ORVIETOSì
venerdì, 27 Febbraio 2026
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio
No Result
View All Result
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio
No Result
View All Result
Orvietosì.it
No Result
View All Result
Home Corsivi

MODIFICARE PER CAMBIARCI E’ INDICE DI FECONDITA’ MORALE

Redazione by Redazione
9 Ottobre 2016
in Corsivi, Archivio notizie
Share on FacebookShare on Twitter

 

di Mario Tiberi

(Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza)
Se l’appartenente al genere umano è stato definito, da gran parte della filosofia antica fino a quella contemporanea, come “essere ragionevole” e come “possibilità di auto-progettazione”, ciò non significa necessariamente che il suo pensare, il suo scegliere e il suo agire, anche se razionali, siano infallibili. Certo, il “logos” più specifico dell’Homo Sapiens, in quanto “ragione e capacità di eloquio”, è potenzialmente infinito e gli conferisce quel tratto di unicità che differenzia il pensare e il dialogare dell’essere uomo da quello di ogni altro essere vivente. Ed è proprio codesta unicità che caratterizza l’esistenza umana, qualificandola come irripetibile.
La strutturale finitudine dell’uomo, alla quale corrisponde una vita biologica transitoria e dunque scandita da un inizio e da una fine, non impedisce di riempire di significati ogni atto, e di pensiero e di azione, compiuto in quella rete di relazioni che quotidianamente intratteniamo con ciò e con chi ci circonda. E’ in questo modo che noi diamo un senso alla nostra vita e la definiamo come nostra, nella sua contingenza e precarietà, ma anche nel suo valore, nella sua singolarità ed eccezionalità.
La limitatezza della condizione umana non può essere considerata soltanto alla stregua di un ostacolo, di un difetto, di una imperfezione. E’ certamente vero che l’esistenza di ognuno di noi è connotata dall’imperfezione e dall’errore, ma ciò deve essere valutato come risorsa, invece che come carenza. Il fatto che il nostro agire nel mondo può essere fallibile e sottoponibile a dubbio può forse, infatti, significare che ciò che pensiamo e operiamo è sempre potenzialmente sbagliato o, non piuttosto, che l’errore ci permette di spingerci ancor di più oltre, di valicare l’orizzonte degli orizzonti, di visualizzare le realtà da più prospettive con lo scopo di migliorarle?
Il dubbio allora non è indice di errore, ma di fecondità! Il nostro essere ragionevoli e progettanti significa, quindi, avere la capacità e la volontà di ragionare, di mettere in discussione e sottoporre a critica, di scegliere e intervenire attivamente, insieme agli altri, per modificare e cambiare, per modificarci e cambiarci. E’ solo grazie a questi intrecci, così vitali e propositivi, che la nostra esistenza e quella di tutti procede in avanti, solo così cresce e si arricchisce la nostra convivenza sociale, la nostra civiltà, che forse stiamo egoisticamente trascurando e pian piano perdendo, ed anche la storia plasmata di eventi che, a loro volta, non possono essere animati se non da persone.
Non v’è dubbio, e lo ribadisco, che il nostro pensare e il nostro agire è intrinsecamente limitato: ogni nostra scelta, o iniziativa, o progetto sono in parte determinati da ciò che esiste già e da ciò che già è esistito. Ma proprio per questo il nostro impegno e il nostro dovere è quello di proseguire, di cambiare laddove è necessario, di migliorare la pessima contingenza dell’attualità.
Il dubbio e la consapevolezza di essere imperfetti, e quindi di sbagliare, non ci deve paralizzare ma, al contrario, ci deve spronare verso un progresso conoscitivo e pragmatico che è e sarà il benessere dell’umanità intera.
Il nobile animale razionale e progettante, che noi tutti siamo, non può sottrarsi a tale impegno: è la nostra fatica, ma è anche il nostro appagamento. Anche in questo risiede l’unicità e la forza della nostra esistenza.
Si tratta, prendendo a prestito una splendida frase di Kundera, dell’insostenibile leggerezza dell’essere per cui, forse, il nostro fardello più oneroso è la superficialità con la quale siamo portati a considerare ciò che ci circonda mentre, di converso, la nostra ricchezza scaturisce dalla percezione di essere in grado di realizzare un qualcosa che ci appartiene, un qualcosa di unico e irripetibile e che, inevitabilmente, lascerà una traccia in direzione non sempre e non solo di un “Io”, ma di un “Noi”.
L’uomo, da sempre, ha cercato di spiegare e di spiegarsi, di risalire fino alle cause ultime di ogni fenomeno; ciò è avvenuto attraverso la forma più arcaica del mito sino ad arrivare alle sempre più matematiche teorie scientifiche. Spinto dallo stupore di fronte a quanto vi è di sconosciuto, dalla curiosità di penetrarvici dentro e addirittura dall’ancestrale timore dell’ignoto, ha costantemente tentato di trovare il perché di ogni accadimento al fine di approdare alla tranquillità del noto. Quello che, oggi, viene quasi spontaneo domandarsi consiste nella perplessità se è ancora esatto affermare che il non sapere e il non conoscere ci getta nel panico o se, invece, avviene il contrario.
E’ forse più semplice e più comodo non sapere per avere minori responsabilità o per affrontare meno sacrifici? Si teme di più, conoscere o non conoscere? Rimanere nel proprio ristretto orticello offre più serenità rispetto all’interessarsi, al prendersi cura delle nostre esistenze e al porgere la mano e la mente per un contributo comunitario? L’albero della conoscenza è terribilmente alto, ma non arrampicarcisi sopra ha tutto il sapore della pochezza e della viltà.

