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Videosorveglianza, approvato il regolamento per la disciplina e l’utilizzo degli impianti

ORVIETO – Il Consiglio Comunale ha approvato (11 favorevoli: Sacripanti, 5 astenuti) il Regolamento Comunale per la Disciplina e Utilizzo degli Impianti di Videosorveglianza costituito di 21 articoli. Relatore dell’atto è stato il Sindaco, Roberta Tardani che ha parlato di adeguamento alla normativa e alla regolamentazione europea e nazionale in materia di trattamento dei dati personali e libera circolazione dei dati al fine di garantire una disciplina uniforme ed omogenea in tutto il territorio dell’Unione Europea; ha ricordato inoltre le modalità di attuazione del trattamento dei dati personali effettuato per le finalità di Polizia dal Centro elaborazione dati e da Organi, Uffici o Comandi di Polizia a fini della prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali.

Dibattito: 
Giuseppe Germani (Capogruppo “Orvieto Civica e Riformista”): “nel regolamento c’è la possibilità di inserire la rete di monitoraggio dei sistemi collocati dai privati?”.
Donatella Belcapo (Capogruppo “Orvieto 19to24”): “ricordo all’Amministrazione Comunale una mozione votata da tutti i consiglieri relativa al progetto ‘Orvieto Città Sicura’ e del Patto stipulato con la Prefettura di Terni e i Comuni dell’Orvietano, un atto di collaborazione importante che consente di accedere a dei fondi messi a disposizione del Ministero dell’Interno per attuare il principio della videosorveglianza. Rispetto alle quattro telecamere già installate nei punti strategici la SS 71, il casello A1, Bardano e La Svolta, vorrei sapere se oggi sono in funzione. Nella prospettiva dell’accesso il 2° stralcio di finanziamento del progetto a valenza su tutto il territorio, propongo che le telecamere vengano installate nelle vicinanze dei plessi scolastici e delle strutture culturali”.

Replica del Sindaco: “Riguardo al ‘Patto per la Sicurezza’ la nostra intenzione è quella di estendere e implementare gli impianti di videosorveglianza ma il primo passo era il Regolamento. Le telecamere esistenti sono già in funzione soprattutto per intercettare le targhe delle automobili che effettuano infrazioni al Codice della Strada. Il Regolamento prevede l’integrazione di impianti privati e posso già dire che a Corbara, per iniziativa di alcuni privati, verranno installate delle telecamere”.

Dichiarazioni di voto, Franco Raimondo Barbabella (Capogruppo “Prima gli Orvietani”): “il bisogno di sicurezza in questa fase storica è sicuramente sentito tra i cittadini, ma quella delle telecamere mi sembra stia diventando una mania seria, dimenticando che c’è un l’elemento umano, inteso in tutte le sue forme, per infondere ed assicurare il senso di sicurezza alla comunità. Mi riferisco all’aspetto educativo, elemento che è affidato alle Forze dell’Ordine. Mettendo in secondo piano l’implementazione delle telecamere penso ad esempio alla figura del Vigile di Quartiere. Seppure ho aderito alla richiesta di convocazione urgente del Consiglio, visto che questo atto non era un provvedimento urgente. Mi asterrò”.

Andrea Sacripanti (Capogruppo “Lega – Salvini per Orvieto”): “alcune questioni centrate da Barbabella non dipendono solo dal Comune. La presenza di Forze dell’Ordine sul territorio era stata già sollecitata al Ministero dell’Interno del passato governo, relativamente ad alcuni quartieri come Orvieto Scalo e Ciconia, ma il dimezzamento di fondi da parte del Governo attuale, ci impone di prenderne atto. Ribadiamo che servono più forze di Polizia. Mi piace l’idea del Vigile di Quartiere e speriamo di poterla realizzare.
Il progetto ‘Orvieto Città Sicura’ lo mise in campo l’allora giunta Concina, poi ripreso da Germani ma di fatto non realizzato perché le quattro telecamere installate non servono a nulla perché funzionali per la prevenzione e il contrasto alle infrazioni del Codice della Strada, mancano banche dati e coordinamento di forze, quindi non possiamo ricollegarle al progetto ‘Orvieto Città Sicura’. Anche l’attuale Giunta dovrà cogliere questa sfida mettendo in campo gli strumenti di sua competenza e sapendo di dover ripartire da zero. Voteremo a favore del Regolamento che è fondamentale per una progettualità successiva da mettere in campo quanto prima”.

