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Approvato in seduta consiliare il Rendiconto di Gestione 2018. Germani: “Si videnzia un miglioramento di 450.032 euro”

ORVIETO –  Il Rendiconto della Gestione per l’esercizio finanziario 2018, è stato approvato dal Consiglio Comunale (6 favorevoli: 5 consiglieri di maggioranza, 1 M5s; non hanno partecipato al voto i consiglieri di “Identità e Territorio” e del “Gruppo Misto”). Tale atto, comprendente il Conto del Bilancio, il Conto del Patrimonio, il Conto economico e relativi allegati, è stato presentato dal sindaco con delega al Bilancio Giuseppe Germani.

Germani ha chiosato che il rendiconto 2018 si chiude con un risultato di amministrazione negativo di euro -1.996.417,45: quindi, dato atto che il 2017 si era chiuso con un risultato negativo di euro -2.446.449,61, la differenza tra i due valori evidenzia un miglioramento tra i risultati dei due esercizi di euro 450.032,16 da cui emerge che l’obiettivo di recupero della quota di disavanzo 2018 di euro 109.853,03 è stato raggiunto. Ha aggiunto che il risultato di amministrazione negativo è determinato dopo aver effettuato gli accantonamenti per euro 10.542.498,70, aver vincolato la somma di euro 2.480.174,60 e destinato agli investimenti euro 41.103,55.

Il sindaco ha poi affermato che le principali voci degli accantonamenti di euro 10.542.498,70 riguardano: l’accantonamento per i contratti derivati (swap) pari ad euro 2.377.446,70; l’accantonamento per il Fondo crediti di dubbia esigibilità per euro 6.517.768.24 e l’accantonamento del fondo rischi passività potenziali per euro 298.000,00.

Le principali voci delle somme vincolate o destinate agli investimenti riguardano:
• vincoli derivanti da norme di legge o dai principi contabili in particolare:
– per euro 162.580,94 sono relativi agli accertamenti di entrata della Tari che sono stati portati in riduzione della tariffa Tari dell’esercizio 2019 (già applicati al bilancio di previsione 2019)
– per 31.418,.38 progetto sicurezza stradale (quota parte co-finanziamento comunale)
– per euro 30.634,45 proventi da oneri di urbanizzazione da destinare a spese di progettazione di opere pubbliche (già applicati al bilancio di previsione 2019)
– per euro 18.068,00 proventi da biogas vincolate in base a specifiche disposizioni di legge
• vincoli derivanti da trasferimenti in particolare:
– per euro 56.165,49 lavori di adeguamento sistema di mobilita alternativa (applicati al 2019)
– per euro 200.000,00 fondi mitigazione ambientale da utilizzare per percorsi ciclopedonali
– per euro 299.252,42 fondi mitigazione ambientale applicati al bilancio 2019 per euro 100.000,00 per interventi sulle strade comunali;
– per euro 103.150,00 contributo regionale per passaggio alla tariffazione puntuale tari
– per euro 22.764,36 fondi protezione civile intercomunale applicati al bilancio di previsione 2019
– per euro 155.907,18 fondi da trasferimenti regionali per il piano sulla povertà (già applicati al bilancio di previsione 2019)
– per euro 73.239,64 fondi legge 112/2016 per assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare
• vincoli derivanti da contrazione di mutui per euro 499.915,32 che sono stati già inscritti nel bilancio 2019 per opere pubbliche per euro 240.000,00 in particolare:
– per euro 90.000,00 opere campo sportivo sferracavallo
– per euro 70.000,00 per lavori presso il borgo
– per euro 80.000,00 manutenzione straordinaria del Pozzo di San Patrizio

Ne consegue che il consuntivo 2018, rispetto a quelli degli anni precedenti, presenta un incremento del 15% di spesa per acquisto di beni e servizi, passando da € 10.200.000,00 a € 11.700.000,00, ovvero € 1.500.000,00 in più spesi a favore dei cittadini.

