ORVIETOSì
domenica, 22 Febbraio 2026
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio
No Result
View All Result
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio
No Result
View All Result
Orvietosì.it
No Result
View All Result
Home Corsivi

QUANDO LE CATTEDRALI ERANO BIANCHE

Redazione by Redazione
5 Settembre 2013
in Corsivi, Archivio notizie
Share on FacebookShare on Twitter

di Leonardo Brugiotti

Vorrei condurre ad un esame di coscienza e a pentirsi coloro che, con tutta la ferocia del loro odio, della loro fifa, della loro pochezza di spirito, della loro mancanza di vitalità, stanno adoperandosi con nefasto accanimento nel distruggere o nel combattere ciò che di più bello vi è in questo paese ed in questa epoca: lo spirito di invenzione, il coraggio e il genio creatore particolarmente impegnato nel campo del costruire  – realtà in cui coesistono ragione e poesia, in cui sono alleati sapienza e coraggio.

Quando le cattedrali erano bianche, l’Europa aveva organizzato le arti e i mestieri dietro la spinta imperativa di una tecnica completamente nuova, prodigiosa pazzamente temeraria il cui impiego portava a sistemi di forme impreviste – in realtà a forme per le quali l’intelligenza sdegnava l’eredità di millenni di tradizione, non esitava a proiettare la civiltà verso un’avventura ignota. Dall’Occidente all’Oriente, dal Nord al Sud si era diffuso uno stile internazionale che trascinava con se il torrente appassionato delle gioie spirituali: passione per l’arte, interesse, gioia di vivere creando.

Le cattedrali erano bianche  perché erano nuove. Erano nuove le città…la pietra fresca di taglio era splendente…su tutte le città e su tutti i villaggi, cerchiati di nuove mura, il “Grattacielo di Dio” dominava la regione. Lo si era fatto il più alto possibile, straordinariamente alto. Nell’insieme una sproporzione. O meglio, era un atto di ottimismo, un gesto di coraggio, un segno di fierezza, una prova di maestria! Rivolgendosi a Dio, gli uomini non firmavano la propria abdicazione, bensì cominciava il nuovo mondo. Bianco, limpido, gioioso, netto…il mondo nuovo sbocciava come un fiore sulle macerie. Le tecniche conosciute erano state abbandonate: si era voltata la schiena. In cento anni il miracolo era compiuto, e l’Europa trasformata…Le cattedrali erano bianche.

Materializziamo nella nostra immaginazione questo spettacolo pieno di allegria. Fermiamoci un istante e mettiamoci davanti agli occhi queste cattedrali sullo sfondo blu o grigio del cielo, bisogna far penetrare questa immagine nel cuore. Le nostre cattedrali, quelle del nostro tempo, non sono ancora innalzate. Le cattedrali sono ancora quelle degli altri, quelle dei morti e sono nere di fuliggine e corrose dai secoli. Tutto è nero di fuliggine e corroso dall’usura: le istituzioni, la cultura, le città, i borghi, le nostre strade, i nostri cuori, i nostri pensieri…

Quando le cattedrali erano bianche, la partecipazione era unanime, in tutto. Non c’erano cenacoli a pontificare, istituzioni illuse di detenere l’unico potere, era il popolo, era la nazione tutta che camminava. Il teatro era allestito nelle cattedrali, allestito su un palcoscenico improvvisato nel mezzo della navata; vi si cimentavano preti e potenti, ma il popolo era padrone di sé, nella cattedrale tutta bianca dentro e fuori. “Casa del Popolo di Dio” tutta bianca, dove si discutevano misteri, morale, religione, problemi civili. Era la grande libertà della mente libera…non c’erano accademie per dettar legge. Si parlava chiaro e tondo. L’ora presente era creativa, creatrice, di inaudita intensità.

Anche Orvieto ha la sua Cattedrale, magnifica…splendente…e sola. Anch’essa non è più bianca, contornata da un contesto dove la spazzatura materiale e morale imperano…La nostra Cattedrale sopravvive, resistendo al saccheggio morale che di essa ne fanno, tanto è lì… e la gente verrà comunque, per cui mettiamoci intorno gazebi con ogni sorta di merci, facciamoci cose che non servono a ciò per cui essa è votata, riempiamo la piazza di macchine rombanti e, chi più ne ha più metta, mascherando tutto con la parola “cultura”. La Cattedrale è l’unico punto luminoso di una città spenta che invece avrebbe molto da dire, ma l’ambizione, la cecità, la supponenza di chi crede di saper amministrare, di chi crede di essere ma non è, sia di quelli passati che di quelli presenti, hanno ignorato ed ignorano che la Cattedrale è “ Il Grande Magnete Spirituale “ di un messaggio più alto e che, anche se non è più bianca essa sopravvivrà più a lungo di tutti noi. E dunque perché non renderle il giusto onore e il dovuto rispetto…Essa combatte la sua guerra contro il tempo e contro coloro che ne fanno merce di scambio per poca cosa…E dunque gli orvietani rialzino la testa e guardino le guglie illuminate dal sole radente, smettano di guardare sempre in basso e di essere guardati dall’alto in basso da una politica che tale non è, da uomini che tali non sono; si smetta di parlare solamente di problemi spiccioli, di bilancio, di argomenti che non esistono e servono solamente ad aumentare la fuliggine che è ormai troppa ed a gettare fumo negli occhi per nascondere il vuoto delle azioni.

Questo è solo un messaggio in una bottiglia lanciata nel mare…forse qualcuno lo raccoglierà…ma gli orvietani rialzino la testa e vedranno uno spettacolo dimenticato…quello di “ quando le cattedrali erano bianche “.

Condividi:

  • Share on X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Share on Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Share on WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp

Mi piace:

Mi piace Caricamento...

Correlati

Please login to join discussion

Ultime notizie

“Cammino nelle Verdi Terre”: nasce un progetto intercomunale per trekking e cicloturismo tra Trasimeno e Orvietano

“Cammino nelle Verdi Terre”: nasce un progetto intercomunale per trekking e cicloturismo tra Trasimeno e Orvietano

22 Febbraio 2026

  Otto Comuni, due Province, un obiettivo condiviso: valorizzare paesaggi, borghi e percorsi storici attraverso un prodotto turistico omogeneo dedicato...

Nova: solidarietà al Rojava, modello cui ispirarsi per costruire comunità democratiche

Nova: solidarietà al Rojava, modello cui ispirarsi per costruire comunità democratiche

22 Febbraio 2026

  In seguito ai recenti sviluppi del conflitto in Siria intendiamo esprimere, come Nova, solidarietà al Rojava e alla sua...

“Voci sulla Palestina”. