Sono in libreria le poesie di Maria Antonietta Paglialunga raccolte nel libro “Cuore di Paglia”, edito da Librosì Edizioni.
Il libro è stato presentato da Franco raimondo Barbabella, Pier Luigi Leoni, Gisleno Breccia, Catherine Russel, Silvio Manglaviti, Patrizio Pacioni, Mario Tiberi.
Ho avuto il primo incontro con la vena poetica di Maria Antonietta in occasione della pubblicazione del volumetto a più voci “Frammenti dell’anima”. Mi colpì allora il suo disvelarsi come anima densa di irrequietudine che affida alla poesia quasi un compito catartico in un’esistenza priva sì di senso riconosciuto ma non ancora lontana dalla materialità degli elementi. Poi ho seguito il suo percorso su FB ed ho potuto godere del suo saper srotolare pensieri delicati conditi con diafane immagini di donna, che trasfigurano un perenne oggetto di desiderio in bellezza senza tempo. Oggi leggo queste toccanti poesie e le sento come compimento (?) di un percorso verso la smaterializzazione, allontanamento dalle concretezze che condizionano e opprimono e insieme avvicinamento con volo leggero al punto in cui l’anima dispersa potrebbe ricongiungersi con se stessa. E silenzio diventa la parola magica di un magico volo.
(Franco Raimondo Barbabella)
Il mio apprezzamento per la “poetica” di Maria Antonietta è del tutto positivo. Nelle sue poesie, ricche di energia vitale e intimismo trovo piacevoli vaghi accenti di una sorta di tardo romanticismo, espressione forse del disagio causato dalle vicissitudini del mondo di oggi. Un mondo figlio del progresso della scienza e della tecnologia, troppo spesso dimentico dei valori di comprensione, solidarietà e tolleranza che dovrebbero caratterizzare i rapporti fra gli uomini.
La poesia di Maria Antonietta potrà sembrare forse una voce d’altri tempi o fuori moda, una poesia più intimistica che verista/realista con una riscoperta e rivalutazione del sentimento in tutte le sue accezioni: ricordi, emozioni, stati d’animo, sensazioni. (Gisleno Breccia)
Gustave Le Bon (1842-1931) descrisse magistralmente il metodo con cui il demagogo conquista le masse: espressioni chiare, semplici e assertive. Esse sono rivolte all’inconscio collettivo dove si annidano esigenze che prescindono dalle personalità degli individui. La prima esigenza è quella di essere comandati, di avere una guida. Al contrario, la poesia ermetica si focalizza sulla realtà, che è, per sua natura, multiforme, ambigua, indecifrabile. Quindi c’è più verità in un verso poetico, e segnatamente in un verso ermetico, che in uno slogan. Tutto questo Maria Antonietta lo sa e, con consumata abilità, ci offre ancora raffinatissimi versi che sono un ossequio alla nostra libertà. In essi possiamo trovare, a seconda del nostro stato d’animo, il mondo com’è e il mondo come non è. (Pier Luigi Leoni)
I Versi – non solo belli ed intimi per chi li legga – di Donna Antonietta, mi hanno fatto oltrepassare la soglia della lettura in sé. Ho inteso risonanze cristalline, colto riverberi che, per me, non più aduso alla Poesia, preso come sono come tutti nel turbinio quotidiano, hanno il sapore la fragranza di quel Pensiero stimolante che portiamo dentro fatto di Forza; Energia; Amore. Carburanti dell’Anima. Grazie del dono di cui sono stato reso parte e per il quale benedico Antonietta che lo ha concepito … «Giustifico il silenzio/della rassegnazione,/… scie disabitate/al confine tra aurore preparate/e crepuscoli ancora bambini./…rifugio inconsapevole/l’assenza di un’anima/ubbidiente a svelarsi …/ son qui/impastata di recite/senza parole../…Vorrei accendere l’alba,/collocare il segreto del senso, …//… ascolta ignaro, il fruscio della notte.//La scorza del tempo//Che colore ha il Silenzio?//Resta appesa ad un filo/la sottoveste dell’anima mia: …/ho concesso parole all’attesa/perché nascondesse o rivelasse/una faglia allo schiudere/il senso di te.» (Silvio Manglaviti)
I versi sommessi di una margherita che si sveglia intrisa di rugiada notturna, riscaldando l’anima e il cuore ai raggi di un timido sole.(Patrizio Pacioni)
In this latest collection of her work “Cuore di paglia”, Maria Antonietta courageously opens her soul as a mirror, allowing us to reflect and reflect on those sentiments and anxieties which come with maturity, and which many of us are afraid to explore: the bitter-sweet nostalgia for the perturbing passion of first love; the regret for missed opportunities, due to the puerile blindness of our potential; the longing for the way we were. Maria Antonietta treats these themes with a profound sensitivity and beauty of language that touches our inner being. Howerer, this collection is not an exercise in self-commiseration.
Each of the poems shows a light of self-awareness – a recognition that the choices and missed “carpe diem” of the past are the chrysalis that allows the development of the butterfly, whose full splendor can only be seen in the latter stages of its cycle. (Catherine Russel)
Leggere una composizione poetica non è come leggere un giornale o una rivista. Ci vuole ben altro! Occorre, ad esempio, seguire il ritmo dattilico, la musicalità del verso, ritornarci sopra per leggerla due, dieci, cento volte se la si vuole davvero penetrare nei suoi imi più profondi. Ebbene: nella poetica di Antonietta ho trovato spiritualità, contemperamento tra emozioni e desideri, armonizzazione di stati d’animo, fusione di elementi descrittivi e figurativi. Ma il motivo conduttore dell’impianto complessivo va ricercato in una parola più volte ricorrente: Silenzio. Hai perfettamente ragione, tenera Antonietta! In un mondo dominato dal frastuono assordante di pseudo-volori, quali il denaro e il successo e il potere, il richiamare alla riflessione e alla meditazione sul buono, il bello, il giusto e il vero della Vita, tramite il Silenzio, Ti rende merito ed onore per aver gettato un seme capace di far germogliare ubertosi frutti di Verità e di Bellezza. (Mario Tiberi)