Dati che il sindaco ha definito come effetti del risanamento di bilancio e dell’uscita anticipata dal pre-dissesto; aggiungendo che non è vero che durante la consiliatura non si sia tenuto conto del dibattito consiliare; al contrario ci sono alcune sollecitazioni che sono state inserire nel progetto di governo della città, ovvero: Lavoro e parità di genere inserito nel nuovo Statuto Comunale; rilancio operativo del Centro Studi Gianni Rodari nell’ottica della programmazione della ricorrenza del centenario della nascita 1920/2020; ex caserma Piave quale sede del Tribunale internazionale Unificato dei Brevetti e compatibilità con altri progetti¸ e ancora, Orvieto Città per la Costituzione e l’intitolazione del ponte della complanare al presidente Sandro Pertini, infine, la battaglia condotta all’unanimità sul tema ambientale, in modo particolare sull’ampliamento della discarica de “Le Crete”.
In conclusione Germani ha affermato che con il Consuntivo 2018 l’Amministrazione conclude la consiliatura consapevole di aver svolto fino in fondo il proprio dovere così come affidatole nel 2914 dalla volontà dei cittadini orvietani. Nel ringraziare, infine, tutti i consiglieri, indipendentemente dalla loro area di appartenenza politica, il Sindaco ha detto che tutte le componenti politiche presenti in Consiglio Comunale hanno cercato di dare il massimo nella correttezza dei propri ruoli avendo come obiettivo finale il bene della città.

Dibattito:
Il capogruppo di “Identità e TerritorioStefano Olimpieri,  ha parlato di sostanziale fallimento dell’azione amministrativa, sostenendo che è vero che ci sono stati dei punti di confronto su temi di grande interesse ma in questi anni non tutto è stato condiviso e ci sono state contrapposizioni aspre. Ha ringraziato il presidente dell’Assemblea e i Consiglieri comunali che hanno condiviso impegno e obiettivi, seppure ciascuno dalle proprie angolazioni, quindi ha ringraziato dirigenti e dipendenti. Olimpieri ha proseguito giudicando negativamente il consuntivo perché l’uscita dal predissesto è stata resa possibile dall’uso degli avanzi di amministrazione, per il futuro quindi dovranno essere rimesse delle somme che saranno tolte dalla gestione ordinaria del bilancio. Ha aggiunto inoltre  che l’assenza di una vera azione di riforma strutturale, che in passato veniva risolta con il ricorso agli swap, rivela invece che la riforma sui contratti derivati del 2011 ha salvato il Comune portando dei benefici all’Ente, al riguardo ha ricordato l’accordo transattivo con RBS che ha creato benefici così come l’azione legale contro BNL. Olimpieri ha infine ribadito che anche quest’anno il consuntivo chiude con un avanzo di amministrazione di 500 mila euro che, sommate a quelle degli anni precedenti, porta alla cifra a 4 mln di euro che si potevano utilizzare non per uscire dal predissesto anticipatamente ma per investimenti a favore di famiglie ed imprese. Ha stigmatizzato, infine, che il documento contabile, che arriva all’approvazione oltre i termini di legge, in dissonanza con il regolamento comunale di contabilità approvato dal consiglio, verrà approvato con una risicata presenza di consiglieri di maggioranza. Ha espresso il voto contrario.
Anche il capogruppo del “Gruppo Misto” Andrea Sacripanti, ha affermato che il bilancio è da sempre terreno di scontro delle forze politiche e che il compito dell’opposizione è quello di contrastare ma, in questo caso, la contrapposizione è stata agevolata dello stesso sindaco i cui atteggiamenti sono stati talvolta incerti su alcuni temi come l’ampliamento della discarica o sulla sanità dove è stato sminuito il lavoro della commissione che doveva sfociare in un confronto con l’ormai ex assessore regionale. Sacripanti ha aggiunto che sono state disattese anche le aspettative sulla implementazione del trasporto ferroviario e l’alta velocità ad Orvieto, tema guida della precedente campagna elettorale de Sindaco uscente. Ha proseguito sostenendo che sulla ex caserma Piave, nonostante i proclami, non si intravedono atti ufficiali e che non si conoscono neppure quali canali commerciali siano stati aperti per la internazionalizzazione della città, né per la valorizzazione delle eccellenze che il Comune ha affidato ad uno strumento datato come Cittaslow. Dei parcheggi e delle modifiche alla viabilità ha detto che c’è il caos e che la città non è neppure su Google Map. Ha affermato che non tutte le colpe non sono del Sindaco ma della Regione, rispetto alla quale tuttavia il Sindaco è stato troppo accondiscendente. Ha continuato dicendo che solo a fine consiliatura è stato preso in mano al Centro Studi Gianni Rodari con un avviso per la gestione bandito appena pochi giorni fa; e del risultato di una maggiore disponibilità di spesa per 1,5 mln ha detto che è solo presunto perché non vi è traccia, o almeno i cittadini non lo percepiscono sia centro storico che nelle frazioni, quando invece si poteva investire diversamente. Ha concluso invitando ad evitare rappresentazioni edulcorate perché del tesoretto finanziario di 3,5 mln è stato fatto solo un uso finanziario. Ha rivolto infine un saluto a tutto il Consiglio Comunale.

