Nuova variante Covid-19 scoperta a Napoli: intervista al dottor Nicola Normanno

Intervista al dottor Nicola Normanno, Dirigente della Struttura Complessa di Biologia Molecolare e Bioterapie dell’Istituto Tumori di Napoli – Fondazione  Pascale. La sua equipe in collaborazione con quella dell’Università federco II di Napoli ha identificato lanuova variante che è stata ribattezzata dai media  “variante napoletana“.

Non era mai stata individuata in Italia. In tutto il mondo, si contano pochissimi casi. 39  nel Regno Unito, un numero simile anche in Danimarca e pochi altri casi tra Belgio, Finlandia, USA e Spagna. Il nome tecnico della variante è B.1.525. La scoperta è frutto del lavoro di due equipe di ricercatori. Una equipe dell’Istituto dei Tumori Fondazione Pascale di Napoli ed una del Laboratorio dell’Università Federico II della capitale partenopea.

La variante presenta delle mutazioni  simili a quelle della variante inglese e di quella brasiliana. In un rapporto compilato da ricercatori del Rambaut Group dell’Università of Edinburgo, si legge che la variante B.1.525 comprende la mutazione E484K della proteina Spike.  Si tratta di  una particolare glicoproteina presente sulla parte esterna al virus che lo stesso Sars-Cov-2 sfrutta per penetrare all’interno delle cellule umane.

L’intervista di Antonello Romano, Direttore Responsabile di TFnews,  al dottor Nicola Normanno,  a capo dell’equipe di ricercatori che hanno eseguito le indagini di laboratorio che hanno lavorato con un sequenziamento utile a identificare con certezza  la mutazione del  virus.

La prima volta della “variante napoletana”

La variante tracciata a Napoli appare per la prima volta nel Regno Unito a metà dicembre 2020. È stata collegata ad un viaggio in Nigeria dove 12 dei 51 campioni di virus analizzati presentavano il mutante in questione. Ancora sconosciute quindi le caratteristiche. “Si tratta – ha dichiarato il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca di una scoperta di straordinario valore scientifico.  Un risultato tempestivo  che conferma l’importanza di aver finanziato questi studi da parte della Regione. Ma anche la necessità dell’adozione di misure straordinarie nazionali da parte del Governo per non vanificare il programma di vaccinazioni che è pienamente in corso. Sono sempre più  indispensabili le forniture dei vaccini necessari per fronteggiare l’epidemia”.

Fonte: tfnews.it

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