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Dopo 75 anni Orvieto (ancora) città aperta. Svelata la targa a Palazzo Soliano, ultimo appuntamento per “Colloquia – come la musica salvò Orvieto”

di Valentino Saccà

ORVIETO – Sono trascorsi 75 anni dalla storica data del 14 Giugno 1944, quando Orvieto fu dichiarata “Città Aperta”, evitando il bombardamento da parte delle truppe tedesche, grazie al carteggio tenuto tra il vescovo Pieri e il colonnello Alfred Lersen a cui contribuì anche l’intervento del maggiore inglese Richard Heseltine.

Oggi 14 Giugno 2019, Orvieto ha un nuovo sindaco nella persona di Roberta Tardani, che con fascia tricolore accoglie figli e nipote di Lersen per la cerimonia della targa di “Orvieto Città Aperta”.

La cerimonia si è tenuta presso Palazzo Soliano a cui sono intervenuti il presidente dell’Opera del Duomo, il vescovo monsignor Benedetto Tuzia, il sindaco di Orvieto Roberta Tardani, Guido Barlozzetti, Alessandra Cannistrà, l’ingegnere Sandro Bassetti, la famiglia Lersen e  le nipoti di Heseltine.

Dopo i saluti del presidente dell’Opera del Duomo è intervenuto monsignor Benedetto Tuzia.

I Lersen sono figure ormai famigliari per la città di Orvieto – ha spiegato monsignor Tuziaquando vedo la cordialità di Manfred Lersen comprendo che è quella che ha tenuto un tempo suo padre, grazie alla quale ha instaurato un rapporto con il vescovo Pieri e grazie alla quale Orvieto è stata salvata. Pieri parlava di una Chiesa in cammino e gioiosa che mi pare un bellissimo messaggio, in grado di farci comprendere la grandezza di questa persona che purtroppo è stata trattata duramente dalla città di Orvieto, specie durante l’episodio in cui vennero massacrati (durante il conflitto) sette giovani. Dobbiamo essere grati al vescovo Pieri per quello che ha fatto, è stato un vero gigante per la nostra città e dobbiamo sempre ricordarlo”.

“Sono rimasta molto colpita dalle parole di monsignor Tuzia – ha detto il sindaco Tardanidopo anni siamo finalmente riusciti a scoprire il valore di Pieri e Orvieto Città Aperta è proprio quello che io ho nel cuore, una città inclusiva, dove sia possibile preservare e dare valore all’arte, alla cultura. Se noi siamo qui oggi è solo grazie alla forza di persuasione di Pieri”.

“Oggi dopo 75 anni – è poi intervenuto Manfred Lersen – scopriamo questa targa commemorativa posta sul lato di Palazzo Soliano. Io e la mia famiglia siamo molto commossi per il fatto di essere qui per questa occasione. Quattordici anni fa arrivai a Orvieto per la prima volta e in quel momento iniziai a scoprire dei lati su mio padre che prima non sapevo, e oggi ringrazio i cittadini per non aver dimenticato il grande gesto compiuto da mio padre e dal vescovo Pieri”.

“Occasioni come questa – ha chiosato Guido Barlozzetti assumono una dimensione che va oltre il semplice ricordo. Nella storia c’è qualcosa di molto profondo, ovvero il passato e il passato è un deposito vivo fatto di dolori, di gioie e passioni che riaffiorano. Se oggi siamo qui in una città preservata dall’orrore dei bombardamenti lo dobbiamo a loro e dobbiamo esserne grati”.

In chiusura l’ingegnere Sandro Bassetti ha presentato un excursus storico-militare sulla figura di Alfred Lersen, illustrando che ci sono voluti ben 8 anni dopo la fine della guerra per disinnescare tutte le mine e per questo furono istituiti dei corsi per addestrare i cittadini a disinnescarle.

La cerimonia si è conclusa all’esterno di Palazzo Soliano con la targa che testimonia questo storico avvenimento, scoperta da Manfred Lersen. L’evento è inserito nella programmazione del Festival di Arte e Fede in programma ad Orvieto fino al 23 giugno prossimo che stasera, sabato 15 giugno, propone l’ultima replica dello spettacolo sempre sold out “Colloquia – Come la musica salvò Orvieto” di David Zarko.

Come gli altri 2 spettacoli alle ore 18 si terrà la rappresentazione in in lingua inglese e alle ore 21.00 in lingua italiana.

Sono i giorni che concludono la Seconda Guerra Mondiale. Gli alleati nel corso della propria avanzata stanno per colpire obiettivi precisi, mentre l’esercito germanico in ritirata applica una politica di terra bruciata, e nella Città di Orvieto un vescovo italiano e un comandante tedesco si affrontano in una sorta di conflitto personale. Mentre si sforzano di comunicare in Latino – la loro sola lingua in comune – giungono a confrontarsi su una questione più grave: cosa dovranno salvare, persone o capolavori? Collocare a scopo difensivo armi in prossimità degli edifici storici, può aiutare a salvarli o li trasformerà in un obiettivo strategico? E qual è la vera natura del miracolo della transustanziazione? Sarà attraverso le loro conversazioni, e un amore condiviso per la musica di Bach, che costruiranno una comprensione reciproca: quella solidarietà che li porterà insieme a salvare Orvieto.

Lo spettacolo, prodotto da Kamina Teatro e patrocinato dal Comune di Orvieto, con il sostegno dell’Associazione Brava Orvieto! e dell’Associazione Culturale Iubilarte, vedrà l’interpretazione di Emilio Berrocal e Riccardo Vianello diretti da David Zarko, con la traduzione di Andrea Brugnera e, nella versione inglese, di Jonathan Hedley e Paul Spera diretti da David Ostwald, con la direzione scenotecnica di Carlos G. Coccia.

15 Giugno 2019

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UN COMMENTO SU QUESTO POST To “Dopo 75 anni Orvieto (ancora) città aperta. Svelata la targa a Palazzo Soliano, ultimo appuntamento per “Colloquia – come la musica salvò Orvieto””

  1. Siamo ancora grati per averci liberato dall’occupazione, grazie a tutti gli anglo americani che si sono sacrificati per la nostra libertà
    Richard Heseltine come simbolo.

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