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Merletto patrimonio Unesco, Orvieto conferma l’adesione al progetto di candidatura

ORVIETO – Presso la Sala Consiliare del Comune di Sansepolcro in data venerdì 17 maggio scorso, i Comuni ed enti che condividono la “rete” del progetto di “Candidatura dei saper fare l’arte del merletto italiano a patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco” hanno sottoscritto il nuovo Protocollo d’Intesa per il sostegno e l’adesione al progetto stesso.
Il documento è stato firmato dai rappresentanti dei seguenti Comuni ed enti: Varallo, Cuneo, Sampeyre, Cantù, Venezia, Chioggia, Gorizia, Chiavari, Rapallo, Portofino, Santa Margherita Ligure, Camogli, Genova, Bologna, Forlì, Meldola, Sansepolcro, Orvieto, Magione (San Feliciano), Offida, Bolsena, L’Aquila, Isernia, Maglie, Latronico, Mirabella Imbaccari, Bosa, Unione Montana dei Comuni della Valsesia e il Gal Trasimeno Orvietano. Per il Comune di Orvieto, è stato sottoscritto dall’Assessore alla cultura su delega del sindaco, all’esito degli incontri che presso il Ministero per i Beni e attività Culturali hanno visto confrontarsi Amministrazioni e Comunità di detentori e praticanti la lavorazione dell’arte del merletto per perfezionare questo determinante atto.

Come è noto, gli enti suddetti avevano già aderito al progetto e alla rete, sottoscrivendo nel luglio 2015 un primo protocollo d’intesa che, tuttavia, a seguito delle mutate condizioni e nuove valutazioni scaturite in sede di confronto presso il MiBAC tra i Comuni aderenti al Protocollo e le Comunità, è stato rimodulato nel contenuto e per alcuni aspetti riguardanti la candidatura in atto.
La firma del nuovo protocollo è nata dalle volontà unanimi espresse il 18 aprile u.s. nell’incontro che si è tenuto a Roma presso il Ministero della Cultura alla presenza della referente per il Ministero dei progetti delle candidature Unesco, dott.ssa Elena Sinibaldi.

Nei giorni scorsi, l’Amministrazione Comunale di Orvieto aveva revocato la precedente delibera del 2015 al tempo stesso confermando di volersi impegnare a dare supporto a livello locale, nazionale ed internazionale alle arti che contribuiscono alla ricchezza delle comunità e dei territori e riconoscendo che l’arte del “Saper Fare il Merletto” rappresenta una raffinata competenza tradizionale e un patrimonio culturale immateriale legato al saper fare femminile.
Con questa decisione il Comune di Orvieto si impegna ad attivarsi per favorire e sostenere le misure di salvaguardia di questa forma d’Arte con particolare attenzione alla condivisione e alla diffusione delle buone pratiche tese al conseguimento di tale obiettivo (il provvedimento della Giunta non comporta, al momento, alcun impegno economico ed eventuali costi necessari a sviluppare il progetto saranno di volta in volta valutati e deliberati).
L’adesione al Protocollo rappresenta un atto importante nel percorso della Candidatura ma, nello stesso tempo, iniziale e propedeutico rispetto alla necessaria azione di coesione e collaborazione che le Amministrazioni locali sono chiamate a svolgere insieme a tutti i soggetti portatori di interesse.
A questo proposito ad Orvieto si è di recente costituito in Comitato un primo nucleo di detentori o praticanti l’arte del merletto, manifestando al Comune interesse e determinazione a sostenere il progetto di Candidatura UNESCO e ad attivarsi nel percorso di comunità che esso richiede. Il referente di questo gruppo di lavoro, indicato in Renzo Marziantonio, ha già avuto modo di incontrare il coordinamento della Rete nazionale delle Comunità allo scopo di perfezionare quanto prima l’adesione a tale Rete da parte della Comunità di Orvieto.

