“Oggi, nella Giornata mondiale dell’innovazione, è stato un onore per Orvieto ospitare il convegno “Futuro prossimo” promosso dalla Struttura Commissariale Area Sisma con autorevoli relatori”. Ha aperto cosi il su intervento il sindaco Roberta Tardani.
“Come dice il titolo il futuro è qui e i temi affrontati — dall’intelligenza artificiale alla medicina, dalla ricerca spaziale alla mobilità, fino al rapporto tra creatività e innovazione — sono trasformazioni reali, già in corso.
In questo cambiamento il ruolo dei territori e degli enti locali non è secondario. Non perché producano direttamente innovazione tecnologica ma perché è qui che l’innovazione diventa realtà: servizi migliori, opportunità concrete, sviluppo”.
“Questo è ancora più vero per realtà come la nostra che conoscono bene le difficoltà delle Aree interne. Per questo abbiamo bisogno di trasformare il cambiamento in crescita e futuro. Soprattutto per i giovani che devono poter trovare anche qui ragioni solide per restare e costruire il proprio percorso di vita.
Scegliere Orvieto per questa iniziativa – ha sottolineato ancora – è quindi un segnale importante e ringrazio Stefano Massari e il commissario Guido Castelli per averla portata qui. Significa riconoscere che i piccoli centri non sono marginali ma possono essere luoghi di sperimentazione, capaci di mettere insieme storia, cultura, tradizione – anche produttiva – e nuove tecnologie.
È una sfida che affrontiamo ogni giorno, non senza difficoltà, con investimenti su infrastrutture materiali e digitali, sui servizi, sulla rigenerazione urbana, sulla formazione, cercando di costruire un rapporto virtuoso tra pubblico e privato. Per noi questo convegno è quindi un’occasione di ascolto e di confronto. Perché le istituzioni locali non devono solo accompagnare il cambiamento, ma contribuire a orientarlo, rendendolo accessibile e utile alle comunità. L’innovazione o è diffusa oppure crea distanza. E i piccoli borghi possono giocare un ruolo decisivo proprio qui: dimostrare che il futuro non appartiene solo alle grandi città, ma può nascere anche in luoghi come Orvieto e come l’Umbria dove in passato l’innovazione più grande è stata l’arte, la cultura e la bellezza che ancora oggi ci circonda e ci ispira”.
E’ intervenuta anche la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.
“Un volo da Giotto allo spazio – ha detto – Non è un’utopia ma è la realtà che oggi, ad Orvieto, nella Giornata mondiale della creatività e dell’innovazione, abbiamo raccontato ai nostri tantissimi giovani che hanno partecipato al convegno Futuro prossimo. Tra arte e tecnologia c’è lo stesso filo rosso: il coraggio di immaginare ciò che ancora non esiste. La bellezza della Basilica di San Francesco affrescata da Giotto, come la stessa costruzione del magnifico Duomo di Orvieto, nascono dallo stesso ingegno e dallo stesso desiderio di osare e di innovare che ha permesso di realizzare il sogno dello spazio.
Grazie alla sindaca Roberta Tardani e a Stefano Massari della Struttura commissariale Area Sisma per l’invito. Ho avuto l’onore di intervenire insieme a figure eccezionali, tra loro eterogenee ma tutte unite nella capacità di osare ed esplorare il nuovo: questo il filo rosso che, a partire dalle radici dell’arte italiana e fino alle nuove frontiere galattiche, ha unito in un dialogo tra terra e cielo la profondità spirituale e comunicativa di Fra Giulio Cesareo, Direttore dell’Ufficio Comunicazione del Sacro Convento di Assisi alle spaziali sfide tecnologiche dell’astronauta Roberto Vittori, fino alle storie di impresa e innovazione di Norberto Salza e Luca Panini.
Ho voluto raccontare alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi la mia esperienza personale di ingegnera meccanica ed energetica che ha scelto poi di investire in ricerca, fino a dedicare il mio tempo all’impegno per il bene pubblico. Perché l’innovazione nasce sempre dentro una comunità, non si fa mai da soli. Per noi, rappresentanti delle istituzioni, resta costante lo sforzo di offrire loro formazione, ricerca, strumenti e le opportunità per viverlo qui, il proprio futuro, nella piccola Umbria che solo qualche giorno fa, con alcuni pezzi costruiti da una nostra azienda del cluster dell’aerospazio, è stata protagonista della missione Artemis II.
I grandi sogni si possono raggiungere qui, proprio come da qui è stato possibile volare nello spazio, se guidati dal desiderio di conoscere e di esplorare”.









