Magnifica Humanitas, prima enciclica di Papa Leone XIV, è stata al centro di un partecipato incontro che ne ha illustrato motivazioni e percorsi. Presentata da suor Maria Luisa Gatto, si è rivelato un testo denso ma sorprendentemente accessibile, capace di “fare domande ad alta voce” e di intercettare inquietudini diffuse.
Al centro, la nuova rivoluzione dell’intelligenza artificiale che si presenta altrettanto radicale a quella industriale: non più il capitale industriale e le fabbriche, ma quello computazionale, i data center e i proprietari degli algoritmi. È in questo contesto che Leone XIV si richiama alla Rerum Novarum, la prima enciclica sociale, da cui la Chiesa continua ad attingere per offrire strumenti di lettura e risposta alle sfide poste dall’IA.
Percorriamone la lettura, attraverso il fil rouge delle parole di suor Maria Luisa. Leone XIV la pubblica nello stesso giorno in cui uscì la Rerum Novarum che fu la prima enciclica cosiddetta “sociale”, e ad essa si richiama. Come questa, quindi, la Magifica Humanitas offre a tutti “le donne e gli uomini di buona volontà ” il patrimonio della dottrina sociale per rispondere agli interrogativi posti oggi dell’intelligenza artificiale. Emergono nuove forme di schiavitù, cambia il lavoro che è sempre più condizionato ed esposto agli algoritmi; pensiamo ai rider, ai lavoratori delle piattaforme, allo smart working, ma anche a figure professionali considerate sostituibili dai robot, in una progressiva erosione dei diritti. E in questo scenario, chi stabilisce le regole di accesso all’informazione? Chi governa questi sistemi? Quale destino attende la libertà e la democrazia, se il potere è nelle mani di soggetti privati capaci di esercitare un’influenza economica superiore a quella degli stessi Stati?
Nel dibattito entrano nuove categorie, il transumano e il postumano, mentre le macchine rischiano di diventare il parametro con cui si misura l’uomo. L’enciclica ricorda però che l’algoritmo non può valutare la dignità, la coscienza e la capacità di relazione autentica. Diventa allora decisiva la responsabilità individuale e collettiva. La tecnologia non è neutrale, ma assume il volto di chi la progetta, la finanzia, la regola e la utilizza. La questione non è però se usarla, ma come farlo, sta infatti all’uomo evitare di divinizzarla — si parla di “tecnoreligione” — e mantenerla al proprio servizio.
Come?
La risposta è già nel titolo: Magnifica Humanitas, un’umanità da valorizzare e custodire, “magnifica”, anche se ferita. Lo.si ribadisce, non si tratta quindi di rifiutare la tecnologia, che da sempre accompagna la storia dell’uomo, ma di restare pienamente umani, educando e educandoci a un uso consapevole dell’intelligenza artificiale. Significa perciò orientarsi verso un umanesimo digitale che rimetta al centro la persona nella sua interezza, evitando che la tecnica diventi un criterio egemonico rispetto all’intelligenza umana.
Le macchine, pur nella loro straordinaria capacità di calcolo, infatti, non conoscono sentimenti come l’amore o il perdono che sono fondamentali non solo nella vita individuale, ma anche in quella sociale.
Per descrivere il bivio davanti al quale ci troviamo, l’enciclica ricorre a due immagini bibliche molto significative, da un lato la Torre di Babele, simbolo di una civiltà costruita sull’orgoglio e su un’uniformità che cancella le differenze; dall’altro la ricostruzione delle mura di Gerusalemme da parte di Neemia, dando vita a una civiltà che ri-nasce attraverso la responsabilità condivisa.
Difendere la dignità umana significa allora interrogarsi sul potere, sulla democrazia e sui nuovi equilibri globali. In definitiva, significa scegliere da che parte stare, accogliendo l’appello del Papa, ricordato da suor Maria Luisa Gatto: avere il coraggio di “sporcarsi le mani”, rimettendo Dio all’orizzonte dell’agire e l’essere umano al centro delle scelte.
È un percorso ancora aperto, che chiama a restituire all’uomo la piena responsabilità delle proprie decisioni, evitando la tentazione di affidare alla tecnologia la soluzione di ogni problema. Una prospettiva che l’enciclica riporta al suo nucleo più profondo in una questione anzitutto ontologica che riguarda, cioè, ciò che l’uomo è non solo ciò che fa.
Allora siamo tutti chiamati a testimoniare la bellezza di questa “magnifica umanità abitata da Dio”, in uno sguardo che non ignora le contraddizioni della storia, ma le attraversa con speranza.
Una mappa di lettura della Magnif8ca Humanitas, di Maria Luisa Gatto (suore di smr, Ciconia) qui: https://orvietosi.it/wp-content/uploads/2026/06/Presentazione-MH-MLuisa-Gatto.pdf
Magnifica Humanitas testo completo qui: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html
Magnifica Humanitas, prima enciclica di Papa Leone XIV, è stata al centro di un 








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