
Com’è noto non condividiamo i programmi della Regione Umbria e dell’assessore Thomas De Luca per una “indipendenza energetica” attraverso le rinnovabili elettriche intermittenti. Tuttavia, pur non essendo la nostra legge, riconosciamo che la legge regionale sulle aree idonee, abbia introdotto alcune regole di buon senso per difendere il “Cuore Verde d’Italia” dall’assalto speculativo che sta investendo molte aree del Paese.
In particolare, abbiamo apprezzato l’opposizione della Regione al progetto “Phobos” nell’area di Orvieto, simbolo di una deriva che vorrebbe trasformare paesaggi storici e territori agricoli di pregio in piattaforme industriali energetiche. D’altra parte, riteniamo che difendere le visuali del Duomo di Orvieto, le colline del Sagrantino, i siti di interesse Unesco, le pregiate aree agricole del Trasimeno, gli Appennini dell’Italia centrale e più in generale il paesaggio umbro sia un preciso dovere dell’amministrazione regionale.
Ora, ci auguriamo che l’assessore De Luca non si faccia travolgere dalle pressioni degli speculatori energetici che difendono esclusivamente i propri interessi anche se cercano di nasconderli attraverso le visioni ideologiche delle associazioni rinnovabiliste dalle quali si fanno spalleggiare: gli attacchi della triplice ambientalista (WWF, Legambiente e Greenpeace) alla Giunta Regionale sono chiaramente pretestuosi.
I cittadini umbri non si fanno imbrogliare: riempire l’Umbria di pale e pannelli non significa “salvare il pianeta”: serve solo a sacrificare una ricchezza ambientale, culturale ed economica non riproducibile.
Amici della Terra








