Proiezione del film “Il Pane a Vita”
Orvieto – Biblioteca L. Fumi – Sala Eufonica – Giovedì 12 Giugno – ore 16.00
Il 19 ottobre 2012, il Cotonificio Honegger di Albino chiude. Le operaie reagiscono con un presidio senza però riuscire ad impedire la chiusura delle attività. A fine presidio comincia un lungo inverno, immobile: l’attesa della cassa integrazione, le buste paga a zero euro, una vita che si reinventa e si contrae attorno alla mancanza di denaro e di un’occupazione. Ma la perdita è più vasta di quel che sembra a prima vista. Come la maggioranza delle loro colleghe, Lara, Giovanna e Liliana lavoravano proprio allo stesso modo delle rispettive madri, a volte addirittura alla stessa macchina. Erano convinte di aver trovato nel lavoro “il pane a vita”. Si rendono conto che trovare un altro lavoro, ricostruire l’equilibrio su cui si basava la loro identità, sarà forse impossibile. Che cosa si può immaginare, in un territorio in cui il lavoro è sempre stato centrale, per riempire quel vuoto?
Proiezione del film “Un Dio vietato”
Orvieto – Biblioteca L. Fumi – Sala Eufonica – giovedì19 Giugno – ore 16.00
Il film, tratto da una vicenda reale, è ambientato nell’estate del 1936, all’inizio della Guerra Civile spagnola. La casa della Comunità Clarettiana di Barbastro (Huesca) fu assalita il 20 luglio 1936 da miliziani rivoluzionari. Il racconto si concentra sulle ultime settimane della loro vita, dalla prigionia alla fucilazione. Durante questo periodo, i seminaristi e sacerdoti della casa realizzano diversi scritti in cui parlano della loro situazione, dei loro compagni di prigionia, della gente che li vede. Il regista Pablo Moreno parte da questi scritti per realizzare il film. I Martiri di Barbastro sono stati beatificati da Giovanni Paolo II nel 1992.
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Bolsena – Basilica Santa Cristina
Non serve la prenostazione
Proiezione del film “La ultima Cima”
Bolsena – Basilica S. Cristina – lunedì 16 Giugno – ore 21.15
Amabile e sorridente, partendo da un rifugio la mattina presto, don Pablo Domínguez percorre con passo cadenzato un sentiero di montagna che tanto ama, da definirla “un’anticamera del Cielo”. Il regista Juan Manuel Cotelo ha raccolto testimonianze di quanti hanno avuto a che fare con lui e ne sono stati colpiti e amati. Non ne emerge un santino, un’oleografia, né tantomeno un ritratto etereo o spiritualista. “Per credere in Dio – diceva sempre il prete spagnolo – bisogna usare la testa”. Tutto, nel film, parla della semplicità di un incontro, della convenienza della fede, della gioiosa familiarità con Cristo, fino all’abbraccio della croce. Soprattutto, si parla della disarmante semplicità con cui ognuno di noi può incontrare Cristo nelle circostanze della propria vita.
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