 

Condividi:

  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp

Mi piace:

Mi piace Caricamento...

Correlati

Please login to join discussion

Ultime notizie

Le giornate delle donne del vino: dal 1 al 5 marzo in Umbria eventi sul tema “Donne, vino, cibo”

Le giornate delle donne del vino: dal 1 al 5 marzo in Umbria eventi sul tema “Donne, vino, cibo”

27 Febbraio 2026

    Tornano anche in Umbria le Giornate delle Donne del Vino, in programma dall’1 al 15 marzo, in concomitanza...

Un match che può valere una stagione: arriva il Camaiore a Orvieto

Un match che può valere una stagione: arriva il Camaiore a Orvieto

27 Febbraio 2026

  Mancano ancora nove giornate, compresa questa, al termine del campionato, ma la sfida tra Orvietana e Camaiore, che andrà...

Il futuro del Castello di Fabro: l’Amministrazione incontra la cittadinanza

Il futuro del Castello di Fabro: l’Amministrazione incontra la cittadinanza

27 Febbraio 2026

  In un momento cruciale per l'identità e lo sviluppo della comunità, l'Amministrazione Comunale di Fabro invita tutti i cittadini...

Redazione

Orvietosì © 2002
Quotidiano d’informazione e d’opinione
Registrazione tribunale di Orvieto (TR) nr.101 del 13/11/2002 | Nr. ROC 33304

Direttore Responsabile: Sara Simonetti
Editore: Elzevira di Fabio Graziani

Contatti

Per informazioni inviare una mail a redazione@orvietosi.it

Informazioni sul trattamento
dei dati personali: Policy privacy

Seguici su Facebook

Orvietosì Facebook

Archivio storico

© 2020 OrvietoSi - All right reserved

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.

Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o disattivarli in .

No Result
View All Result
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio

© 2020 OrvietoSi - All right reserved

%d
    Orvietosì.it
    Prodotto da  GDPR Cookie Compliance
    Panoramica sulla privacy

    Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.

    Puoi regolare tutto le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.

    Cookie strettamente necessari

    Cookie strettamente necessari devono essere abilitati in ogni momento in modo che possiamo salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

    Cookie di terze parti

    Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari. </ P>

    Il mantenimento di questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito web.

    Cookie Policy

    Maggiori informazioni sulla nostra Cookie Policy