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Home Territorio

La città di Orvieto diventerà un brand, l’Università di Perugia studia come fare

Redazione by Redazione
26 Giugno 2016
in Territorio, Secondarie, Archivio notizie
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ORVIETO – Promosso e coordinato dal sindaco, Giuseppe Germani si è svolto mercoledì pomeriggio presso la sala consiliare l’incontro dei “Tavoli sul turismo” composti da operatori, associazioni e soggetti interessati al settore del turismo e gli esperti del Dipartimento di Economia dell’Università di Perugia, Simone Splendiani e Fabio Forlani, per presentare agli operatori il lavoro che verrà svolto per la promozione di Orvieto e del territorio a seguito della convenzione siglata tra il Comune di Orvieto e l’Ateneo perugino / Dipartimento di Economia.
Come è noto, i “tavoli sul turismo” sono stati avviati circa un anno fà ed hanno prodotto una serie di contributi da cui discenderanno le linee di indirizzo del comparto, su cui gli specialisti del Dipartimento di Economia hanno avviato una prima fase di verifica la cui bozza progettuale riguardante le motivazioni, gli obiettivi e l’approccio metodologico del progetto di marketing territoriale è stata al centro dell’incontro.

Finalità del progetto:  mettere in relazione le attrattività territoriali e le esperienze attualmente in portafoglio con le principali tendenze evolutive della domanda con l’obiettivo di evidenziarne potenzialità e problematiche; proporre linee guida strategiche ed operative per lo sviluppo turistico del sistema Orvieto (linee guida per un Piano di marketing Territoriale).
Fasi del progetto: preparazione (analisi letteratura, metodologia e strumenti di indagine, coinvolgimento stakeholders), ricerca sul campo (analisi desk offerta e domanda turistica, focus group, surveys e osservazione), report (analisi dei dati raccolti, report, divulgazione).
Lo studio fornirà un quadro analitico dell’offerta turistica locale (ricettiva, ristorativa, attrazioni, prodotti tipici, eventi, ecc.) attraverso una prospettiva esterna oggettiva; censirà le “esperienze di visita e/o di soggiorno ad Orvieto” (prodotti) offerte e analizzerà il brand territoriale “Orvieto” e il suo utilizzo da parte dei vari stakeholders.
Ricerca sul campo: analisi dell’offerta turistica di Orvieto (risorse turistiche, servizi pubblici e privati) da considerare in relazione alle destinazioni concorrenti; analisi quantitativa e qualitativa della domanda turistica (arrivi e presenze suddivisi per tipologia ricettiva e provenienza, informazioni sulla motivazione di viaggio, esperienza ricercata, modalità di informazione e organizzazione del soggiorno, attività svolte durante il soggiorno); analisi dell’esperienza Orvieto attraverso i commenti e le recensioni dei turisti sui portali dedicati e analisi delle “motivazioni di visita” in prospettiva esperienziale e il loro collegamento con “tribù di consumo” o “aggregati passionali”; analisi dell’identità del “Brand Orvieto” (utilizzo e coerenza) attraverso l’utilizzo degli stakeholder locali (Amministrazione, operatori turistici, operatori del commercio, ecc.); analisi dell’immagine percepita del “Brand Orvieto” attraverso i commenti e le recensioni dei turisti sui portali dedicati; infine, analisi dell’immagine percepita del “Brand Orvieto” attraverso l’analisi della distribuzione turistica (agenzie e T.O); Confronto e riflessione con: l’analisi delle buone pratiche realizzate dai territori concorrenti per tipologia di offerta e per dimensione e l’analisi forze/debolezze – minacce/opportunità della destinazione.
Ovviamente, i dati di partenza già in possesso del Dipartimento di Economia dell’Università di Perugia riguardano l’Umbria, Orvieto e l’Orvietano ed hanno come contesto di riferimento gli obiettivi strategici regionali, il brand e la comunicazione regionale, che passano rispettivamente per la ridefinizione del ruolo dell’Osservatorio regionale e la riqualificazione degli IAT sempre più chiamati a svolgere una funzione di accoglienza e promozione del territorio e delle sue attività piuttosto che di semplice informazione; e per le politiche di branding dell’Umbria (cuore verde d’Italia) declinato sui profili: ambiente e paesaggio / storia, cultura, eventi, esperienze / armonia, spiritualità, autenticità.
Raccolta dati L’analisi dei Prof.ri Simone Splendiani e Fabio Forlani si è poi spostata sui dati dell’offerta ricettiva in Umbria e nell’Orvietano e sulla domanda attuale, sulla provenienza dei turisti italiani e stranieri nel 2015 e sui flussi turistici nei vari comprensori della regione e in particolare su quelli dell’Orvietano e le relative variazioni rispetto al 2014.
Il prossimo passo sarà la raccolta dati primari su Orvieto, ossia: Tavolo del Turismo (incontri periodici con gli operatori e questionari di approfondimento); Turisti (incontri con gli escursionisti, i turisti e i questionari di approfondimento); Cittadini (incontri con le associazioni e comitati, questionari di approfondimento tematici).
Finalità Lo scopo di questa fase di studio è il piano strategico turistico territoriale che racchiude le differenti prospettive provenienti da: Comune, operatori turistici e del commercio, gestori di attrazioni, organizzatori di eventi, produttori di tipicità, associazioni e cittadini con l’obiettivo finale che è quello di “capire e dare indicazioni su: cosa fare e chi fa che cosa”.
La metodologia di lavoro è stata condivisa da tutti i presenti ai quali, il sindaco Germani ha rammentato oltre all’importanza di Orvieto e l’Orvietano nel contesto dei flussi turistici dell’Umbria, anche il ruolo strategico del costituendo Distretto Turistico Interregionale della Etruria Meridionale comprendente anche le aree interregionali di Toscana e Umbria, da Viterbo a Chiusi, città a vocazione prevalentemente turistica inserite in un ambito territoriale interregionale ben definito e storicamente conosciuto come ‘Etruria Meridionale’.
“Il settore turistico – ha affermato Germani – è un elemento trainante per economia, fatturato e numero di addetti, nonché per l’indotto di questa ampia area territoriale, omogenea e sostenibile dal punto di vista dell’offerta turistica integrata. Strumento, il Distretto, che viene sottoscritto da Enti pubblici e aziende singole e associate, e che in questo senso costituisce un ulteriore arricchimento per la nostra regione”.

