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Home Politica

Nova contraria alla diga sul fiume Paglia: “Serve un progetto nuovo, condiviso e rispettoso dei territori”

Redazione by Redazione
4 Luglio 2025
in Politica, Secondarie, Archivio notizie
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L’Associazione Nova esprime profonda preoccupazione per le modalità di realizzazione e i contenuti del progetto “Sistema Invasi Fiume Paglia”, promosso dall’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale (AUBAC) nell’ambito del Piano nazionale degli interventi nel settore idrico. Pur riconoscendo l’urgenza di affrontare i rischi idrogeologici e le criticità legate alla gestione delle risorse idriche, riteniamo che le soluzioni prospettate – in particolare la realizzazione di un imponente sbarramento nella località di Torre Alfina ( diga di 56 metri)  e la costruzione di vaste casse di espansione – siano altamente impattanti e non rispondano né ai bisogni del territorio né ai principi della sostenibilità ambientale e della partecipazione democratica.

Il progetto, così come delineato, presenta tre ordini di criticità fondamentali:

  1. Rischi geologici e ambientali
    La presenza di un invaso da oltre 27 milioni di metri cubi d’acqua in un’area ad elevata fragilità geologica desta serie preoccupazioni. Non possiamo ignorare la minaccia concreta di innesco di frane e instabilità nei versanti già segnalati come vulnerabili. A ciò si aggiunge l’impatto potenzialmente devastante su uno degli ecosistemi più preziosi del Centro Italia, dove insistono tre aree protette e sei siti Natura 2000. La valle del Paglia rappresenta un corridoio ecologico di importanza strategica, custode di una biodiversità straordinaria che verrebbe irrimediabilmente compromessa.
  2. Processo decisionale opaco e partecipazione inadeguata
    Il dibattito pubblico – obbligatorio per legge – è stato avviato in ritardo e con modalità che non hanno favorito una reale inclusione delle comunità locali. I Comuni maggiormente coinvolti sono stati informati parzialmente e tardivamente, mentre le associazioni e i cittadini hanno avuto scarsa possibilità di incidere realmente sulle scelte progettuali. Riteniamo che una democrazia piena si fondi su percorsi partecipativi autentici, trasparenti e accessibili.
  3. Valutazioni tecnico-scientifiche parziali
    L’analisi multicriterio alla base della scelta delle alternative progettuali appare viziata da arbitrarietà e da un approccio riduzionista che non tiene conto della complessità sociale, ambientale ed economica del territorio. Sono state escluse alternative meno invasive e più coerenti con le moderne pratiche di gestione fluviale, come le Nature-Based Solutions, la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua e l’adozione di tecniche di ingegneria naturalistica.

L’Associazione Nova si unisce all’appello delle amministrazioni locali, dei comitati civici e degli enti scientifici per chiedere una sospensione del progetto attuale e l’apertura di un vero processo di co-progettazione.
Crediamo sia necessario ripartire dall’opzione “zero”, non come rifiuto dell’intervento, ma come punto di partenza per una progettazione realmente condivisa, trasparente e ispirata ai principi dell’ecologia, della sicurezza e del rispetto delle comunità locali. Siamo convinti che un’alternativa sia possibile: più intelligente, più sostenibile e soprattutto più giusta.

 

 

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