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28 dicembre – 1°gennaio, ed è subito Ujw. Svelato il programma della 27esima edizione. Tardani: “Questo è l’evento della città”

 

ORVIETO – Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, con 90 eventi distribuiti su 7 location nel centro storico di Orvieto, 30 band, più di 150 musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano. Sono questi i numeri di Umbria Jazz Winter #27 in programma dal 28 dicembre al primo gennaio 2020. Il ricco cartellone di appuntamenti è stato presentato mercoledì 23 ottobre a Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, dal Sindaco, dal Direttore artistico del festival, Carlo Pagnotta, dal direttore della Fondazione Umbria Jazz, Giampiero Rasimelli e dall’Avv. Gianluca Laurenzi, membro del CdA della Fondazione Umbria Jazz. A fare gli onori di casa il Presidente della Fondazione CRO, Gioacchino Messina che ha ribadito la grande attenzione e il sostegno posti dalla Fondazione CRO verso questa manifestazione, che è fortemente inserita nel contesto della Città di Orvieto e dell’economia del territorio, assicurando che la Fondazione sarà elemento di supporto e continuità all’evento.
Formula Collaudata
Secondo una formula collaudata e consolidata nel tempo, la proposta musicale di Umbria Jazz Winter punta a tenere insieme due diversi caratteri, apparentemente antitetici ma che riescono a intrecciarsi tra loro in un mix inimitabile. Da un lato, UJW è un festival che si rivolge a un pubblico esperto, curioso, interessato a fruire di una musica che richiede impegno e attenzione.
Dall’altro, l’atmosfera di festa che contraddistingue il periodo di Capodanno comporta anche una colonna sonora divertente, adatta a tutti, magari ideale per fare da sfondo a occasioni conviviali. In Umbria Jazz Winter cultura, turismo, arte del buon vivere si sommano e si con-fondono. Quasi tutti gli artisti sono residenti quindi si possono ascoltare più volte durante i cinque giorni di festival, altri invece sono proposti in formazioni e progetti diversi.
La formula e l’atmosfera di UJW, insomma, si racconta nel “percorso” della musica lungo le diverse location del centro storico e nel trascorrere della giornata.
Due, fondamentalmente, sono i tratti identitari della manifestazione orvietana presenti anche quest’anno come in tutte le precedenti ventisei edizioni.
Il primo. Musica di generi diversi ma sempre di alto livello. La proposta artistica del festival non ha mai deviato dalla ricerca della qualità, spesso coniugata con formule originali e con la presenza di musicisti emergenti sulla scena italiana e internazionale.
Il secondo. Musica diffusa nel tempo e nello spazio, ambientata in alcuni dei luoghi più belli e importanti del centro storico, in una ideale simbiosi di arte, cultura, qualità della vita. Poche città come Orvieto, frutto di una complessa e affascinante stratificazione di tremila anni di storia, si prestano così bene a questa operazione, che si traduce nella formula che ha fatto di Umbria Jazz una manifestazione dal fascino unico.
Le location
La formula del festival è ormai ben nota ai suoi più assidui frequentatori ed è restata praticamente immutata negli anni per il semplice fatto che ha dimostrato di funzionare. Descriverla equivale a raccontare il “percorso” della musica lungo le diverse location del centro storico e nel trascorrere della giornata.
Il Teatro Mancinelli è la sede dei concerti in prima serata, quello che si potrebbe definire il main stage; il museo Emilio Greco ospita i concerti di mezzogiorno, in un ambiente raccolto e raffinato per le proposte più intriganti; le sale del Palazzo del Capitano del Popolo, tra cui la Sala Etrusca dedicata ai pianisti, sono gli spazi pomeridiani; musica non stop, da mezzogiorno a notte fonda, al Palazzo dei Sette, dove jazz ed enogastronomia, un’altra eccellenza dell’Umbria, trovano una accattivante simbiosi.
Ancora al Palazzo dei Sette, per chi vuole far tardi non c’è niente di meglio delle jam session che sono uno dei riti più identitari del jazz fin dalle sue origini. Si comincia intorno a mezzanotte con la house band e si prosegue finché si ha voglia. Jazz lunch e jazz dinner, infine, al San Francesco. Come sempre, ci sono i Funk Off a sfilare per le vie del centro della Città della Rupe. In questo caso, la location è la città stessa.
