ORVIETOSì
martedì, 17 Febbraio 2026
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio
No Result
View All Result
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio
No Result
View All Result
Orvietosì.it
No Result
View All Result
Home Economia

“Essere contadino green”, ritornare al passato per guardare al futuro. Le esperienze di chi ha scelto di amare e coltivare la terra

Redazione by Redazione
11 Febbraio 2019
in Economia, Secondarie, Archivio notizie
Share on FacebookShare on Twitter

di Gabriele Marcheggiani

Parlare di agrobiologia e di pratiche sostenibili di coltura e allevamento, è divenuto argomento urgente e pressante, non più riservato a poche persone: organizzato da Cittaslow con il titolo emblematico “Essere contadino green”, l’incontro tenutosi nella consueta cornice orvietana di Palazzo del Sette è stato un momento di riflessione e dibattito.
Agrobiologia, buone pratiche di coltura e allevamento, ritorno alla terra con cura e passione, massima attenzione all’ambiente e alla salute dei consumatori, produzione di reddito: su questi argomenti si sono sviluppate oltre due ore di relazioni e dibattiti che hanno catturato l’attenzione dei partecipanti. Un ritorno alle pratiche antiche, quelle che per millenni hanno consentito all’uomo di vivere in simbiosi con la terra, rifuggendo tutto ciò che è avvenuto nell’ultimo mezzo secolo con l’industrializzazione massiva dei processi produttivi in agricoltura e negli allevamenti.


Con toni quasi poetici, Stefano Fogacci, proprietario di un’azienda agricola sull’Appennino modenese, ha ripercorso la storia della sua famiglia e la sua scelta di oltre trent’anni fa, di praticare un percorso produttivo ancorato a un sapere antico e a un’etica che affonda le sue basi nel rispetto dei cicli biologici della natura e nell’amore per la propria terra. Con una scelta controcorrente per l’epoca, in un periodo di estreme trasformazioni, nel quale il mero profitto sembrava regnare su tutto, Fogacci ha saputo resistere, fermo nei suoi valori, indicando una via nuova – che poi è quella antica – di approccio alla terra, riuscendo a trarne anche un reddito sufficiente a vivere e a mandare avanti la sua molteplice attività.
Ideatore tra gli altri del “Festival del Letame”, l’agricoltore modenese quando può gira il mondo, entrando in contatto con realtà rurali diverse, in America Latina e in Asia, in un ricco scambio di esperienze e di lavoro, facendosi anche latore di istanze e rivendicazioni di quelle popolazioni, spesso vessate dalla multinazionale di turno, in lotta per la difesa del bene primario che è la propria terra.

Ma i problemi non mancano neanche nel nostro territorio, come rimarcano Claudia Consalvo, fiduciaria Slow Food di Orvieto, ricercatrice del CNR e contadina a sua volta e Francesco Basili, allevatore orvietano. In particolare la Consalvo pone l’accento sul problema tipico delle nostre, che è quello dell’abbandono della terra: anche qui occorre tornare al passato per poter guardare al futuro.
L’agroforestazione ad esempio, potrebbe essere quella buona pratica, antica di millenni e abbandonata dallo sfruttamento intensivo e meccanizzato degli ultimi cinquanta anni, che potrebbe coniugare rispetto per l’ambiente, diversificazione delle attività sul terreno e anche produzione di un certo reddito. In un perenne accordo tra esseri viventi, l’agroforestazione altro non è che la pratica volta a far convivere nel medesimo territorio, alberi, colture e allevamenti, diversificando la capacità produttiva e arricchendo l’ambiente stesso rispetto alle pratiche di monocoltura: dove c’è agroforestazione, c’è biodiversità e dove c’è biodiversità c’è vita e rispetto per la stessa.
Numerosi studi hanno portato alla luce gli estremi vantaggi di questa pratica, per l’ambiente, per la produzione e per la salute stessa dei consumatori: la diminuzione dell’apporto dei concimi chimici e un aumento di quelli naturali, l’aumento della resa dei terreni, la diversificazione della produzione, la prevenzione di erosione e inquinamento, la salvaguardia della biodiversità, fanno di questa pratica la risposta probabilmente più valida ed efficace alla sostenibilità e alla salvaguardia della salute dell’uomo e del pianeta.