La capogruppo M5s Lucia Vergaglia, a proposito del fatto che non farà parte della competizione elettorale, ha parlato di un momento triste ma anche solenne per lei, perché con la seduta sul conto consuntivo si chiude anche la sua presenza in Consiglio. Ha ringraziato quindi i colleghi consiglieri che l’hanno aiutata nello svolgimento nel ruolo ed ha proseguito esprimendo dispiacere che nella seduta di approvazione del conto consuntivo i consiglieri presenti siano pochi. Ha ribadito il necessario atteggiamento oppositivo e propositivo della minoranza rivendicando, tuttavia, che un consigliere di opposizione deve prima di tutto conoscere gli atti e le scelte dell’Amministrazione poi deve doverosamente consigliare, ma ciò non significa contestare a prescindere. Ha rimarcato che la costituzione del tavolo di studio per il bilancio partecipativo è stata una delusione e che la Giunta non ha sviluppato neppure altre proposte che comunque resteranno sul tappeto, almeno della memoria che ne avranno i consiglieri che saranno chiamati a sedere nuovamente in consiglio (ha affidato i suoi contributi ad una relazione che ha prodotto autonomamente e che ha consegnato agli amministratori e agli altri consiglieri). Sul Centro Rodari ha precisato che la manifestazione di disponibilità a tenere aperto la struttura proviene dallo stesso Centro Studi non dal Comune mentre invece, è del Comune la scarsa attenzione riservata a tale struttura, a partire dall’utilizzo del fondo stanziato. Ha detto che l’Amministrazione ha avuto luci ed ombre e che almeno sulle barriere architettoniche ci sono stati dei segnali incoraggianti, e che la bontà delle “Aree Interne” va vista ad esempio nelle “funzioni associate” come la Protezione Civile e il Catasto. Augurando buon lavoro alla futura Amministrazione ha concluso dicendo che il consuntivo deve essere approvato in quanto è atto tecnico scisso dal preventivo.

La consigliera Martina Mescolini (PD) ha parlato del Consiglio Comunale come di una esperienza formativa, quindi, invitando le varie forze politiche a non mistificare la storia amministrativa di questo quinquennio si è chiesta se da parte dell’opposizione sia stato raccontato tutto, ad esempio che in passato è stato svenduto il patrimonio comunale per pagare i debiti, o che vennero tagliati alcuni servizi sociali, che invece l’Amministrazione uscente ha cercato di reinserire al fine di contenere i tagli netti imposti dallo Stato e quindi dalle Regioni; ha aggiunto che sulla vicenda della discarica nel 2011 in provincia venne dato l’ok sull’ampliamento per 80 mila tonnellate da rifiuti organici e che i ritardi accumulati in materia di gestione dei rifiuti sono stati recuperati negli ultimi 5 anni seppure con tante difficoltà. Si è chiesta, infine, se è vero che l’Amministrazione non è stata in grado di controllare nulla, come sia stato possibile aumentare in termini esponenziali le presenze turistiche ad Orvieto e al Pozzo di San Patrizio? Citando il palazzo Gusto e il palazzo dei Congressi ha concluso che anche la politica per la gestione del patrimonio l’Amministrazione si è dimostrata all’altezza; pertanto la politica a servizio della città non si è mai arrestata e l’Amministrazione è stata determinata ed operosa nell’andare avanti.

Il capogruppo PD Andrea Taddei, definendo formativa l’esperienza in Consiglio ha precisato che non farà parte della nuova tornata elettorale ma che seguirà quanto sarà realizzato nel futuro. Ha proseguito dicendo che per cinque anni c’è stata una discussione ed una differenza di impostazione nel presentare i dati; l’Amministrazione si è subito esposta alla ricerca di tutti gli strumenti possibili per liberare l’Ente dai vincoli del predissesto; una scelta politica opinabile, ma rispetto alla quale si è agito su delle partite eliminandone altre; il risultato raggiunto è che la futura Amministrazione potrà verificare e pianificare interventi, senza la ricerca di soluzioni creative per migliorare qualcosa, specie sul sociale. Ha aggiunto che per le “Aree Interne” sono stati liberati milioni di euro per una progettualità di area vasta afferente 20 comuni ormai inseriti in un circuito virtuoso, ciò ha dato la possibilità di usufruire di un fondo importante su: mobilità, scuola, sanità. Ha aggiunto che va riconosciuto il ruolo avuto dal Comune con la Regione relativamente ad alcune partite e che ricercare una rappresentanza del territorio orvietano in una futura sfida regionale è perseguibile con l’impegno e la convinzione di tutti. Ha ringraziato il proprio gruppo consiliare e tutti i consiglieri di opposizione, il Presidente dell’Assemblea, il Sindaco, l’Esecutivo e la dirigenza.