Restano centrali i due momenti che da sempre caratterizzano il festival. Il primo è il concerto gospel che segue la Messa di Capodanno il pomeriggio nel Duomo. I canti religiosi della tradizione afroamericana sono una presenza fissa dei programmi del festival. Il secondo è la notte che saluta l’arrivo del nuovo anno con i Gran Cenoni di Capodanno e i concerti prima e dopo lo scoccare della mezzanotte.
Orvieto e Umbria Jazz attendono il popolo del jazz con l’obiettivo di confermarsi evento che si colloca al centro della vita culturale e della attrattività turistica del prossimo inverno.
I commenti
L’avv. Gianluca Laurenzi nel portare il saluto della Fondazione di partecipazione Umbria Jazz ha ringraziato a sua volta la Fondazione CRO e il Comune di Orvieto sottolineando che Umbria Jazz Winter è una “perla” tra i vari eventi di Umbria Jazz, ha quindi ricordato il suo particolare rapporto con la Città di Orvieto.
Laurenzi ha poi citato il grande lavoro svolto da tutta l’organizzazione di Umbria Jazz per risolvere i problemi verificatisi negli ultimi anni e per ottimizzare i costi dell’edizione invernale pur mantenendo di altissimo livello il programma artistico.  Il rappresentante della Fondazione Umbria Jazz ha concluso auspicando che chiunque vinca le elezioni regionali di domenica prossima, manifesti maggiore interesse e attenzione a UJW rispetto a quanto sia stato in passato.
Anche Giampiero Rasimelli ha parlato del forte legame di Umbria Jazz con la città e degli importanti sacrifici degli ultimi anni per dare continuità al festival di Orvieto e del fatto che, anche in queste settimane, c’è una fitta relazione con il Sindaco con cui la Fondazione Umbria Jazz sta lavorando in modo convergente per dare una prospettiva ad una nuova fase dell’evento. Evento che costituisce un unicum all’interno della programmazione delle eccellenze regionali. Ha concluso dicendosi convinto che si possa realizzare un risultato importante.
Non nascondendo l’emozione nel presentare la 27^ edizione di Umbria Jazz Winter, il sindaco Roberta Tardani ha ringraziato Rasimelli e Pagnotta per averla accompagnata, sin dal luglio scorso, in questa avventura. Ha aggiunto che Orvieto e Umbria Jazz sono una cosa sola: i cinque giorni della manifestazione sono rappresentativi di un’intera stagione ed il fascino di questa manifestazione dà ad Orvieto un appeal internazionale. Quest’anno UJW non si smentisce e si presenta ancora una volta con un grande cartellone e con importanti conferme, da sempre apprezzate dal pubblico, ma anche con prestigiose novità.
Ha precisato che UJW è l’appuntamento sul quale l’Amministrazione intende costruire un cartellone di eventi di qualità su cui si sta già lavorando ed ha sottolineato che si sta notando anche una rinnovata disponibilità da parte della città e dei suoi operatori nel cercare di collaborare per muoversi verso un’unica direzione. In chiusura ha assicurato il suo personale impegno oltre che dell’Amministrazione Comunale tutta affinché si proceda in questa direzione superando le problematicità che in passato hanno creato molte preoccupazioni.
Il Direttore artistico Carlo Pagnotta da parte sua ha illustrato il programma e il parterre degli artisti presenti alla 27^ edizione di UJW aggiungendo anche che è importante che il nuovo Assessore abbia la delega unificata al turismo e alla cultura, poiché questo è fondamentale per la programmazione delle attività in una regione come l’Umbria che vive principalmente di turismo e cultura settori che vanno coordinati.
Pagnotta ha precisato che Orvieto è la forza di questo Festival e che UJW attrae molti artisti proprio per le caratteristiche uniche della formula d’inverno. Da ultimo ha parlato del manifesto dell’edizione 2019, realizzato dagli allievi del corso di Design del dipartimento di Ingegneria dell’Università di Perugia, che hanno immaginato il celebre Pozzo di San Patrizio come un colorato strumento musicale da suonare. Il manifesto va ad arricchire la galleria storica dei progetti grafici che hanno accompagnato tutte le edizioni di Umbria Jazz Winter. La manifestazione verrà presentata anche alla stampa nazionale il prossimo 4 dicembre a Roma. I biglietti saranno disponibili dal 28 ottobre.

SCARICA IL PROGRAMMA DI UMBRIA JAZZ WINTER #27

23 Ottobre 2019

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