“Un ritorno a certe pratiche è fondamentale anche per la qualità di ciò che mangiamo e per la nostra salute” conclude Consalvo. Perché, come non ha mancato di rilevare Basili, per guardare in avanti c’è bisogno di saper tornare al passato, di resistere praticando quelle ricette che per millenni hanno certificato il rapporto simbiotico tra uomo e ambiente. Chi sceglie la terra oggi lo fa per estremo amore nei suoi confronti, per rispondere ad una vocazione sincera e spesso senza compromessi, come hanno sottolineato i tre relatori, ciascuno con la propria esperienza.


“Pochi anni fa – ha aggiunto Basili – da queste parti è comparso il lupo e il mio allevamento di ovini è stato attaccato a più riprese subendo perdite molto consistenti. Ma il problema non è stato il lupo in sé, che ha fatto il suo mestiere, ma quelle scelte scriteriate nel corso degli anni, che hanno permesso un eccessivo ripopolamento di cinghiali, daini e caprioli di cui il lupo va a caccia e che ne hanno consentito l’avvicinamento in zone dove prima le sue apparizioni erano rare se non nulle”. C’è sempre la mano dell’uomo in queste trasformazioni, in questa ricerca ossessiva di consenso e di profitto. Con gli evidenti cambiamenti climatici in atto, causati in primo luogo da uno sfruttamento scellerato delle risorse della Terra e dall’inquinamento, il ritorno ad un nuovo accordo, ineluttabile, tra l’uomo e il suo ambiente, si fa sempre più pressante. La riflessione che ne scaturisce è sul futuro stesso di questo pianeta, drammaticamente messo in discussione dalla cupidigia e dalla sete di profitto, che ha portato le lancette dell’orologio della vita sulla Terra a pochissimi minuti dalla sua estinzione.

 

Condividi:

  • Share on X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Share on Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Share on WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp

Mi piace:

Mi piace Caricamento...

Correlati

Please login to join discussion

Ultime notizie

Lavori conclusi, riaperta Via del Caccia

Lavori conclusi, riaperta Via del Caccia

17 Febbraio 2026

  ORVIETO - Nel pomeriggio di lunedi 16 febbraio è stata disposta la riapertura al traffico veicolare e pedonale di...

Il nuovo regolamento dei servizi Taxi e Ncc all’esame della Commissione consultiva comunale

Il nuovo regolamento dei servizi Taxi e Ncc all’esame della Commissione consultiva comunale

17 Febbraio 2026

  ORVIETO - Nella giornata di lunedì 16 febbraio si è riunita la Commissione consultiva Taxi e Ncc del Comune...

Complanare e Pnrr, Gialletti chiede tempi e modalità

Agenzia della Riscossione, Fi: “Scongiurata una chiusura che avrebbe penalizzato imprese e famiglie”

17 Febbraio 2026

  ORVIETO – Forza Italia Orvieto esprime grande soddisfazione per il risultato ottenuto sul fronte dei servizi territoriali: l’ufficio dell’Agenzia...

Redazione

Orvietosì © 2002
Quotidiano d’informazione e d’opinione
Registrazione tribunale di Orvieto (TR) nr.101 del 13/11/2002 | Nr. ROC 33304

Direttore Responsabile: Sara Simonetti
Editore: Elzevira di Fabio Graziani

Contatti

Per informazioni inviare una mail a redazione@orvietosi.it

Informazioni sul trattamento
dei dati personali: Policy privacy

Seguici su Facebook

Orvietosì Facebook

Archivio storico

© 2020 OrvietoSi - All right reserved

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.

Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o disattivarli in .

No Result
View All Result
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio

© 2020 OrvietoSi - All right reserved

 

Caricamento commenti...
 

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.

    %d
      Orvietosì.it
      Prodotto da  GDPR Cookie Compliance
      Panoramica sulla privacy

      Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.

      Puoi regolare tutto le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.

      Cookie strettamente necessari

      Cookie strettamente necessari devono essere abilitati in ogni momento in modo che possiamo salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

      Cookie di terze parti

      Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari. </ P>

      Il mantenimento di questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito web.

      Cookie Policy

      Maggiori informazioni sulla nostra Cookie Policy