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“Settimana dell’Arte”: dall’Amministrazione all’ANCI la proposta di farne un “progetto di comunità” per tutti i Comuni

ORVIETO – Per dare valore, riconoscimento e incentivare la cultura e l’arte di Orvieto, lo scorso anno l’Amministrazione Comunale ha istituito la Settimana dell’Arte, per poter essere tutti ambasciatori della cultura.  Questa iniziativa diventa strumento per la convivenza civile e matrice di formazione e progresso dei cittadini, secondo quanto ispirato dall’art. 9 della Costituzione (La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione), l’assessore alla cultura, Alessandra Cannistrà traccia un primo bilancio della 2A Settimana dell’Arte 2019 che dal 26 marzo scorso, attraverso varie iniziative, ha approfondito temi come la tutela dei Beni Culturali, la gestione dei modelli culturali: Biblioteca, Centro Studi Gianni Rodari e che si concluderà Giovedì 11 aprile con la riflessione dedicata al PAAO / Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano: identità e sviluppo di un territorio. Nuove scoperte e nuove prospettive di gestione.
L’appuntamento, promosso in collaborazione con Regione Umbria, è alle ore 16.00 all’Auditorium di Palazzo Coelli(sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto). Interverranno: Claudio Bizzarri (PAAO), Cristiana Corritoro(Regione Umbria), Franco Milella (Fondazione Fitzcarraldo), Mauro Pianesi (Regione Umbria), Rosaria Mencarelli(Soprintendente ABAP Abruzzo).

“La Settimana dell’Arte – ha affermato l’assessore Alessandra Cannistràsi conferma un’occasione imprescindibile nell’ambito della comunità per riflettere e confrontarsi sul tema del patrimonio culturale e sensibilizzarsi rispetto alle problematiche connesse alla sua conservazione, trasmissione e valorizzazione. Un risveglio delle coscienze, per così dire, nei confronti dell’eredità culturale dalla quale dipende l’identità, la storia e insieme il futuro di un popolo: un atto di responsabilità, in sintesi e un modo più consapevole per conoscere e amare il proprio Paese.
A questo proposito una testimonianza significativa è venuta dal primo appuntamento della Settimana, dedicato al recupero dei Beni Culturali nella duplice accezione: l’una illustrata dal colonnello Guido Barbieri Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela BB.CC. di Perugia –che ancora si ringrazia per la partecipazione; l’altra rappresentata dal progetto di restauro del Portico di Sant’Andrea. 
In questo caso si tratta proprio della ‘restituzione’ alla comunità di un luogo importante per l’aggregazione e la socialità come esempio del fatto che se il progetto è sentito come proprio ha più speranze di trovare ‘un mecenate’, o più di uno, che lo recuperi e lo faccia continuare a vivere. Così, se l’Associazione Comitato dei Quartieri nel 50° della Staffetta dei Quartieri ha dato, per così dire, lo sprint iniziale al progetto; a seguire, il Lions Club di Orvieto ha poi deciso di sostenerne la maggior parte dei costi, prima ancora che il progetto fosse inserito sulla piattaforma Art Bonus
Gli incontri successivamente in programma, quest’anno sono stati tutti dedicati ai Luoghi della Cultura e al ‘progetto Orvieto’ che dalla fine degli anni ’80 del Novecento incarna lo strumento di analisi e insieme la piattaforma programmatica del governo culturale della città.


In questo senso, un contributo di innovazione ed estremamente qualificato è venuto proprio dalla giornata riservata a due luoghi ‘culturali’ di fondamentale importanza per la Città. Prima il ‘Centro Studi Gianni Rodari: un Progetto di Comunità’ che ha impegnato un tavolo tecnico – al quale hanno partecipato, fra gli altri,  Lorenzo Cantatore, docente presso Università degli Studi di Roma Tre, Giorgio Santelli, giornalista Rai, e Giorgio Diamanti, uno degli artefici  dell’archivio del Centro –  per individuare le linee d’azione da proporre al Direttivo del Centro, quindi alla Scuola e alle Associazioni per rilanciare il progetto del Centro orvietano come luogo di ricerca, di progettazione, di comunicazione e di coinvolgimento. Il Centro Studi Gianni Rodari è tornato  fra gli obiettivi prioritari del progetto culturale dell’Amministrazione e oggi oggetto di nuovo interesse e attenzione anche da parte di Regione Umbria con cui si intende lavorare anche in vista del centenario della nascita del grande autore. 
A seguire, la Biblioteca Comunale ‘Luigi Fumi’ nell’ambito della tematica: Biblioteche, identità e futuro vista attraverso le innovative esperienze del Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest (CSBNO) – azienda speciale consortile che raccoglie 33 comuni del nord-ovest della provincia di Milano per una popolazione di 780.000 abitanti e fornisce servizi tradizionali e innovativi alle biblioteche dei Comuni aggregati-; del Centro culturale ‘Il Pertini’ di Cinisello Balsamo; e della valorizzazione, a scopo turistico oltre che culturale, del patrimonio librario locale e dei fondi storici.
A tutti i relatori il più vivo ringraziamento anche per la disponibilità a continuare a collaborare con l’Amministrazione per il potenziamento della Biblioteca orvietana.
Ma uno speciale riconoscimento a Regione Umbria che grazie all’impegno di Antonella Pinna, Olimpia Bartolucci e Andrea Castellani, è stata partner nell’organizzazione dell’incontro ma soprattutto nel farsi carico di sostenere le biblioteche umbre nel difficile e complesso percorso di stabilizzazione, di rinnovamento dei modelli gestionali, di arricchimento delle funzionalità, in una parola: nel percorso verso un futuro di nuova partecipazione da parte delle comunità”. 
 
