’Alfina e sul comprensorio interessato. La proposta è in fase di definizione e sarà sottoposta entro la fine di Giugno alla competente Commissione Provinciale, per essere successivamente trasmessa alla Regione Umbria e alla Soprintendenza.
Inoltre, insieme all’Avvocato Rosi, è in fase di predisposizione un reclamo alla Commissione Europea, poiché l’autorizzazione unica formatasi attraverso il meccanismo del silenzio-assenso avrebbe di fatto violato il principio di sussidiarietà, elemento fondamentale dell’ordinamento europeo, privando il Comune della possibilità di incidere concretamente nella fase decisionale relativa alla valutazione del progetto. Per questo motivo appare singolare che chi oggi chiede prese di posizione pubbliche ignori, o finga di ignorare, un’attività amministrativa e legale che procede da mesi. Ancora più singolare è constatare come, al sit-in organizzato Sabato scorso da associazioni, comitati e cittadini contrari al progetto, non si sia visto alcun rappresentante delle forze di opposizione firmatarie del comunicato. Un’assenza che contrasta con il tono delle dichiarazioni odierne e che lascia inevitabilmente spazio a qualche riflessione.
La tutela dell’Alfina, del paesaggio orvietano e dell’identità del nostro territorio non si misura dal numero dei comunicati stampa, ma dalla capacità di assumersi responsabilità, promuovere azioni concrete e sostenere battaglie istituzionali nei luoghi dove realmente si decidono le sorti del territorio. Fratelli d’Italia continuerà a sostenere con determinazione ogni iniziativa utile a difendere l’Alfina, il patrimonio paesaggistico, ambientale e culturale dell’Orvietano e l’identità di una comunità che ha il diritto di essere protagonista delle scelte che riguardano il proprio futuro. La difesa del territorio non può essere affidata agli slogan o alle polemiche dell’ultima ora. Servono presenza, lavoro, atti concreti e una visione chiara. È su questo terreno che continueremo a misurarci.
Fratelli d’Italia Orvieto









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