Sono stati inaugurati ieri a Orvieto – in località Sferracavallo – i nuovi poliambulatori CIDAT, una struttura sanitaria di oltre mille metri quadrati che punta a diventare un punto di riferimento per l’area orvietana e per un bacino territoriale che comprende anche la Toscana meridionale e l’Alto Lazio. Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Gruppo CIDAT Maurizio Gambino, i soci del Gruppo Silvio Pascolini e Paolo Amadei, la sindaca di Orvieto Roberta Tardani, il vescovo della diocesi di Orvieto-Todi Gualtiero Sigismondi, il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi, i consiglieri regionali dell’Umbria Francesco Filipponi e Matteo Giambartolomei. il direttore sanitario Sandro Fratini che ha illustrato le caratteristiche tecniche di cui è dotato il centro, oltre a professionisti sanitari, rappresentanti delle istituzioni e numerosi cittadini.
La nuova struttura, interamente sviluppata al piano terra e dotata di ampi parcheggi e spazi esterni dedicati anche alla riabilitazione, offre un sistema integrato di servizi sanitari che spazia dalla prevenzione alla diagnostica avanzata, dalla chirurgia ambulatoriale alla fisioterapia e riabilitazione, fino alle visite specialistiche in numerose discipline mediche. Tra le dotazioni tecnologiche figurano una risonanza magnetica da 1,5 Tesla e una Tac a 64 strati di ultima generazione, alle quali si affiancano mammografia, radiologia tradizionale, Moc e ulteriori strumenti diagnostici avanzati. Il centro dispone inoltre di una sala operatoria per interventi ambulatoriali di secondo livello in diverse specialità, tra cui ortopedia, ginecologia, urologia, endoscopia e oculistica.
A regime la struttura potrà contare su circa 80 operatori tra medici liberi professionisti, tecnici di radiologia, infermieri e personale sanitario e amministrativo, con oltre 60 professionisti impegnati nelle varie attività cliniche e specialistiche. “Con questa nuova struttura vogliamo offrire ai cittadini un percorso completo che parte dalla prevenzione e dalla diagnosi precoce e accompagna la persona nelle successive fasi di cura e riabilitazione”, ha dichiarato il presidente del Gruppo CIDAT, Gambino.
“Abbiamo investito in tecnologie di ultima generazione, professionalità qualificate e servizi integrati per garantire risposte concrete ai bisogni di salute del territorio. L’obiettivo è contribuire a ridurre gli spostamenti verso altre realtà sanitarie e offrire un presidio moderno, accessibile e fortemente radicato nella comunità locale”, ha aggiunto il presidente. Gambino ha inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione tra sanità privata e sanità pubblica, evidenziando come il nuovo centro intenda operare in piena sinergia con il sistema sanitario territoriale e ospedaliero attraverso percorsi integrati e convenzioni dedicate ai cittadini.
Gli interventi
“Investimenti come questi sono fondamentali per territori come i nostri, perchésignificano crescita, sviluppo, lavoro”, ha detto la sindaca Tardani nel suo intervento portando i saluti dell’amministrazione comunale di Orvieto. Sottolineando però il”ruolo centrale che la sanità pubblica riveste”, definendola “il pilastro fondamentale dellatutela della salute”. Rimarcando però che se tra pubblico e privato c’è “unrapporto equilibrato, corretto e sano si hanno dei beneficiimportanti per le nostrecomunità”. “E noi, come istituzioni, dobbiamo fare inmodo che la sanità pubblica e la sanità privata siano in grado di mantenerequell’equilibrio che consente ai nostri cittadini di avere risposte ai bisogni disalute”.

“L’inaugurazione di un centro diagnostico come questo non può che suscitare gratitudine verso quanti lo hanno pensato, finanziato e realizzato con quella che definirei una vera e propria ‘intelligenza d’amore’ – ha detto il vescovo Sigismondi – È particolarmente significativo che questa struttura sia inserita nella rete del Servizio sanitario nazionale, perché rappresenta una risorsa preziosa per il territorio orvietano e per un’area ancora più vasta, offrendo ai cittadini servizi di prossimità e risposte concrete ai bisogni di salute”. “Questi ambienti, belli e accoglienti, sono chiamati a essere molto più di semplici spazi sanitari – ha aggiunto il vescovo – Mi permetto di richiamare tre attenzioni fondamentali: anzitutto climatizzare ogni ambiente con la serenità, soprattutto nei momenti in cui l’attesa di un referto può generare ansia e preoccupazione; poi vivere fino in fondo la deontologia del prendersi cura delle persone, che è qualcosa di diverso e più profondo del semplice farsi carico di una prestazione; infine affinare sempre l’arte dell’ascolto, perché nessuna tecnologia, per quanto avanzata e raffinata, e nemmeno l’intelligenza artificiale, potrà mai sostituire la capacità di ascoltare una persona”.
