
Avviare un percorso condiviso per dare piena attuazione alla Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti e rafforzare la collaborazione tra istituti penitenziari, servizi territoriali, scuola, terzo settore e mondo universitario. È questo l’obiettivo dell’incontro promosso oggi dall’assessore al Welfare della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, con Antonella Grella, la direttrice della Casa circondariale di Perugia e Valerio Pappalardo, il direttore della Casa circondariale di Terni.
Al centro del confronto i contenuti della Carta sottoscritta dal Ministero della Giustizia, dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e dall’associazione Bambinisenzasbarre, documento che richiama le istituzioni a tutelare il diritto dei minori a mantenere un rapporto stabile con il genitore durante il periodo di detenzione e a salvaguardarne il benessere personale, educativo e relazionale.
L’incontro ha consentito di fare il punto sulle esperienze già presenti nei diversi istituti e di avviare una riflessione sulle azioni da sviluppare a livello regionale per favorire una maggiore diffusione dei principi contenuti nella Carta e una loro applicazione nei contesti educativi, sociali e istituzionali.
“Desidero ringraziare la direttrice Grella e il direttore Pappalardo per la partecipazione e l’ascolto dimostrati in questa occasione e l’Università degli Studi di Perugia che, grazie al lavoro svolto dalla professoressa Sabrina Curti, ha offerto la propria disponibilità sul fronte della formazione – sottolinea l’assessore – su un tema che richiede attenzione e sensibilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte. Quando una persona entra in carcere, gli effetti della detenzione ricadono inevitabilmente anche sulla famiglia. Per questo è necessario costruire una rete capace di accompagnare bambini e ragazzi, evitando che vivano condizioni di isolamento o fragilità che possono incidere sul loro percorso di crescita. La Regione intende mettere a disposizione il proprio ruolo di coordinamento per favorire il dialogo tra tutti i soggetti coinvolti e promuovere iniziative che rendano questi diritti maggiormente conosciuti e accessibili”.
Particolare attenzione è stata dedicata alle modalità di incontro tra genitori e figli, all’accoglienza dei minori all’interno degli istituti penitenziari e alla necessità di garantire continuità nei rapporti familiari attraverso strumenti e percorsi adeguati alle diverse fasce d’età. Temi che la Carta individua come essenziali per ridurre l’impatto della detenzione sulla vita dei bambini e degli adolescenti.
Al termine dell’incontro è emersa la volontà condivisa di proseguire il lavoro avviato, coinvolgendo progressivamente gli altri soggetti istituzionali e sociali chiamati a contribuire alla tutela dei diritti dei figli delle persone detenute.









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