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Home Politica

Coordinamento Comunale Pd Orvieto: “Giunta Tardani atto primo: teatro chiuso e cultura in liquidazione”

Redazione by Redazione
16 Novembre 2019
in Politica, Archivio notizie
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L’amministrazione di centrodestra ha deciso di liquidare la TeMa, l’Associazione che da anni gestisce il Teatro cittadino e che attualmente risulta concessionaria delle attività e della gestione del Mancinelli in virtù del bando pubblico del 2017. Questo è forse l’unico fatto che mostra di segni di un’esemplare chiarezza rispetto ad una vicenda frammista di approssimazione, rancori, volontà punitive.
A giustificare tale decisione, lo stato irreversibile della situazione debitoria, così come sancito dal parere dell’esperto contabile. Come nelle favole, sindaco e giunta si destano dal sonno magico e scoprono oggi l’indebitamento della TeMa. Eppure Roberta Tardani dovrebbe avere memoria di alcune operazioni – fatte di postergazioni, nuovi mutui e riduzione dei contributi – con le quali la Giunta Concina 2009-2014 intese affrontare, con la premura tipica dei lanzichenecchi, l’annosa questione del debito della TeMa. Ma, allo stesso modo, anche gli assalitori del “pozzo senza fondo” dovrebbero rammentarsi delle vesti, le loro, stracciate a  difesa dei dipendenti del Teatro allorché si cominciò a ragionare del bando pubblico. Insomma, quel sonno magico appare più che altro popolato da granitiche rimozioni,dimenticanze, ipocrisie…
La vicenda TeMa può essere considerata un oggetto a più dimensioni e tuttavia ridotto, a furia di accettate e martellate, alla piattezza di una volontà liquidatoria. Ci sono, invece, molteplici dimensioni da valutare. C’è il Teatro come luogo fisico, la struttura preposta alla gestione delle attività, il personale dipendente, i creditori, la politica culturale. E il problema riguarda proprio quest’ultimo punto perché è qui che si misura l’assenza di proposte e di prospettive – “se uno non sa a quale porto dirigersi, non gli va bene nessun vento” – e che prefigura scenari per nulla entusiasmanti.
Poi c’è la dimensione del tempo che appare curiosamente rimossa. Rimossa nel parere dell’esperto (che stabilisce l’irreversibilità di una situazione sulla base di uno stato di cose pregresso, sovrapponendo diagnosi e prognosi senza passare per una possibile terapia), rimossa nella decisione di revocare il contratto di concessione (perché innesca un percorso legale dagli esiti incerti).
Si poteva agire diversamente ma la volontà di chiudere la TeMa ha prevalso su qualsiasi altra considerazione. Ma il punto non è difendere una passività pesante – e quella di TeMa lo è oggettivamente – ma di rivendicare la centralità della cultura in una città che, agli inizi degli anni Ottanta del XX secolo, volle riempire di spessori culturali la più imponente opera di riqualificazione degli spazi cittadini in età moderna. Insomma, trattare la questione delle politiche culturali come un problema di spazi da assegnare o un effetto collaterale delle politiche del turismo appare un pochino riduttivo. E, visti i tempi, anche un pochino preoccupante. E poiché la nostra è la società della comunicazione, dell’informazione fatta di flussi continui di contenuti che rischiano di ridursi ad un mero consumo di suoni ed immagini senza intelligenza e visione culturale, non è forse il caso di prestare più attenzione ad una questione che oltre alla crescita economica, riguarda anche i dettati costituzionali, i tracciati di creatività, di emancipazione personale e di inclusione sociale?
Non è forse il caso di pensare per Orvieto un ruolo nazionale e internazionale perlomeno corrispondente al suo patrimonio, alla sua storia, ai suoi talenti? In questa decisione è racchiusa l’incapacità di immaginare un diverso futuro. Così, mancando parole nuove per chiamare al mondo nuove cose, si preferisce cancellare anziché pensare, sfidare e risolvere. Noi siamo disponibili al confronto. C’era tempo fino al 2021 – data di fine concessione – per proporre e discutere coinvolgendo sin da subito la città. Perché ragionare sulla cultura significa ragionare su che tipo di città vogliamo per noi e per i nostri figli. E una cosa del genere non può essere demandata né alle carte contabili, né all’esangue programma del sindaco Tardani. [suggeriti]

Partito Democratico di Orvieto
Coordinamento Comunale

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