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Home Cronaca

Ricordiamo Camorena

Redazione by Redazione
30 Marzo 2022
in Cronaca, Secondarie, Archivio notizie
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di Pier Giorgio Oliveti, Anpi Orvieto

Quando la guerra ritorna d’improvviso alle porte di casa e noi europei “scopriamo” che la Storia può retrocedere, Orvieto non dimentica i misfatti della lugubre primavera del 1944, a 77 giorni dalla Liberazione della città, quasi l’ultima vendetta di un regime ferito e finito

“29 marzo 1944-2022. Sono trascorsi quasi 80 anni ma la data del 29 marzo è ancora un giorno di dolore e di ricordo per la mia famiglia. La ricorrenza dell’eccidio di Camorena per tutti può essere motivo di memoria per il passato e di riflessione per il presente. Specie nei momenti più bui della vita individuale e sociale, si percepisce quanto siano attuali i valori della Resistenza. I Sette Martiri ci parlano ancora con il loro sacrificio della lotta per costruire un futuro di pace e di benessere per tutti, di giustizia sociale. Ci indicano la via di impegno condiviso, di democrazia partecipativa, che ci permettono di andare oltre la sfiducia, la delusione, il dolore per la perdita e il lutto, l’odio. Ci esortano a mantenere una mente aperta e a lottare contro tutti i condizionamenti. Questi valori ci consentono di recuperare un nuovo senso di comunità, per fare appello a tutte le risorse individuali e collettive. Solo così si può provare fiducia nell’umanità e sentire che con gli altri si può avere un futuro, continuando la lotta di Alberto e degli altri Martiri contro la violenza e per la libertà”.

Difficile trovare parole più adatte di quelle che Ines Poggiani, nipote di uno dei Martiri, Alberto, ha voluto scrivere oggi per noi. L’Anpi è vicina a lei come alle altre famiglie coinvolte in questo fatto di “guerra civile” e di “vendetta tra fratelli” di una stessa comunità che a distanza di decenni ancora rimane irrisolto e fa sanguinare l’anima. Quest’anno paradossalmente è più facile per tutti prendere in dovuta e profonda considerazione la gravità dei fatti di Camorena che settantotto anni fa e sembra ieri insanguinarono un angolo di primavera alle porte di Orvieto.  Sì, proprio oggi dove improvvisamente “grazie” alla guerra in Ucraina tutti siamo costretti a confrontarci con una soluzione di continuità nelle nostre vite e nei nostri pensieri, l’irragionevolezza sembra prevalere, “la mini atomica” (?) è un’opzione(!), le istituzioni scricchiolano sotto il peso dell’incertezza e dell’orrore assoluto che c’era già, solo era distante geograficamente o semplicemente non volevamo vederlo.

“Ricordiamo – ha detto il presidente Mattarella alla commemorazione delle Fosse Ardeatine, strage avvenuta solo cinque giorni prima di Camorena – le sofferenze su cui è fondata la nostra Repubblica”.  In molti lottarono per darci il diritto di vivere in pace e libertà, affermando la contrarietà ad ogni fascismo e assolutismo: si chiama Resistenza, militare e civile. E’ lo stesso sentimento espresso dall’Anpi oggi di fronte alla guerra di invasione russa e alle vittime in Ucraina che crescono ogni giorno di più, un atto in contrasto rovinoso e sanguinoso col diritto internazionale e contro la pace e la libertà dei popoli. Per questo dobbiamo ricordare Camorena: per non vanificare, mai, il sacrificio personale (e quello delle loro famiglie) di Federico Cialfi, Raimondo Gugliotta, Raimondo Lanari, Alberto Poggiani, Dilio Rossi, Amore Rufini, Ulderico Stornelli, i nomi  indimenticati dei sette trucidati a Camorena da un gruppo di fascisti orvietani. Furono tristemente passati per le armi, uno ad uno, come alle Ardeatine…, alla sinistra del Paglia a pochi metri dalle loro case dove la maggior parte di loro erano nati e vissuti. Era il Marzo 1944 e il regime che ci aveva portato in guerra al fianco di Hitler aveva i giorni contati.

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