È imminente una nuova, speciale puntata di Tesori dell’urbe, la rassegna firmata UNITRE Orvieto con l’obbiettivo di scoprire – e/o riscoprire – ambienti, monumenti, scorci paesaggistici, strutture architettoniche e opere d’arte, di particolari pregio artistico ed interesse storico, presenti sulla rupe. Inserita all’interno del ricco cartellone di “Orvieto in Fiore 2026” (promosso dal Comitato Cittadino dei Quartieri di Orvieto), la visita prevista alle ore 16 di Giovedì 21 Maggio permetterà di conoscere un vero gioiello qual è Palazzo Bisenzi, in pieno centro cittadino (Corso Cavour 36). L’Architetto Raffaele Davanzo, ineguagliabile conoscitore d’arte e memoria storica appassionante, condurrà l’imperdibile esperienza culturale. Ingresso libero aperto a tutti.

La visita interesserà un grande edificio situato lungo il Corso di Orvieto, e che fu abitato nel corso dei secoli da importanti famiglie: Albani, Negroni, Bisenzi, Giberti e da ultimo Macioti-Giberti. Alla fine dell'Ottocento vi fu organizzato l’Albergo delle Arti, fino alla chiusura avvenuta nel 1915 contestualmente all'inizio della prima guerra mondiale. Nel 1898 l’albergo ospitò Sigmund Freud: e fu in quell’occasione che il padre della psicanalisi completò il suo fondamentale testo sull’interpretazione dei sogni, specialmente dopo una illuminante visita agli affreschi di Luca Signorelli nel Duomo.
Al primo piano si visiteranno la cappella con una grande tela della Madonna del Rosario, con san Domenico; una sala a sviluppo longitudinale con un affresco trecentesco in una nicchia, raffigurante una Crocifissione tra i Santi Maria e Giovanni Evangelista. Nel salone principale, con decorazioni sette-ottocentesche alle pareti, sono conservate diverse tele, tra cui il ritratto di Giovan Battista Giberti, vescovo di Fano e di Cava dei Tirreni; e, sul soffitto, notevole il plafone centrale con una particolare allegoria dell’Aurora, vincitrice del buio e del Male. Adiacente, uno studiolo con dipinti raffiguranti scene bibliche incentrate su figure femminili: La figlia di Iefte, Abigail e David, Giuditta e Oloferne.
Raffaele Davanzo