Il presidente Consiglio Comunale (PD) Angelo Pettinacci, ha sottolineato che il conto consuntivo è l’eredità di bilancio che viene lasciata alla prossima amministrazione e che la dissertazione sull’uscita anticipata dal predissesto ormai lascia il tempo che trova: il primo dato oggettivo è che il Comune ad oggi ha un disavanzo di 2 mln di euro e su questo dovrà misurarsi il prossimo Sindaco. Ha aggiunto che la sentenza BNL è l’altro elemento importante: 2,5 mln di euro saranno disponibili una volta che la sentenza di primo grado del Tribunale sarà definitiva. Ha continuato dicendo che per la prossima Amministrazione valgono le osservazioni dei Revisori dei Conti: 1) ridurre l’indice di tempestività dei pagamenti ancora troppo alto e pari a 25 giorni dopo la scadenza prevista dei termini di dilazione; 2) continuare nel rientro dell’indebitamento esistente evitando, per quanto possibile, di contrarre altro debito; 3) sfruttare le opportunità offerte dalla normativa vigente per cedere il patrimonio immobiliare utile a ridurre l’indebitamento. A proposito del patrimonio immobiliare ha precisato che dei due asset fondamentali della ex Caserma ed ex Ospedale ad oggi non c’è una visione progettuale ben precisa, quindi su questi due elementi c’è ancora molto da lavorare. A consuntivo dell’attività svolta dal Consiglio Comunale ha ringraziato tutti i Consiglieri per la collaborazione dimostrata lavorando sempre in sinergia rispetto alle attività portate avanti in cinque anni di mandato, citando esplicitamente le tematiche inerenti: discarica, sanità, ospedale e sistema bancario. Ha concluso affermando che alla nuova Amministrazione viene lasciato uno Statuto Comunale e un Regolamento moderni, snelli, adeguati alle nuove normative; con rammarico ha però osservato che la chiusura della consiliatura registra poche presenze in aula tra i banchi dei consiglieri.
Nel portare i saluti del capogruppo assente per motivi di lavoro e nel ringraziare i colleghi consiglieri, la Cons. Frate (PSI) ha espresso il giudizio positivo della sua componente politica per il lavoro svolto dall’amministrazione comunale e per i risultati realizzati, aggiungendo che se sulla caserma e l’ex ospedale non sono ancora evidenti ma che il lavoro messo in atto darà i suoi frutti. Ha aggiunto che le azioni di risanamento erano indispensabili.

Nella replica, il sindaco Germani  ha ringraziato tutti i Consiglieri e la capogruppo del M5s dicendo che su alcuni aspetti ha colto degli elementi di proposta, al riguardo ha ricordato che il Centro Rodari era fermo da dieci anni e che l’Amministrazione ha comunque svolto un lavoro per non disperdere questo patrimonio importante. Ha ringraziato infine tutta la struttura comunale, gli uffici e i servizi.

Nelle dichiarazioni di voto, Sacripanti ha annunciato la sua uscita dall’aula commentando che il decantato successo dei risultati raggiunti è racchiuso nel fatto che in aula al momento del voto sono presenti solo cinque rappresentanti di minoranza, di cui solo tre si riconoscono nella linea del sindaco. Anche  Luciani (“Identità e Territorio”) ha annunciato l’uscita dall’aula definendo desolante il quadro di fine consiliatura. La capogruppo M5s Lucia Vergaglia, ha detto, invece, di rispettare i consiglieri che hanno scelto di assentarsi ma che la coscienza vede legati i consiglieri al loro ruolo, quindi tra far saltare il numero legale e votare avrebbe scelto il dovere istituzionale e morale per un consigliere che è quello di votare. Nel dichiararsi favorevole ha precisato che non è endorsement, ma coerenza con le istanze presentate dal M5s nel 2014.

Fonte: Ufficio stampa Comune di Orvieto

22 Maggio 2019

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