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“I fascisti non donano, fanno propaganda”. La risposta del C.D.P. al fumetto Foiba rossa

 

ORVIETO – Se i Troiani avessero dato retta a Laocoonte e non avessero introdotto il Cavallo all’interno della città, la storia sarebbe stata diversa.
Il candidato consigliere di Casa Pound, immortalato in posa marziale sulla soglia della libreria comunale (sarà entrato a marcia indietro?) ci prova ad apparire buono e animato da nobili propositi. E forse, la solerzia ideologica che sbandiera lo porterà a convincersi di essere nel giusto e di non fare propaganda.
Ma il fumetto Foiba rossa è strumento di propaganda neofascista e fascio-leghista che stravolge la realtà storica e il senso di quei morti che loro stessi dicono di voler onorare. E’ stato disconosciuto dal suo stesso autore perché sulla tragica fine di Norma Cossetto, avvenuta in un contesto bellico, ad oggi non v’è certezza alcuna: né sugli autori della sua uccisione, né sulle modalità di ritrovamento della salma riguardo al quale ci sono versioni diverse e discordanti. Il fumetto di cui sottolineiamo i limiti di metodo storiografico da oggi si potrà trovare presso la biblioteca comunale di Orvieto: non arricchirà le fonti di comprensione, contribuirà alla mistificazione che stanno conducendo.
A diffondere fake news, senza un minimo di fondamento storico, iniziarono subito dopo l’istituzione della Legge 92/2004. Occorre dire per altro in modo in modo bipartisan. Giusto per ricordare, un paio di esempi: Fassino parlò di migliaia infoibati a Basovizza; l’allora ministro Gasparri parlò di “milioni di infoibati sol perchè italiani” (cit.). Nessuna di queste affermazioni ha trovato mai conferme.
In questa fase decisamente reazionaria, nella quale il peggior revisionismo sta cercando di equiparare le responsabilità del nazifascismo a quelle della guerra partigiana, e dove si vorrebbero occultare le responsabilità dei carnefici fascisti, sbandierando invece le presunte responsabilità di chi ha sofferto l’occupazione fascista, le stragi di civili, le deportazioni, e poi ha combattuto per liberare la propria terra, non è proprio possibile tacere.
Occorre continuare a denunciare pubblicamente queste continue montature propagandistiche, che in nessun altro modo si potrebbero definire, magari suggerendo qualche lettura di approfondimento come la seguente http://www.diecifebbraio.info/2012/01/il-caso-norma-cossetto/

Ass. Centro di Documentazione Popolare di Orvieto
Ass. Artemide – Casa laboratorio “Il Cerquosino” – Orvieto
Ass. Val di Paglia Bene Comune – Orvieto
ANED – Associazione nazionale ex Deportati nei campi di sterminio nazista – sez. di Roma

27 Febbraio 2019

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