
Gentilissima Sindaca,
abbiamo ascoltato con attenzione la presentazione del progetto di illuminazione della rupe tufacea e degli interventi di efficientamento energetico del centro storico. “Tagli di luce”, “valorizzazione dei volumi”, “percorsi sicuri e fruibili”. Tutto molto suggestivo. Tutto molto scenografico.Poi però arriva la realtà.
E la realtà racconta di tante, troppe, famiglie in povertà energetica.Ed è qui che nasce una domanda semplice: la città che viene raccontata nei comunicati ufficiali coincide davvero con quella che vivono ogni giorno gli orvietani? Perché mentre si progettano giochi di luce sulla rupe, esistono persone che fanno i conti con bollette impossibili da sostenere. Famiglie che non chiedono scenografie urbane, ma condizioni dignitose per vivere.
Ed è forse questo il punto più politico della questione. L’omaggio ad Aldobrando Netti avrebbe potuto rappresentare qualcosa di più di una celebrazione istituzionale. Avrebbe potuto diventare l’occasione per lanciare un grande progetto sulle comunità energetiche rinnovabili, aiutando concretamente cittadini, condomìni, imprese e associazioni a produrre e condividere energia abbattendo i costi. Questa è la direzione che auspichiamo per questo territorio.
Sarebbe stata una scelta moderna. Coraggiosa. Sociale.
Perché la politica non dovrebbe limitarsi ad illuminare i monumenti. Dovrebbe provare ad alleggerire la vita delle persone. E invece si ha spesso la sensazione di assistere ad una città sempre più attenta alla propria rappresentazione estetica e sempre meno ai problemi quotidiani di chi la attraversa davvero.
C’è poi un dettaglio che dettaglio non è.
Di notte, lungo la strada delle Piagge, ci sono persone che scendono verso Orvieto Scalo illuminandosi con la torcia del telefono. Succede quando la funicolare è chiusa e il trasporto pubblico smette di essere affidabile.
E allora forse esiste una luce meno spettacolare ma molto più utile:
quella che serve a garantire sicurezza a studenti, lavoratori, anziani e cittadini comuni.Perché non illuminare davvero quel percorso?
Sarebbe un intervento semplice, concreto, immediatamente utile. E forse sarebbe anche il modo migliore per onorare davvero la memoria di Aldobrando Netti: usare l’energia non solo per costruire scenografie, ma per migliorare la qualità della vita delle persone.
Negli anni abbiamo imparato proprio da lei la tecnica del “benaltrismo” e non vogliamo cadere nello stesso errore, vogliamo però ricordarle che se va benissimo parlare del tema dell’illuminazione della Rupe è importante parlare anche di povertà energetica, perché una città moderna non è quella che appare più luminosa nelle fotografie. È quella che, quando decide di risplendere, lo fa assicurandosi si non aver lasciato i propri cittadini al buio.
Partito Democratico Orvieto








