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Come localizzare un disperso: i vigili del fuoco spiegano le operazioni che vengono messe in atto. Aumento di interventi da parte del Sasu

di Gabriele Marcheggiani
Con l’incremento delle pratiche di attività all’aria aperta, che hanno visto un vero e proprio boom negli ultimi dieci anni per quanto riguarda soprattutto l’escursionismo e la mountain bike, crescono di pari passo anche le attività di intervento e soccorso da parte degli operatori preposti. Senza contare le pratiche un po’ estreme, come ad esempio l’alpinismo, la speleologia, il torrentismo, ecc., ogni anno in Italia si svolgono decine di migliaia di interventi volti a portare soccorso a persone ferite o disperse durante un’escursione o un’uscita in bicicletta.
La recente tragedia del ragazzo francese morto nel Cilento durante una traversata escursionistica, ha posto nuovamente all’attenzione dei media e dell’opinione pubblica la necessità che da un lato vengano adottati mezzi e tecnologie che possano facilitare un rapido intervento, dall’altro che chi intraprende anche una semplice escursione, adotti tutte le necessarie cautele.
Anche in Umbria gli interventi di soccorso sono aumentati esponenzialmente negli ultimi anni: se togliamo le attività di intervento dovute a calamità naturali (vedi sisma del 2016) o soccorsi effettuati fuori regione, il Soccorso Alpino Speleologico dell’Umbria (SASU) nel solo 2018 ha operato per complessive 40.269 ore/uomo nell’arco dei 365 giorni, il che significa che considerando una normale attività lavorativa di otto ore, i tecnici del soccorso alpino hanno lavorato oltre 5.000 giorni in un anno.
Ogni santo giorno quindi, il SASU ha messo a disposizione ben 14 tecnici specializzati che, occorre dirlo, hanno operato a titolo completamente gratuito. Ecco perchè, al di là dell’obbligo di intervenire sempre e comunque quando arriva una richiesta, occorre che chi pratica attività all’aria aperta sia consapevole dei propri mezzi, dei rischi che si possono correre e soprattutto delle modalità da mettere in atto per poter essere rintracciati rapidamente. Oggigiorno infatti, grazie alla tecnologia contenuta negli smartphone, le possibilità di poter allertare i soccorsi ed essere individuati, sono alla portata di tutti, basta seguire le raccomandazioni che le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, la protezione civile o il soccorso alpino, mettono a disposizione sui propri siti di riferimento. Perchè per avere bisogno di un aiuto, non occorre fare chissà quale impresa alpinistica, basta perdere la traccia del sentiero durante un’escursione nel bosco o ferirsi banalmente cadendo dalla bicicletta. Quelle che riportiamo sotto, sono le operazioni messe in atto dai vigili del fuoco ogni volta che al numero di emergenza 115 arrivi una richiesta di soccorso da parte di persone che si sono smarrite. In sostanza, occorre che prima di intraprendere qualsiasi attività all’aria aperta, si possa essere in grado quanto meno di sapersi far individuare in caso di bisogno, perchè il primo e fondamentale aiuto ai nostri eventuali soccorritori lo diamo sempre noi. Bisogna solo essere coscienti delle nostre capacità e delle possibilità che la tecnologia ci mette a disposizione, magari con una semplice app gratuita.
COME LOCALIZZARE UN DISPERSO –  Quando ricevono la segnalazione di persona dispersa i Vigili del Fuoco cercano subito di localizzare la vittima e raggiungerla. I Vigili del Fuoco possono attivare diversi sistemi di localizzazione di un cellulare. Nel caso in cui la vittima non sia collaborante, ad esempio colta da malore, viene attivato il gestore di telefonia mobile che fornisce ai Vigili del Fuoco i dati disponibili della posizione. Se invece la vittima è collaborante vengono utilizzati altri sistemi che non escludono quello precedentemente descritto. In presenza di rete dati (collegamento ad internet) può essere inviato un SMS multilingue a cui la vittima può rispondere semplicemente toccando lo schermo per inviare, in automatico, la posizione geografica. In assenza di rete, l’operatore della Sala Operativa 115 guida la vittima nei passi necessari a visualizzare sullo smartphone la propria posizione e a comunicarla. Questo sistema funziona sempre anche in presenza del solo segnale telefonico. Una volta individuato il disperso, le informazioni vengono condivise con le altre organizzazioni coinvolte (118, forze dell’ordine e altri) che sono state già attivate fino dalla prima richiesta di aiuto.
30 Agosto 2019

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