“Competenza professionale e delicatezza relazionale sono gli elementi che consentono a ogni strumento diagnostico di esprimere al meglio le proprie potenzialità, per questo auspico che questa struttura possa diventare un autentico segno della civiltà dell’amore, quella che si esprime anzitutto attraverso la lingua dei gesti, a partire dall’accoglienza – ha detto ancora mons. Sigismondi – Come ha ricordato Papa Leone, una società veramente civile non è quella che nasconde le proprie debolezze, ma quella che le circonda di attenzione e se ne prende cura. Con questo spirito rivolgo il mio grazie a tutti coloro che hanno reso possibile la nascita di questo importante presidio sanitario, oggi a disposizione dell’intera comunità”.
“Vorrei ringraziare il Gruppo CIDAT che ha deciso di continuare a investire in questo territorio, in questa Provincia e in Umbria – ha detto l’onorevole Nevi – Una struttura così è unabenedizione divina, perché questo nonè solo uncentro diagnostico, ma un piccolo ‘presidio ospedaliero’ al servizio della comunitàe Dio solo lo sa quanto in questo momento sono necessarie strutture come queste.Noi dovremmo riempire l’Italia di strutture come queste per rispondere a un bisogno disalute sempre più rilevante. Noi abbiamo un invecchiamento della popolazione che sta modificando completamente la domanda anche di servizi sanitari”.“Spesso, purtroppo – ha aggiunto Nevi – non sono sufficienti i servizi che mette a disposizione la sanità pubblica e c’è necessità di una maggiore integrazione tra pubblico e privato”.
“Questo è un traguardo importante per Orvieto e per l’intero comprensorio orvietano – ha detto invece il consigliere regionale dell’Umbria Filipponi – Conosco da tempo il progetto che Maurizio Gambino aveva immaginato per questo territorio e oggi vede la luce una struttura che, per dimensioni e caratteristiche, può essere considerata tra le più importanti della regione. Si tratta di un centro diagnostico accreditato e convenzionato che opererà in un’ottica complementare e integrata con il Servizio sanitario regionale, offrendo ai cittadini un nuovo e concreto punto di riferimento”.
“Le persone che vivono a Orvieto e nei comuni del territorio sono spesso costrette a percorrere decine, talvolta centinaia di chilometri, per accedere a servizi diagnostici e sanitari – ha ricordato Filipponi – Da oggi potranno contare su una struttura moderna e qualificata, capace di rispondere ai bisogni della comunità e di contribuire a rafforzare l’offerta sanitaria dell’Umbria. Per questo il ringraziamento va a Gambino, ai soci della CIDAT che hanno sostenuto questo importante investimento e a tutte le professionalità che da lunedì lavoreranno all’interno del centro”.
“Un ringraziamento va al personale medico e sanitario che opererà in questo centro – ha sottolineato invece il consigliere regionale dell’Umbria Giambartolomei – Ben venga il convenzionamento e ben venga che la Regione continui a guardare nel modo giusto a quella che è la sanità privata che, nel momento in cui è convenzionata, risulta a tutti gli effetti parificata alla sanità pubblica. Si tratta quindi di una realtà che non potrà che rappresentare un aiuto e un supporto per affrontare le difficoltà che la sanità vive in questa regione, così come nel resto del Paese. Centri come questo saranno un importantissimo sostegno per dare risposta alle richieste di prestazioni e visite da parte dei cittadini, che troppo spesso si trovano a fare i conti con liste d’attesa interminabili. Inoltre, si inseriscono in un territorio che, sotto questo profilo, risultava sostanzialmente scoperto e distante da altri centri importanti”.
“Proprio di recente abbiamo visitato l’ospedale di Orvieto, prendendo coscienza di come a questo presidio afferiscano numerosi territori circostanti – ha aggiunto il consigliere – È quindi evidente quanto sia fondamentale il presidio ospedaliero, così come è fondamentale il supporto di una struttura privata, accreditata e convenzionata come questa. Parliamo di un investimento di notevole importanza, dotato di tecnologie di ultima generazione e di professionisti di grande livello, che potranno garantire il miglior servizio possibile al territorio e non solo. Una struttura che potrà contribuire anche a contrastare quella migrazione sanitaria che fino a oggi ha portato molti cittadini a rivolgersi altrove, consentendo invece di mantenere questi servizi nella nostra regione e di erogarli qui nel modo più professionale e corretto possibile”.
Conclusione
L’apertura dei nuovi poliambulatori rappresenta un investimento significativo per il territorio orvietano e per l’intera area di confine tra Umbria, Toscana e Lazio, rafforzando l’offerta sanitaria locale e contribuendo a rendere più accessibili servizi diagnostici, specialistici e riabilitativi di elevata qualità. La nuova sede CIDAT si propone così come un presidio sanitario innovativo capace di integrare tecnologia, professionalità e prossimità ai cittadini, contribuendo al miglioramento della qualità dell’assistenza e alla valorizzazione del sistema sanitario territoriale.










Devi effettuare l'accesso per postare un commento.