Nei giorni in cui il Sindaco di Acquapendente Alberto Bambini dialoga a distanza con il neo primo cittadino di Bolsena Paolo Equitani. Il merito è una ennesima interrogazione sulle problematiche riguardanti i presidi ospedalieri a rischio inviata al Ministero della Salute dalla parlamentare del Partito Democratico Alessandra Terrosi. Per quanto riguarda Acquapendente la parlamentare si chiede se “il Governo nel rispetto delle proprie competenze e di quelle regionali, nella predisposizione del Piano di rete ospedaliera, non intenda considerare la possibilità di prevedere deroghe normative in modo che la struttura ricadente in territorio socio-economicamente svantaggiato e molto distante dai Dea di riferimento possa essere ricompresa nella seguente tipologia prevista dal regolamento: 1) Reparto di 20 posti letto di medicina generale con un proprio organico di medici ed infermieri; 2) Chirurgia elettiva ridotta in grado di effettuare in day-surgery o eventualmente in week-surgery con la possibilità di appoggio nei letti di medicina (obiettivo massimo di 70% di occupazione dei posti letto per avere disponibilità di casi imprevisti) per i casi che non possono essere dimessi in giornata, la copertura in pronta disponibilità per il restante orario da parte dell’equipe chirurgica garantisca un supporto specifico in casi risolvibili in loco; 3) Un pronto soccorso presidiato da un organico medico dedicato all’Emergenza-Urgenza, inquadrato nella disciplina specifica così come prevista dal D.M. 30/01/1988 (Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza) e da un punto organizzativo integrata alla struttura complessa del DEA di riferimento che garantisce il servizio e l’aggiornamento relativo”. Richiede infine se “lo stesso Ministero non ritenga opportuno istituire un tavolo tecnico con la Regione Lazio al fine di poter rivedere i programmi operativi sia per Acquapendente che per Amatrice, Magliano Sabina e Subiaco che ricadono in aree considerate geograficamente e metereologicamente ostili e disagiate, tipicamente in ambiente montano o premontano con collegamenti di rete viaria complessi e conseguente dilatazione di tempi”. (Giordano Sugaroni)Questa la lettera che il sindaco di Acquapendente Alberto Bambini ha inviato al sindaco di Bolsena Paolo Equitani, indirizzata per conoscenza anche ai sindaci di San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Gradoli, Onano, Latera, Proceno, Valentano, Farnese, Ischia di Castro, Cellere, Bagnoregio, Capodimonte e Marta, per chiarire la situazione dell’ospedale di Acquapendente, e le azioni in essere, e rispondere così alla lettera di Equitani dei giorni scorsi. La lettera è diffusa dall’ufficio stampa del Comune.“Caro Sindaco, condivido la tua preoccupazione sulla sanità dei nostri territori, non solo per quello che concerne l’ospedale ma anche per tutto quello che riguarda l’offerta dei servizi socio sanitari del territorio. Non concordo quando parli di silenzio assordante, almeno per quello che riguarda l’Amministrazione comunale di Acquapendente. Infatti, solo nell’ultimo mese sono state fatte due interrogazioni parlamentari da parte dell’On. Alessandra Terrosi, due lettere inviate al Presidente Zingaretti e alla Cabina di regia regionale, in cui si sottolineavano le problematiche e si chiedeva un tavolo tecnico per il superamento del decreto 80 emanato dalla Presidente Polverini, oltre alle due lettere alla Direzione Generale della Asl che rimarcavano l’inadeguatezza della struttura (Casa della Salute) pensata per il nostro territorio.
Ti ricordo che la trasformazione in presidio territoriale così come la trasformazione del Pronto Soccorso in PPI di tipo C è avvenuta a seguito dell’applicazione del decreto 80 nel marzo 2012, dopo la chiusura nel 2011 dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale.
Quello che richiedi nella tua lettera è stato più volte fatto, i Sindaci sono stati convocati e coinvolti, sono state fatte numerose delibere dei consigli comunali del territorio sia per l’istituzione del Distretto Montano, sia per la difesa dell’ospedale come struttura che risponda alle esigenze dei cittadini. Documenti firmati dai Sindaci sono stati portati più volte all’attenzione della Conferenza dei Sindaci, della Regione Lazio e della Asl. Sono stati fatti, inoltre, numerosi incontri pubblici e Consigli Comunali aperti e almeno due manifestazioni con relativi cortei insieme al Comitato Pro Ospedale e anche un presidio davanti all’ospedale per alcuni giorni. Sarebbe antipatico fare l’elenco dei presenti in quelle occasioni, ma sicuramente alcuni erano assenti.
Sono poi d’accordo sul fare un’azione unitaria e fuori dalle logiche di partito come dici, infatti le iniziative e le proposte, a partire dal 2009 (una parte della documentazione è disponibile sul sito del Comune di Acquapendente nella sezione “Speciale Ospedale”), sono state fatte indipendentemente dal colore politico della Regione, a partire dalla Giunta Marrazzo, con continuità e stessa convinzione. Altri ci risulta l’abbiano fatto a intermittenza e a seconda delle giunte regionali amiche. Continueremo a lavorare per la creazione di una struttura e di una offerta sanitaria adeguata alle esigenze dei nostri territori che proprio per le caratteristiche che hanno devono necessariamente andare in deroga alla normale dotazione prevista per le altre strutture.
Quindi, forti delle nostre ragioni e dell’importanza che questa battaglia riveste, ritengo giusto continuare a stimolare tutte le istituzioni e dopo l’incontro che avrò in settimana con la Direzione della Asl, nella quale mi auguro venga fatta più chiarezza sul destino della struttura di Acquapendente, convocherò un incontro con i Sindaci del comprensorio, coinvolgendo poi anche i Consiglieri Regionali eletti nella provincia, per concordare insieme come muoverci per il futuro”.








