
Come è noto, recentemente si è tenuto un incontro, a Perugia, sulla situazione dell’Ospedale di Orvieto, tra i vertici della Regione, in primo luogo la presidente della Giunta Regionale, Stefania Proietti, e i rappresentanti del comitato orvietano per la salute pubblica, forti delle 14.000 firme raccolte dalla petizione promossa dal Cosp, sottoscritta anche da alcuni iscritti e simpatizzanti di Azione.
La presidente Proietti e il direttore generale dell’Usl Umbria 2 Noto, hanno riconosciuto l’importanza dell’ospedale orvietano e, tra l’altro, hanno assicurato che verranno assunti 20 nuovi professionisti in settori di notevole rilievo. Come valutare questi impegni? Speriamo che verranno rispettati.
I dubbi sono legittimi se si considera, peraltro, che la presidente Proietti prima delle elezioni regionali aveva promesso di ridurre in misura considerevole le lunghe liste di attesa, cosa che non è affatto avvenuta, anche se la Regione non ha ancora fornito dati precisi sull’attuale entità di tali liste. Ma l’esperienza quotidiana di molti orvietani, al di là dei dati statistici, dimostrano che le liste di attesa non sono diminuite per nulla.
Non deve essere trascurato il fatto che il gettito della manovra fiscale varata dalla Regione, in seguito all’aumento dell’addizionale regionale Irpef, non sarà destinato esclusivamente alla sanità, come sarebbe stato opportuno.
Poi, nell’incontro si è parlato sì degli investimenti effettuati ma non degli investimenti in macchinari che potranno essere realizzati in futuro. Tale aspetto è fondamentale perché rappresenta un fattore attrattivo determinante per i medici che intendessero venire a lavorare nell’ospedale di Orvieto. Si deve ricordare che alcuni concorsi, nel recente passato, sono andati deserti e una delle motivazioni può essere rappresentata dalla qualità dei macchinari disponibili.
Inoltre, non si è discusso dei servizi territoriali, in primo luogo di quelli relativi alla salute mentale. Sono importanti anche questi servizi e soprattutto quelli inerenti la salute mentale, i quali sono del tutto inadeguati rispetto alle vecchie e nuove esigenze manifestate dalla popolazione orvietana, prevalentemente dalla componente giovanile.
Ancora, non sono state evidenziate le funzioni che svolgerà la Casa di comunità, che sorgerà in piazza del Duomo. Verranno solamente trasferite le funzioni che attualmente sono presenti nel distretto sanitario di via Postierla oppure le funzioni della Casa di comunità saranno ampliate, come necessario?
Una ulteriore questione non è stata affrontata: se verrà realizzato il nuovo ospedale di Narni e Amelia, la cui utilità è peraltro dubbia, che sarà eventualmente finanziato con un prestito dell’Inail, tale forma di finanziamento aumenterà il già notevole deficit economico dell’Usl n. 2, perché il prestito dovrà essere ovviamente restituito, riducendo le risorse finanziarie disponibili in futuro per gli ospedali e per i servizi territoriali presenti nell’ambito territoriale di riferimento della nostra Usl.
Quindi possiamo essere solo in parte soddisfatti dell’esito dell’incontro citato all’inizio.
Azione Area Orvietana








