Molti dei residenti di via Postierla avanzano dubbi e una marcata contrarietà alla soluzione proposta dall’Assessore ai trasporti di Orvieto a riguardo del posizionamento di un semaforo modello “photored” all’altezza dell’incrocio con via Stefano Porcari. Il tratto di maggior criticità e pericolosità di questa strada è quello che va dagli uffici della ASL a piazza Marconi, sede delle scuole dell’infanzia, primarie e superiori di primo grado. È un percorso molto utilizzato da anziani e ragazzi, sia per raggiungere la ASL sia per accedere agli edifici scolastici.
Questo tratto è ad alta pericolosità, poiché privo di marciapiede nei due sensi di marcia, scarsamente illuminato, privo di reali ed efficaci dissuasori di velocità, e presenta molti tombini disallineati con il manto stradale.
I residenti sono convinti che questo semaforo, posizionato in quel punto, non limiterebbe affatto la velocità degli autoveicoli. Anzi, vicino ad esso si verificherebbe una sorta di pericoloso “stop and go” , nel senso che un veicolo che arriva con il giallo, per evitare di fermarsi, istintivamente aumenterebbe la velocità per superare il semaforo, evitando il passaggio al rosso.
Non solo. Ci sono studi recenti e accreditati che evidenziano come l’aria circostante il posizionamento di questi semafori aumenti esponenzialmente il tasso di smog. Questo per l’ovvia evidenza che le auto ferme al rosso non spegnerebbero certamente il motore per una sosta di venti o trenta secondi, scaricando nell’aria una enorme quantità di pericolose e velenose sostanze di idrocarburi. Pertanto si ricaverebbero da questa soluzione vantaggi quasi nulli per il discorso sicurezza. Nel contempo, peggiorerebbe significativamente la qualità dell’aria proprio in quel punto che, negli orari di apertura degli uffici ASL e di entrata e uscita delle scuole, vede una altissima presenza di anziani e ragazzi.
Ecco spiegata la motivazione per cui in questi giorni echeggia nei vicoletti di via Postierla un forte e chiaro grido: “Non mettete quel semaforo.” (Pasquale di Paola)








