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Riaprono i cantieri del progetto “Con i bambini dell’Italia di mezzo” su tutto il territorio della zona sociale n.12

 

ORVIETO – Riaprono i cantieri del progetto “Con i bambini dell’Italia di mezzo”, iniziativa interregionale di Marche, Toscana e Umbria finanziata dal fondo nazionale per il contrasto della povertà educativa minorile. Tali risorse, rese disponibili grazie ad un’intesa tra Fondazione di origine bancaria e governo, sono gestite tramite bando dall’Impresa Sociale “Con i bambini”.

Il progetto, di cui la Cooperativa Sociale Koiné di Arezzo è capofila, è attuato in Umbria dalle cooperative sociali ASAD di Perugia, “Il Cerchio” di Spoleto e CIPSS di Narni e “Il Quadrifoglio” di Orvieto anche con funzioni di coordinamento regionale.
Da ottobre hanno avuto inizio, nel territorio orvietano, le misure previste dall’azione 3 “Rete Educativa Territoriale” che riguardano 18 Scuole dell’Infanzia della zona sociale n.12, da Montegabbione a Civitella del Lago, per un totale di 34 interventi settimanali. Si tratta di un supporto educativo – concepito al termine di un lavoro di ricognizione dei bisogni realizzato con l’ausilio di insegnanti e dirigenti scolastici – relativo a percorsi di potenziamento cognitivo, del linguaggio, dell’apprendimento e della autoregolazione emotiva. Sebbene indirizzate a bambini in difficoltà, tali attività – elaborate grazie al contributo di operatori dei servizi sociali e della USL – sono state concepite anche in funzione preventiva.
A renderle operative, una competente squadra di logopedisti, psicomotricisti, psicologi ed educatori del Centro “Vertumno” della Cooperativa Sociale “Il Quadrifoglio”. “La nostra partecipazione al progetto – segnala la presidente della Cooperativa Fabiola Mocetti offre al territorio la possibilità di beneficiare di azioni organiche rivolte alla prima infanzia e condivise sia con gli istituti scolastici sia con i servizi della USL. Con questi interventi la nostra zona sociale conferma quel suo speciale ‘primato’ in termini di inclusione e di innovazione sociale. Con questo progetto i nostri specialisti entrano nelle scuole, laddove la necessità risulta maggiormente evidente, lavorando a fianco di insegnanti e operatori . Un ‘modus operandi’ che ci consente di comprendere, valutare e affrontare le problematiche e le difficoltà in maniera sistemica, operando su fattori ed elementi cognitivi, emotivi, relazionali attraverso azioni condivise”.

Dopo la prima esperienza di luglio 2019, con l’attivazione di laboratori estivi ludico-ricreativi, le attività integrative extrascolastiche – 14 moduli a settimana – previste dall’azione 4 verranno declinate secondo una specifica versione invernale, principalmente all’interno delle piccole biblioteche dei comuni. Tra le prime a cominciare, i laboratori di Monteleone d’Orvieto, Ficulle, Montecchio, Baschi e Civitella con “officine” ludiche ed educative rese possibili grazie alla collaborazione con varie realtà del territorio attraverso cui è stato possibile recuperare e valorizzare spazi sottoutilizzati.
“Le attività che si stanno realizzando nel capoluogo e nelle frazioni di Civitella del Lago e Collelungo – ha detto il sindaco di Baschi Damiano Bernardini – mostrano quanta vivacità è possibile stimolare attraverso interventi educativi che vedono protagonisti i bambini più piccoli, le famiglie, gli educatori e le amministrazioni. Alcuni spazi poco utilizzati ritornano dentro il circuito comunitario, collegando i processi educativi con percorsi di inclusione e integrazione. Ed è bello vedere come questi principi trovino concretezza in pratiche quotidiane di apprendimento e di gioco”.
Per quel che concerne l’azione 1 del progetto – “Sperimentare e attivare servizi socio educativi per la prima infanzia (0 – 3 anni)” caratterizzati dalla piccola dimensione – , si conferma, per il secondo anno, la positiva esperienza del micronido “L’Altalena” di Castel Viscardo. “Questa struttura – ha dichiarato Daniele Longaroni. Sindaco di Castel Viscardo – rappresenta un’importante esperienza di welfare di comunità, pensata per rispondere ad una qualificata domanda di servizi per la primissima infanzia da parte di giovani coppie che trovano anche nei nostri piccoli centri fondamentali strumenti di cittadinanza. Questi servizi rendono più facile vivere e abitare i nostri paesi, sostenendo chi resta e persuadendo chi sceglie di trasferirsi ”.

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Il progetto “Con i bambini dell’Italia di mezzo” nasce dalla constatazione che le tre regioni – Marche, Toscana e Umbria – sono caratterizzate dalla elevata presenza di Aree montane, dove la consistenza delle minacce e l’incedere dei processi di spopolamento sono tali da aver indotto lo Stato a varare una specifica strategia di contrasto e una serie di linee programmatiche correlate focalizzate su salute, scuola e trasporti. Si propone di realizzare un intervento integrato caratterizzato da una forte sperimentalità con l’obiettivo strategico di limitare la povertà educativa che connota questi contesti, riducendo il divario esistente tra aree periferiche ed ultraperiferiche e aree urbane, quel divario che espone i bambini a maggiori rischi di povertà e che è destinato a “solidificare” le condizioni di svantaggio, di esposizione al rischio di esclusione, di blocco delle possibilità di mobilità sociale e di affermazione del proprio, personale, progetto di vita. L’attuazione del progetto prevede anche il coinvolgimento del Centro Nascita Montessori per l’azione di formazione degli operatori e EURICSE e LAMA quali soggetti valutatori.

16 Gennaio 2020

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