
In un articolo pubblicato domenica 19 aprile dal Corriere della Sera si sostiene che la Cassa di Risparmio non verrà più venduta alla Banca del Fucino, ma sarà venduta dal Mediocredito Centrale insieme alla Banca del Mezzogiorno (ex Banca Popolare di Bari). I possibili acquirenti sarebbero tre: Bcc Iccrea (il gruppo che sovraintende a 142 banche di credito cooperativo), Credem (Credito Emiliano) e Crèdit Agricole. Potrebbe essere una buona notizia perché i tre soggetti bancari interessati hanno dimensioni più grandi della Banca del Fucino e quindi la Cassa di Risparmio di Orvieto potrebbe utilizzare prodotti bancari e finanziari di maggiore rilievo e quindi l’utenza della Cassa potrebbe essere avvantaggiata.
Da parte nostra non c’è affatto un’ostilità nei confronti di questa possibile vendita, tutt’altro. Ci preme, però, auspicare che la vendita si realizzi quanto prima, soprattutto per far terminare l’attuale situazione di incertezza, cosa che renderebbe, peraltro, senza dubbio migliore il lavoro dei numerosi dipendenti della Cassa di Risparmio di Orvieto. Intendiamo sottolineare la necessità che sia elaborato un piano industriale chiaro e credibile, la necessità che siano salvaguardati i posti di lavoro, senza che tramite un’eventuale ristrutturazione sia diminuito il numero dei dipendenti e, infine, che il legame con il territorio non venga meno anzi sia ulteriormente sviluppato.
È noto che nel comune di Orvieto, soprattutto, vi sia un eccesso di risparmio sugli investimenti che soggetti locali effettuano. E questo si è verificato e si verifica anche per i risparmi che sono stati e sono affidati alla Cassa di Risparmio di Orvieto. È pertanto indispensabile che la Cassa di Risparmio di Orvieto, anche con la nuova proprietà, accresca l’importo dei prestiti erogati alla clientela locale, in primo luogo agli imprenditori, a condizioni ancor più appetibili rispetto a quelle attuali. Infatti, per promuovere, come necessario, l’intensificazione del processo di sviluppo economico nell’Orvietano, gli istituti di credito che vi operano, quindi anche la Cassa di Risparmio, devono fare la loro parte e favorire quell’intensificazione.
Azione – Area Orvietana








