Un momento collettivo per incontrare alcuni dei curatori del dossier Made in Italy per l’industria del genocidio: – Esportazioni militari ed energetiche per Israele – e capire l’entità del supporto italiano al genocidio in atto in Palestina. Sono trascorsi quasi 8 mesi dall’annuncio del cessate il fuoco avvenuto nell’ottobre 2025 e a Gaza 738 persone sono state uccise, più di 2000 sono state ferite e oltre 2400 sono le violazioni da parte di Israele circa gli accordi sullo stesso cessate il fuoco, stando alle cifre fornite dall’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani – OHCHR al 10 Aprile 2026.
Tali cifre son cresciute da aprile e non passa giorno che droni israeliani non bombardino, uccidano e feriscano, mutilino civili inermi, fra cui soprattutto donne e bambini. Altre fonti tuttavia, interne a Gaza come il Ministero della Sanità, parlano dell’uccisione per lo stesso periodo di almeno 947 persone e di 2935 ferite. Gli aiuti umanitari sono ancora molto limitati e pressoché impediti dalle forze militari occupanti israeliane, infliggendo condizioni via via sempre più precarie alla popolazione di Gaza, costretta alla scarsità di acqua, cibo, medicinali e alle infestazioni devastanti di topi e parassiti.
Non sono finiti genocidio, infanticidio, sanitaricidio, ecocidio e uccisioni mirate di reporter…il cessate il fuoco è una menzogna che continua a mietere vittime. Non si ferma, inoltre, la violenza nella Cisgiordania occupata, anzi non fa che aumentare.
Rispetto al periodo precedente al conflitto militare israelo-americano con l’Iran, che attira l’attenzione globale per i suoi risvolti e interessi economici legati principalmente al carburante, la violenza in Cisgiordania e a Gerusalemme è aumentata e non solo ai danni del popolo palestinese. Uccidendo e sfollando persone si procede con l’avanzamento sistematico di nuovi insediamenti sionisti, avamposti agricoli che segnano solo l’inizio di nuove colonie illegali.
Mentre il governo israeliano e lobby americane continuano a finanziare e ad armare coloni e residenti (come a Gerusalemme), a fine marzo 2026 il parlamento israeliano ha approvato la pena di morte per quei detenuti palestinesi accusati di disconoscere lo stato israeliano e a maggio ha istituito un tribunale militare in cui processare i detenuti palestinesi, contestato da diverse organizzazioni per i diritti umani.
L’Italia continua intanto a voltarsi dall’altro lato, a parte qualche annuncio di circostanza dei rappresentanti istituzionali. Anzi, l’Italia partecipa al genocidio sia con l’apatia di chi ci governa sia con il proprio comparto industriale, sempre pronto a fare affari sulla morte.
Vogliamo ricordare che, tornando ai fatti di casa nostra, Orvieto è gemellata con Betlemme dal 1997 (con atto consiliare n. 32 del 09.04.1997) e che quando fu approvato il Patto di Gemellaggio fu scelta proprio Betlemme al fine di consolidare la fraternità dei rapporti fra i popoli e svolgere insieme un ruolo importante per la realizzazione di una vera comunità universale. Ali Rashid, mancato esattamente un anno fa, dal 1996 visse stabilmente ad Orvieto, città dove si era trasferito proprio in seguito a quel gemellaggio con Betlemme, trovando qui probabilmente quella vicinanza ideale alla sua causa: una Palestina libera.
Da poco abbiamo scoperto, grazie al report “Made in Italy per l’industria del genocidio: – Esportazioni militari ed energetiche per Israele” pubblicato a fine marzo 2026 e che presenteremo insieme ad alcuni dei suoi curatori, un altro gemellaggio, questa volta concreto e remunerativo: l’azienda TS2 Engineering srl, con sede a Orvieto Scalo ha un legame commerciale forte con Elbit Systems, uno dei colossi della guerra israeliani.
Tra dicembre 2023 e agosto 2025 ha eseguito 7 spedizioni di materiale altamente tecnologico verso Israele.
Nel dossier si legge : “Questi trasferimenti di circuiti elettronici e amplificatori di potenza a frequenza ultra-alta sono stati effettuati tramite trasporto aereo da Roma Fiumicino (FCO) e Milano Malpensa (MXP).
Vogliamo ricordare che l’azienda TS2 Engineering srl è specializzata nella progettazione e nell’assemblaggio di circuiti stampati (PCB) e moduli a radiofrequenza (RF) per i settori aerospaziale e della difesa: detto in parole povere l’applicazione tecnica di questi componenti è fondamentale per le moderne operazioni di tracciamento e combattimento. Gli amplificatori di potenza a frequenza ultra-alta UHF sono elementi chiave nei sistemi di comunicazione militari e nei collegamenti di dati, garantendo così la trasmissione a lungo raggio dei dati tra i centri di comando a terra e le piattaforme aeree. Avremmo sperato che le nostre terre promuovessero ben altri gemellaggi, anche in virtù di quello ancora vigente e proclamato a favore di una fratellanza universale… non certo contratti commerciali che sostengono, con forniture altamente tecnologiche, una guerra di sterminio programmato del popolo palestinese, che da oltre due anni e mezzo vede una deflagrazione folle e inaudita di qualsiasi diritto umano.










Devi effettuare l'accesso per postare un commento.