Il Museo Faina è orgoglioso di annunciare la propria partecipazione, in qualità di ente prestatore, alla prestigiosa mostra internazionale “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”, inaugurata lunedì 15 giugno al Museo dell’Acropoli di Atene. L’esposizione, promossa e coordinata dal Ministero della Cultura italiano e della Cultura greco (con la curatela di Alfonsina Russo e Nikolaos Stampolidis, affiancati da Roberta Alteri e Alessio De Cristofaro) celebra il profondo legame storico, artistico e culturale tra i due Paesi.
All’interno di un percorso espositivo di altissimo livello, teso a raccontare la fortuna della produzione artistica greca e i suoi influssi nell’arte italiana in un arco di tempo ampio, dagli inizi del I millennio fino al Novecento, sono stati selezionati 38 capolavori assoluti provenienti dai più importanti musei italiani. Tra queste opere d’arte – tra cui figurano la Coppa di Nestore da Ischia, il Cratere di Eufronio da Cerveteri, il Trono Ludovisi, la Fanciulla di Anzio, le celebri teste bronzee dal relitto di Porticello, tanto per citarne alcuni – c’è anche il celebre vaso di Exekias, uno dei pezzi più significativi delle collezioni del Museo Etrusco “Claudio Faina” di Orvieto.

L’opera concessa in prestito è un’anfora attica a figure nere, attribuita al grande maestro Exekias e scoperta nell’Ottocento nella Necropoli di Crocifisso del Tufo. Il vaso si distingue per l’eccezionale maestria tecnica e la straordinaria finezza dei dettagli. Sul lato principale (Lato A) è raffigurata la solenne ascesa di Eracle all’Olimpo: l’eroe, riconoscibile dalla clava e dalla leontè (pelle del leone Nemeo) accompagna Atena sulla quadriga scortato da un ricco corteo di divinità tra cui Zeus, Poseidone, Apollo che suona la lira, Artemide e Ermes.

Il lato opposto (Lato B) mostra invece un personaggio su un carro circondato da varie figure, una scena che con ogni probabilità rappresenta il mitico ritorno di Pisistrato ad Atene. La mostra rimarrà aperta al pubblico ad Atene fino a domenica 30 agosto, per essere poi ospitata presso il Museo Archeologico di Reggio Calabria, in un ideale itinerario di diplomazia culturale che pone il patrimonio archeologico come ponte di connessione, scambio e identità condivise nel Mediterraneo.