Cristina Croce (Capogruppo “Siamo Orvieto”): “preannuncio astensione non sul regolamento che è un atto dovuto ma sull’approccio usato perché la sicurezza è un tema che non va usato e strumentalizzato con la paura, ma affrontato e risolto. L’approccio quindi deve essere culturale, educativo, di prevenzione, ad esempio sulla necessità della presenza di un Vigile di Quartiere che si fa portavoce delle istanze dei cittadini, ma la sola presenza delle telecamere la trovo culturalmente riduttiva”.

Cons. Martina Mescolini (Capogruppo PD): “il fatto di poter avere più tempo per analizzare, proporre apporti costruttivi anche da parte della minoranza e discutere i contenuti del Regolamento sarebbe stato interessante ed opportuno. Il Patto di Collaborazione fu la sintesi del gioco di squadra proposto da tutti i consiglieri del PD, patto che prevedeva oltre all’utilizzo della videosorveglianza anche altri passaggi legati alla prevenzione della microcriminalità nella direzione della prevenzione della criminalità. Alla minoranza che allora ci tacciava di aver portato in esame troppi elementi, io stessa risposi che a questi fenomeni non si poteva solo rispondere con gli strumenti della videosorveglianza, ma con quella gamma di strumenti in grado di far crescere persone responsabili nella società. Rinnovo la richiesta di coinvolgere le forze di minoranza nell’obiettivo di costruire insieme. Ci asterremo”.

Cons. Belcapo: “va data continuità a quella mozione per il Patto sulla Sicurezza di cui io sono stata sostenitrice. Gli impianti già installati saranno pienamente efficienti grazie al Regolamento. Per coerenza con il passato io oggi voto e approvo l’atto”.

Alessio Tempesta (Capogruppo “Progetto Orvieto”): “videosorveglianza, sicurezza, controllo delle persone e dei dati, io penso che nel giuoco delle parti, seppure importante, ricondurre tutto al controllo delle persone, non è esaustivo. Il Regolamento cita ad esempio la prevenzione di atti di danneggiamento del patrimonio comunale, quindi penso che questo atto vada solo votato, se dobbiamo essere più efficienti lo faremo, ma questo atto va solo approvato perché va salvaguardato il bene comune del patrimonio pubblico che è dei cittadini. Voro favorevole”.
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Secondo il Regolamento, l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza fissi, mobili (telecamere modulari mobili fototrappole) gestiti, nell’ambito del proprio territorio, dal Comune di Orvieto, rappresenta l’obiettivo primario dell’Amministrazione, al fine di prevenire il danneggiamento di beni pubblici per la tutela dell’integrità delle persone e delle cose e per la prevenzione di atti criminosi.
Tali sistemi di videosorveglianza fissi, mobili risultano idonei, tra le altre cose, a scoraggiare e prevenire il fenomeno dell’abbandono di rifiuti sul territorio, con conseguente esigenza di tutela dell’ambiente e della normale civile convivenza.
D’altra parte il Garante per la protezione dei dati personali garantisce, in particolare, un livello elevato di tutela di diritti e delle libertà fondamentali rispetto al trattamento dei dati personali, consentendo la possibilità di utilizzare i sistemi di videosorveglianza, purché ciò non determini un ingerenza ingiustificata nei diritti e nelle libertà fondamentali dell’interessato.
I dati personali oggetto di trattamento sono:
– Trattati in modo lecito, secondo correttezza e trasparenza;
– Raccolti e registrati per le finalità istituzionali dell’Ente;
– Raccolti in modo adeguato, pertinente, completo e non eccedente rispetto alle finalità per le quali sono raccolti o successivamente trattati;
– Esatti e, se necessario, aggiornati, devono essere adottate tutte le misure ragionevoli per cancellare o rettificare tempestivamente i dati inesatti rispetto alle finalità per le quali sono trattati;
– Conservati per un periodo non superiore ai sette giorni successivi alla rilevazione, fatte salve speciali esigenze investigative di Polizia Giudiziaria;
– Trattati nel pieno rispetto dei principi di liceità, correttezza, finalità, adeguatezza, pertinenza, esattezza, minimizzazione, limitazione della conservazione, trasparenza e responsabilizzazione sanciti dal Regolamento UE 2016/679.