I Progetti del Distretto Turistico Interregionale della Etruria Meridionale
– aumentare la competitività turistica del territorio della Etruria Meridionale attraverso l’interazione sinergica tra le risorse attrattive primarie (ambientali, culturali e ricettive), le infrastrutture che ne consentono la fruibilità ed il sistema delle imprese che erogano servizi di interesse turistico, realizzando, nel contempo, le condizioni per un concreto prolungamento della stagione turistica, favorendo la messa in campo di azioni e promozioni finalizzate alla destagionalizzazione delle attività. Valorizzare le aree dell’entroterra anche attraverso interventi volti a favorire il recupero delle aree archeologiche, dei borghi antichi, dei beni culturali e paesaggistici nonché lo sviluppo del settore agroalimentare, al fine di consentire una diffusa distribuzione dei flussi turistici nell’intero territorio dell’Etruria Meridionale;
– attuare interventi necessari alla riqualificazione delle strutture ricettive e degli esercizi pubblici e commerciali secondo modelli costruttivi e qualitativi coerenti all’adeguamento dell’offerta turistica urbana e territoriale a più elevati standard architettonici, estetici e di sostenibilità ambientale;
– sostenere attività e progetti di aggregazione e di integrazione tra le imprese turistiche, agrituristiche, anche favorendo una più stretta interazione tra i territori, utilizzando a tale scopo le tradizioni della cultura anche alimentare del territorio;
– promuovere un piano strategico unitario del territorio, integrando gli eventuali piani strategici o master-plan in fase di elaborazione nei diversi territori;
– promuovere l’integrazione e lo sviluppo delle infrastrutture dei trasporti (ferrovia, autolinee, aeroporto), quale elemento decisivo di supporto agli afflussi turistici;
– sviluppare interventi di riqualificazione urbana ed archeologica con criteri di sensibile riduzione del traffico veicolare e incremento di aree verdi e ciclabili;
– attuare conseguenti interventi di rimodulazione delle direttrici di traffico urbano e di sensibile ampliamento della disponibilità di parcheggi, anche interrati nelle aree di maggiore presenza turistica, incrementando al contempo i collegamenti con i parcheggi più decentrati;
– realizzare elaborazioni statistiche a supporto delle strategie di promozione e commercializzazione dei prodotti del Distretto;
– meglio integrare gli “Hub turistici” del Distretto con il sistema turistico e ricettivo;
– sviluppare e riqualificare l’offerta dei parchi archeologici e tematici;
– rendere coerenti le suddette progettualità con le politiche di sostenibilità energetica e ambientale;
– attuare, a sostegno delle suddette progettualità, le misure di razionalizzazione, semplificazione amministrativa e di riduzione degli adempimenti burocratici, prospettati, anche a titolo sperimentale, nelle vigenti leggi, ovvero promuovere modifiche normative ai medesimi fini, nel pieno rispetto delle garanzie a tutela della qualità del lavoro in applicazione dei CCNL sottoscritti dalle Organizzazioni Sindacali comparativamente più rappresentative e in coerenza con il perseguimento di azioni concrete per promuovere la legalità e contrastare il lavoro nero e illegale; effettuare studi e ricerche sul territorio finalizzate alla sua valorizzazione e comunicazione anche attraverso le nuove tecnologie.

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