I contenuti del Protocollo
Il Protocollo d’Intesa per il sostegno al progetto di candidatura de “I saper fare l’Arte del Merletto Italiano” a Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO muove dalla premessa che l’Arte del Merletto è fortemente connessa con gli aspetti antropologici delle tradizioni culturali specifiche delle aree territoriali dove si pratica.
La pratica di tale arte richiede principalmente l’acquisizione e la messa in atto di conoscenze, competenze, abilità, tradizionali manuali, artigianali e creative strettamente legate ad un’attitudine territoriale che tramandandosi di generazione in generazione ha assunto uno specifico valore culturale e identitario.
Oltre ad incarnare un importante valore identitario, l’Arte del merletto può essere letta storicamente alla luce dell’importanza sociale che la stessa ha rivestito nel favorire il percorso di emancipazione femminile.
Infine, i saper fare l’Arte del Merletto si identificano come espressioni creative di alto livello riconosciuta a livello locale, nazionale ed internazionale.
Alcuni Gruppi/Associazioni di detentori e praticanti la lavorazione dell’arte del merletto, radicati nei territori delle città aderenti, hanno di fatto costituito la “Rete per la Salvaguardia dei saper fare l’Arte del Merletto Italiano”, partnership formalizzata e sottoscritta con apposito Protocollo d’Intesa.
Le Istituzioni firmatarie del protocollo convergono nella necessità di condividere la salvaguardia di tale patrimonio culturale immateriale impegnandosi congiuntamente per la realizzazione di interventi che sono così esplicitati:
• Supportare a livello locale, nazionale ed internazionale alla salvaguardia dell’Arte del merletto e contribuire ad accrescere la consapevolezza dei valori trasmessi dalla tradizione italiana nel suo insieme preservando e tramandando le tecniche, i valori di conoscenze ed abilità di cui sono depositarie/i le/i merlettaie/i italiane/i anche al fine di diffonderne l’importanza nella società civile in generale. Entrambe le azioni saranno sostenute da una opportuna ed equa comunicazione che ne sottolineerà i valori sociali tradizionali e identitari di tale Arte.
• Facilitare il coinvolgimento di istituzioni ed organizzazioni pubbliche e private, università ed eventuali altri portatori di interesse o stakeholders a livello locale e/o regionale e/o nazionale e/o internazionale al fine di sostenere attività e misure di salvaguardia dell’Arte del Merletto italiano quale patrimonio culturale immateriale nell’ottica di una condivisione con i soggetti impegnati nelle azioni di salvaguardia, tutela e valorizzazione.
• Favorire in ogni ambito e ad ogni livello la trasmissione formale e informale delle conoscenze e del saper fare legati alla tradizione e all’Arte del Merletto italiano con particolare attenzione alle giovani generazioni. Incoraggiare l’imprescindibile riconoscimento del ruolo delle comunità, dei detentori e praticanti, dei valori culturali e sociali di cui sono tenutari e portatori nonché espressione identificativa e potenziale della figura professionale della maestra merlettaia.
• Contribuire ad attività di ricerca e documentazione dell’Arte del Merletto italiano quale patrimonio culturale immateriale vivente e al tempo stesso storicamente connesso e testimone di tutti gli aspetti materiali ad esso collegati (disegni, bozzetti, creazioni, materiale epistolare, archivi di comunità ecc).
• Rafforzare ed intensificare i rapporti culturali, di dialogo e di collaborazione tra le diverse realtà comunitarie ed istituzionali presenti in Italia, con spirito di concordia e cooperazione.
• Garantire una vasta e capillare comunicazione tra tutti i portatori di interesse a livello comunitario e istituzionale collegati ad attività ed iniziative di salvaguardia e promozione dell’Arte del Merletto italiano quale patrimonio culturale immateriale.

Tra gli strumenti individuati per il raggiungimento degli scopi sopra elencati vi è anche il perseguimento di un percorso di Candidatura per l’iscrizione nella Lista Rappresentativa UNESCO del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
Coerentemente con quanto previsto dalla Convenzione UNESCO 2003 e Sue Direttive Operative si è ritenuto opportuno che gli enti locali del territorio condividano tale programma con un Protocollo d’Intesa al fine di garantire una massima collaborazione e sostegno a supporto della vasta rete di comunità rappresentativa su scala nazionale dell’arte del merletto italiano. Pertanto, in rappresentanza dei rispettivi territori le istituzioni di riferimento condividono tali obbiettivi con un Protocollo d’intesa a sostegno della candidatura stessa.
Il Protocollo potrà essere successivamente esteso e siglato da altrettante istituzioni portatrici di interesse e le azioni di salvaguardia e valorizzazione saranno pianificate con le comunità di riferimento e previa intesa con le istituzioni competenti, sempre in coerenza con quanto previsto dalla Convenzione UNESCO 2003 e sue Direttive.
Al fine di garantire un effettivo coinvolgimento delle istituzioni firmatarie e rispettare omogeneamente le esigenze di rappresentanza di tutti i territori, ogni soggetto firmatario si presterà a rotazione a fungere da capofila, così da garantire una necessaria azione di coordinamento tra i soggetti coinvolti. Ognuno di questi rivestirà tale ruolo per un periodo di tre anni e la formalizzazione dello stesso avverrà tramite la convocazione e la riunione di tutti gli enti firmatari del protocollo.

I Comuni di: Varallo, Cuneo, Sampeyre, Cantù, Venezia, Chioggia, Gorizia, Chiavari, Rapallo, Portofino, Santa Margherita Ligure, Camogli, Genova, Bologna, Forlì, Meldola, Sansepolcro, Orvieto, Magione (San Feliciano), Offida, Bolsena, L’Aquila, Isernia, Maglie, Latronico, Mirabella Imbaccari, Bosa, Unione Montana dei Comuni della Valsesia e il Gal Trasimeno Orvietano convengono di costituire una “rete” e di aderire, promuovere e sostenere, eventualmente anche da un punto di vista finanziario, il Progetto di Candidatura de “I saper fare l’Arte dei Merletti Italiani” a Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.
Le suddette istituzioni si impegnano a promuovere eventi, incontri, manifestazioni a supporto del Progetto, ai sensi della Convenzione UNESCO 2003 e sue Direttive Operative.
Le Amministrazioni Comunali si impegnano a supportare le Comunità del Merletto nel loro percorso di affermazione all’interno del progetto, garantendo il sostegno a scuole, musei, associazioni, ma anche organizzando eventi, convegni, manifestazioni che contribuiscano a sviluppare un forte legame sia con il territorio che con le altre Comunità della “rete del merletto”, così da assicurare il rispetto dei principi della Convenzione UNESCO.
Tale impegno sarà garantito nella piena consapevolezza che le specifiche tecniche di lavorazione del merletto italiano rivestono non soltanto una rilevanza artistica, ma custodiscono anche una tradizione di enorme valore storico e culturale che contribuisce a definire l’identità delle comunità di riferimento. In quest’ottica tutti i Comuni della rete condividono la necessità di dover tutelare un’arte che è parte di quel ricco, diffuso e peculiare patrimonio culturale immateriale nazionale che senza un’importante azione di tutela e salvaguardia rischia di scomparire.

21 Maggio 2019

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