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Home Territorio

Querelle canile Monte Peglia, Nucci denuncia presunte anomalie. Fedele (Enpa): “Non esiste un caso Peglia”

Redazione by Redazione
5 Maggio 2016
in Territorio, Secondarie, Archivio notizie
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La lista civica di opposizione “San Venanzo Viva”, nel corso dell’ultima seduta consiliare, ha denunciato presunte anomalie e proposto iniziative per migliorare le condizioni del canile.

Di seguito la lettera integrale che è stata presentata in Comune dal consigliere Riccardo Nucci.

“Dopo numerose segnalazioni – si legge – il 28 luglio 2015 mi sono recato presso il canile sule Monte Peglia gestito dalla Zeus Service. Nonostante fossi in orario di apertura (tre le 12 e le 13) di un giorno di apertura (dal lunedì al sabato) al pubblico ‘come recitava il cartello apposto all’ingresso’ non mi è stato consentito di accedere al canile. Fatto analogo è avvenuto anche a un’altra consigliera comunale, Simona Scafati. Le difficoltà nel visitare il canile e la totale assenza di adozioni negli ultimi anni fanno suonare in noi un campanello d’allarme, numerose sono le persone a cui nonostante il loro interesse ad adottare un cane non è stato permesso. Le motivazioni, se così si possono chiamare, sono molteplici e a mio avviso assolutamente inconsistenti.
Troppo anziani, giovani ma malati, razze poco appetibili, e così via. Recentemente un cittadino del nostro Comune si è offerto volontario per svolgere un’attività di volontariario presso il canile. La richiesta è stata respinta dalla Zeus Service. Noi consiglieri del gruppo di opposizione ‘San Venanzo Viva’ crediamo che questa situazione sia alquanto allarmante e chiediamo che vengano fatte valere le clausole del contatto che prevedono la possibilità da parte del Comune di controllare l’operato del canile e, ove necessario, sanzionare i comportamenti non congrui con gli accordi stipulati. Questo a tutela dei cani e a tutela delle finanze del Comune che vedono il loro impegno superare i 1000 euro all’anno per ogni cane in custodia.

Proposte:

a) potenziare la comunicazione con campagne anche social per far conoscere ai potenziali interessati i cani che sono in custodia presso il canile;
b) maggiore facilità nell’accesso al canile;
c) accogliere i volontari che hanno requisiti per svolgere un’attività di supporto (un’esperienza anche breve presso il canile può essere stimolante e formativa per molti giovani del territorio;
d) apporre un cartello lungo la SS 317 che indichi la presenza del canile (attualmente senza un cartello è pressoché impossibile trovarlo);
e) garantire il pre-affido alle persone che richiedono un cane in adozione.

Non si è fatta attendere la risposta di Franco Fedele, Presidente ENPA Orvieto-Amelia – Zeus Service

Ecco il testo della replica:

NON ESISTE UN CASO PEGLIA !
E’ veramente deludente che le intelligenze emergenti vengano appannate da comportamenti gratuiti dai contenuti falsi e diffamatori. Il signor Nucci si è realmente presentato nell’ora e nel giorno indicati, per telefono gli è stato negato l’accesso poichè in quel frangente avevamo il veterinario in visita per cui nessuno poteva avere accesso al rifugio, difatti veniva invitato per il giorno successivo ma il Nucci ( che comunque non si era neanche presentato con nome e cognome) non dava l’indomani disponibilità, sarebbe venuto in futuro!
Quindi oltre all’arroganza del  28 luglio non dimostrava nessun interesse vero se non pontificare poi sul canile e chi lo gestisce.
Disinteresse dimostrato negli anni sino a che i cani ospiti in altro canile non sono stati trasferiti al Monte Peglia, altro canile si diceva ove per anni dalla cattura sono rimasti senza che nessuno dal comune di San Venanzo si interessasse degli stessi in merito alla signora Scafati, citata nel testo, mai vista ne conosciuta, a meno che non sia “ROSSI FIORELLA” che ha telefonato in anonimo per accedere al rifugio  il 9 Marzo, giorno in cui il Vigile Urbano di San Venanzo presidiava il canile durante l’opera di bonifica dalle “Processionarie” altamente pericolosa per i cani.
A nessuno è mai stato inibito l’accesso al rifugio ne si è cercato di dissuadere dall’affido, poichè cani vecchi e malati sono quelli che prioritariamente andrebbero allocati presso famiglie che li amino sino al commiato, questo è un sogno dei veri zoofili  come il sottoscritto con oltre 50 anni di militanza in ENPA. Ricordo, poi, che, in tutti questi anni, sul sito del Comune di San Venanzo, non sono mai state “spinte” le adozioni dei cani ospitati nel precedente canile.
Come responsabile ENPA del benessere animale e affidi mi sono peritato (io non Zeus Service) di valutare negativamente l’offerta di volontariato citata poichè posta con arroganza e imposizione di contenuti ben lontani dallo spirito di sacrifico e abnegazione zoofila necessaria.
La convenzione viene comunque rispettata in toto, non vi è nulla da sanzionare se non la disinformazione dell’estensore che ama evidenziare costi irreali e non rammenta, essendoci già dal 2014 in Consiglio, dei costi elevati che San Venanzo ha pagato nell’altro canile. Non vi è nulla da proporre, gli zoofili da computer sono una moda attuale, essi cercano di lenire le loro frustrazioni riversando veleno mediatico e diffamazione su chi ama veramente gli animali ed opera sul campo con amore.
Siamo infine perfettamente rintracciabili anche senza cartelli  che sono solo un invito ad ulteriori abbandoni nei pressi di altri randagi !
Pertanto invitiamo gli amanti dei cani a venirci a trovare e non apprezzare le passerelle mediatiche ma provare la vera empatia direttamente in canile al cospetto dei nostri protetti ospiti della struttura, e non parliamo di preaffidi termine non contemplato da alcuna legge e preludio di uleriori abbandoni! Si ringrazia per l’ospitalità.

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