In particolare, le finalità istituzionali perseguite dal Sistema di Videosorveglianza Cittadino sono volte a:
– garantire la protezione e l’incolumità degli individui, compresi i profili attinenti alla sicurezza urbana, all’ordine e sicurezza pubblica, alla prevenzione, all’accertamento e alla repressione dei reati e agli altri profili di interesse pubblico rilevante;
– prevenire eventuali atti di vandalismo o danneggiamento degli immobili comunali e dei beni facenti parte del patrimonio comunale;
– prevenire fenomeni di disturbo alla quiete pubblica;
– individuare i flussi di traffico ed ogni altra notizia utile sulla viabilità, con la rilevazione di dati anonimi e aggregati per l’analisi e l’elaborazione dei flussi e delle intensità di traffico, per eventuali comunicazioni agli utenti e per la predisposizione del piano comunale del traffico;
– vigilare sul traffico delle strade pubbliche anche identificando, in tempo reale, luoghi di ingorghi viabilistici, al fine di consentire il pronto intervento della Polizia Locale;
– verificare attraverso software, algoritmi specifici e telecamere portatili, che possono anche essere installate a bordo degli automezzi della Polizia Locale, il transito di veicoli sospetti, segnalati, oggetto di furto, non conformi e non in regola con le norme previste dal Codice della Strada;
– inibire il transito di veicoli non autorizzati attraverso l’installazione di varchi elettronici nella Z.T.L. (individuati in apposito regolamento Comunale);
– attivare sistemi di monitoraggio e controllo ai fini di protezione civile;
– controllare le proprietà pubbliche;
– rilevare e prevenire le infrazioni;
– consentire l’acquisizione di prove nell’ambito di indagini di Polizia Giudiziaria;
– consentire l’acquisizione e l’elaborazione di dati statistici utili al miglioramento della vita dei cittadini;
– consentire la rilevazione di eventuali dati statistici relativi ai flussi demografici e commerciali;
– favorire la vigilanza ambientale per consentire l’irrogazione di idonee sanzioni amministrative.
Il Sistema di Videosorveglianza Cittadino comporta esclusivamente il trattamento di dati   personali che riguardano i soggetti che transitano nell’area videosorvegliata”.

Privati e/o soggetti terzi, singoli o associati possono partecipare all’estensione ed all’implementazione del Sistema di Videosorveglianza Cittadino mediante l’acquisto diretto ed autonomo di componenti tecnologiche funzionali al monitoraggio del territorio. Le componenti che vengono acquistate dai soggetti privati sono concesse in comodato d’uso al Comune di Orvieto attraverso sottoscrizione di specifica convenzione approvata dalla Giunta e senza oneri economici a carico dell’Ente, ovvero i soggetti interessati devono garantire a proprie spese il corretto funzionamento dell’impianto in termini di manutenzione. Il Comune di Orvieto utilizza le componenti concesse in comodato per le attività istituzionali di controllo e monitoraggio del territorio e gestione dell’ordine pubblico.
I dati sono protetti da idonee e preventive misure di sicurezza, individuate con documentazione tecnica rilasciata dalla ditta installatrice, riducendo al minimo i rischi di distruzione, perdita anche accidentale, accesso non autorizzato, duplicazione non autorizzata, trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta. I dati personali oggetto di trattamento sono custoditi nella centrale operativa situata presso la Polizia Locale di Orvieto.

(Fonte: Comune di Orvieto)

22 Novembre 2019

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