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Home Cronaca

Falsi avvocati e sedicenti marescialli, non si placano le truffe agli anziani. I Carabinieri mettono in guardia

Redazione by Redazione
16 Ottobre 2017
in Cronaca, Secondarie, Archivio notizie
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Il Comando Provinciale Carabinieri di Terni, che sin dal dicembre 2014 si era attivato per contrastare l’odioso fenomeno facendolo conoscere alla popolazione, continua con una mirata attività di prevenzione nei confronti dei cittadini per aiutare gli anziani a difendersi dalle truffe al fine di
combattere in maniera sempre più efficace i numerosi tentativi posti in essere dai gruppi di malviventi dediti a tali azioni criminali. Infatti, nonostante l’attività investigativa svolta che ha permesso di identificare e denunciare molti dei “FINTI” appartenenti alle Forze dell’Ordine, continuano a registrarsi ancora episodi analoghi. I truffatori modificano nel tempo le tecniche poste in essere variando le storie che raccontano per continuare nel bieco accaparramento di facili ed illeciti guadagni.
Le classiche truffe del falso dipendente delle aziende di erogazione di servizi o di enti pubblici dediti alla riscossione di tributi, che, grazie anche alla continua divulgazione dei media, sono conosciute e pertanto risultano sempre meno efficaci, hanno lasciato il posto a truffe più raffinate che al momento vanno ancora “a segno”. I truffatori, presa di mira una località qualsiasi, avvalendosi dei dati relativi alle persone anziane del posto, reperite in varie modalità anche tramite fonti locali compiacenti e complici, iniziano a contattarle telefonicamente inscenando un copione ormai consolidato, ossia spacciandosi per Avvocati e/o Carabinieri.
Il raggiro, che appunto inizia con una telefonata, può svilupparsi con varie modalità: la telefonata del finto nipote che esordisce con “indovina chi sono”, lasciando all’anziano il compito di fornirgli le informazioni per poi dare l’avvio alla truffa, oppure direttamente la telefonata shock nella quale i truffatori, spacciandosi per avvocati, medici, assicuratori o Carabinieri, sostengono che un parente stretto – normalmente figli o nipoti – avrebbe causato un incidente in seguito al quale una persona è gravemente ferita e avendo il congiunto in questione l’assicurazione scaduta rischierebbe il carcere e dovrebbe, per questo, essere assistito da un legale con l’inevitabile urgente necessità di una somma di denaro in contanti od un corrispettivo in valori. In questi casi le vittime della truffa, per l’innato senso di protezione familiare degli stretti congiunti, colpiti nel vivo dalla preoccupazione per i propri cari, sono disposti a pagare e i truffatori inviano un delegato, il complice, a casa loro a riscuotere il “bottino” della loro ignobile truffa.
La difesa migliore per questo tipo di truffe è sempre quella di non dare soldi o valori a nessuno sconosciuto e chiedere sempre aiuto alle forze dell’ordine. I semplici consigli per non cadere vittime di tali truffe sono: non dare mai soldi contanti o valori a nessuno; in particolare Carabinieri e dipendenti degli enti pubblici non possono richiedere o ricevere soldi in contanti o valori dai cittadini; telefonare subito al 112, il numero di Pronto Intervento, possibilmente con un altro telefono, quando si verificano situazioni del genere; non aprire la porta di casa agli sconosciuti, anche se dichiarano di essere pubblici ufficiali e non ne hanno i segni distintivi, se non si è sicuri della loro effettiva identità, chiamando nel dubbio sempre il 112 per fare verificare chi vuole accedere nell’abitazione; denunciare ai Carabinieri anche eventuali tentativi di truffa andati a vuoto, al fine di evitare che altri anziani meno fortunati possano restarne vittima.

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