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Nomine Csco, PD, Siamo Orvieto, Lista Civica e Riformista: “Protocollati già dal 3 ottobre due nominativi per nomina a consiglieri”

Non si placa la polemica per la nomina dei membri del cda del Centro Studi Città di Orvieto. Se il sindaco afferma chiaramente che “i ritardi sono soltanto dovuti all’opposizione che pubblicamente lamenta delle mancanze della maggioranza ma in realtà non ha ancora trovato l’accordo sui due nominativi da proporre”, l’Opposizione, dalla sua, le risponde.
“Il 3 ottobre, i Gruppi di minoranza Siamo Orvieto, PD e Lista civica e riformista, in risposta alla richiesta del Sindaco, depositavano presso il Comune di Orvieto, facendola protocollare, la nota con cui segnalavano due nominativi per la nomina a consiglieri della Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto. Da quel giorno, nessuna comunicazione è pervenuta da parte del Sindaco che, come si evince dal comunicato dalla stessa diramato, farebbe ricadere la responsabilità del ritardo nella nomina dei componenti del CdA del Centro Studi, con tutte le conseguenze negative che ne conseguono, in capo all’opposizione che, a suo dire non troverebbe un accordo sui nominativi da indicare”.
L’Opposizione, dunque, chiamata in causa “rispedisce al mittente tale ingenua attribuzione di responsabilità da parte del Sindaco che, forse in un momento di stanchezza, determinato dalla complessa vicenda riguardante le sorti ed il destino della TEMA, che in questi giorni sta creando particolare preoccupazione, ha pensato che la minoranza dovesse esprimere all’unanimità i rappresentanti in seno al CSCO”.
“Niente di più sbagliato – puntalizzano gli esponenti di Siamo Orvieto, PD e Lista civica e riformista –  se è vero come è vero che l’atto di indirizzo approvato all’unanimità al primo Consiglio Comunale del 27.06.2019, prevede espressamente che: in caso di segnalazioni non univoche da parte della minoranza il Sindaco provvederà alla nomina o alla designazione con atto motivato, scegliendo tra le persone segnalate aventi i requisiti di legge. Spiace che la prima cittadina provi a scaricare sui consiglieri comunali responsabilità per atti ordinari che rientrano tra le principali prerogative della stessa”.
Quanto alla situazione riguardante la TEMA “non vi è chi non veda come la Giunta Tardani abbia imboccato il classico vicolo cieco: mentre infatti, da una parte, ha dato incarico ad un esperto di verificare i bilanci della TEMA, quando in realtà gli stessi sono noti ormai a tutti, oltre che certificati, dall’altra ha già considerato l’Associazione in liquidazione, nonostante questa eventualità non possa essere prerogativa del Sindaco, con ciò facendo precipitare nel caos tutti i dipendenti e soprattutto mettendo a repentaglio la stagione teatrale già approvata a maggio”.

14 Ottobre 2019

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