“Credo però – ha proseguito l’assessore – che altre due esperienze condotte nella Settimana abbiano contribuito particolarmente a coinvolgere i giovani e a farli esprimere nei confronti del tema della eredità culturale da cui tanto, almeno quanto l’ambiente, dipende il loro futuro. 
Da un lato, lo spettacolo teatrale, diretto da Danilo Gattai e interpretato da Valentina Di Blasi e Lorenzo Rastelli, che nello splendido contesto artistico in esposizione nella chiesa di Sant’Agostino –gentilmente concessa dall’Opera del Duomo- ha portato in scena Caravaggio e la sua vicenda umana oltre che artistica. Una proposta nuova e originale, di qualità e suggestione che ha coinvolto in modo particolare il pubblico, stimolando anche alla riflessione, condotta con Guido Barlozzetti, sugli importanti fatti artistici di cui Orvieto è stata e continua ad essere protagonista, come la realizzazione del complesso di statue monumentali che ne ornavano la cattedrale, che ne furono espulse dal restauro purista e che oggi, proprio dalla sede MODO di Sant’Agostino, vi fanno ritorno a seguito di un lungo e complesso processo di studio, di valutazione critica e di progettazione. 
La scena teatrale ha impegnato proprio lo spazio che fino a poche settimane fa era occupato dalle due statue seicentesche dell’Annunciazione di Francesco Mochi, la cui vicenda peraltro dialoga con quella di Caravaggio, tornate nel loro contesto orinario, nella tribuna del duomo. 
E proprio al capolavoro di Mochi, oltre che al Portico della chiesa di S. Andrea prossimo al restauro, è stata dedicata l’esperienza delle visite guidate che gli studenti del Liceo Artistico e del Liceo Classico hanno proposto a concittadini e visitatori che davvero in centinaia hanno goduto dell’opportunità offerta. Un’occasione davvero importante per conoscere, far conoscere e far amare un patrimonio tanto ricco e di tanta bellezza che merita la nostra cura, attenzione, responsabilità per conservarlo, valorizzarlo e trasmetterlo. Un’occasione anche per diventare tutti ‘apprendisti mecenati’ e fare la propria parte come attivisti del patrimonio culturale”.
 
“Dopo la chiusura nel 2017 del Gruppo FAI e del Gruppo FAI Giovani di Orvieto, – ha chiosato la Cannistrà -senza alcuna  motivazione visto anzi il merito e l’apprezzamento costantemente riconosciuto in 10 anni di attività – conclude – resiste la volontà e l’impegno di tanti giovani e di tanti cittadini verso i luoghi della cultura e del cuore della propria Città. Questo sta a significare che non sono le gerarchie e le elìte associative a far nascere e alimentare il volontariato culturale: esse certo sanno come beneficiarne, sanno come utilizzare la disponibilità e la passione dei volontari in funzione di numeri ed economia, talvolta senza alcuna sensibilità per la persona e senza dare giusto riconoscimento alle comunità locali. E’ invece evidente che l’attivismo culturale nasce dalla consapevolezza che, in un progetto di comunità, ognuno di noi può svolgere un ruolo importante insieme agli altri per cambiare il destino di un luogo in abbandono, di un’opera in degrado, di un bene dimenticato o a rischio; e, lavorando insieme, recuperarlo, riportarlo alla luce e ritrovare in esso quella storia che è parte dell’identità di una comunità, è il suo spirito, il genius loci che continua a frequentarne e arricchirne il futuro. E’ un progetto che non può venire dall’esterno ma che nasce e anima la comunità dall’interno grazie alla collaborazione, all’integrazione e alla solidarietà.  
 
Per questo la ‘Settimana dell’Arte’ è grata alla collaborazione del dirigente scolastico IISACP Cristiana Casaburo e alla passione dei docenti Paolo Biazzi, Anna Maria Chiasso e Maria Anna Crocenti, al prezioso aiuto di Monica Di Orazio e Davide Rigaglia, e a tutti gli studenti che sono state ‘la guida’ di queste giornate. 
Per questo, l’Amministrazione ha proposto a ANCI di adottare la Settimana dell’Arte e proporla come progetto di comunità a tutti i Comuni italiani affinché nella solidale collaborazione possano insieme trovare risorse e mezzi necessari a sostenere questo importante obiettivo di coesione sociale, maturazione culturale e responsabilizzazione nei confronti della preziosa eredità culturale del Paese”.  

5 Aprile 2019

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