Giornata mondiale della disabilità, Vergaglia (M5S) denuncia l’inerzia dell’Amministrazione
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Giornata mondiale della disabilità, Vergaglia (M5S) denuncia l’inerzia dell’Amministrazione

ORVIETO – Nella giornata mondiale della disabilità Lucia Vergaglia (M5S) denuncia l’inerzia dell’Amministrazione. “Constato amaramente – ha detto Vergaglia –  che non solo le commissioni sono inerti ma persino il piano di abbattimento delle barriere architettoniche approvato da tutti è ad impolverarsi in qualche archivio. Intanto disabili, familiari e caregiver devono cavarsela da soli”.

A febbraio di quest’anno era stato approvato all’unanimità dei presenti l’ordine del giorno proposto dalla capogruppo M5S, Lucia Vergaglia, con il quale si impegnava il sindaco e la giunta ad avviare immediatamente ogni attività necessaria a giungere all’adozione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) aggiornato per il Comune di Orvieto, recentemente dichiarato dal consiglio all’unanimità “Città per la Costituzione” ed ad avviare, in seno al sistema delle “Aree Interne” una discussione pubblica volta ad iniziative comuni per la redazione di attività e piani di dimensione extracomunali che possano convergere nei singoli PEBA come previsti per legge. Ad oggi nulla di fatto e l’elenco dei problemi che vivono i disabili e le loro famiglie è molto lungo: diritti ignorati, barriere architettoniche che impediscono la mobilità, una scuola non sempre inclusiva, fondi pubblici insufficienti per garantire una qualità di vita dignitosa, oltre che mancanza di politiche sociali strutturali che rappresenterebbero in senso più ampio le pari opportunità per i cittadini più fragili. Nella giornata mondiale della disabilità Lucia Vergaglia chiede conto dell’inerzia dell’amministrazione.

«Come consigliere comunale – ha sostenuto Lucia Vergaglia – ho da sempre caldeggiato l’utilizzo degli strumenti sociali a partire dalle commissioni pari opportunità, ad orvieto ne avremmo ben due, dato che la questione dei cittadini svantaggiati appariva scomparsa o quasi dall’agenda politica occupata da tante altrepiccole e grandi contigenze. Personalmente ho dovuto registrare una strana resistenza ad affrontare queste importanti tematiche con una prospettiva di medio o lungo periodo; ciò nonostante sia compito della politica proporre discussioni che non siano semplicemente focalizzate su eventi temporanei o limitati nel tempo, ma dare una visione della città futura desiderata, con meno barriere e limitazioni e più vicina alle esigenze di tutti i cittadini. Non c’è stato verso e quindi ho fatto valere le prerogative di consigliere comunale e portato in discussione pubblica atti che sarebbero dovuti passare d’ufficio come ad esempio il Piano di Abbattimento delle barriere architettoniche, il cosiddetto PEBA, che sarebbe anche obbligatorio per legge. A febbraio tutte le forze politiche si sono unanimemente espresse per l’adozione di questo strumento e per poi condividerlo nelle Aree Interne in vista dei successivi bandi per l’inclusività”.

Siamo arrivati a dicembre – ha proseguito –  nella giornata dedicata al problema della disabilità ed ancora siamo fermi al palo con gli stessi problemi di sempre ed ancora senza neanche un piano di abbattimento delle barriere architettoniche ed una programmazione per favorire l’accessibilità negli spazi pubblici e la loro fruizione. E pensare che ci sono comuni che fanno vanto di avere persino i parchi giochi accessibili a bimbi con difficoltà sensoriali o di mobilità mentre da noi è l’impegno dei singoli, a partire dai docenti e dal personale scolastico, che prova a compensare i limiti organizzativi in capo alle amministrazioni, assessori e sindaci innanzitutto. Ancora una volta, nonostante l’unanime convergenza di fondo su questi argomenti, dobbiamo giudicare manchevole nell’impegno e priva di giustificazioni la giunta di Germani che, al netto di qualche lavoro di messa in sicurezza o miglioria, non ha voluto o potuto affrontare organicamente un problema che per chi lo vive è semplicemente IL problema. Non è mancato l’impegno politico ma la necessaria trasformazione degli atti in fatti, in programmazione progettuale. E si badi che nessuno ha chiesto miracoli, che si risolvesse tutto con la bacchetta magica dalla sera alla mattina, il PEBA serve infatti a pianificare nel tempo i lavori, discutendone le priorità con le associazioni di persone disabili, con gli esperti, i familiari ed i caregiver. Un processo amministrativo tutto sommato semplice ma che richiede spirito di servizio. Questo non è successo, e sarà compito di chi succederà a Germani farsi carico della soluzione di questi problemi che i disabili affrontano da soli con i propri familiari e caregiver. Bisogna saper voltare pagina”.

4 Dicembre 2018

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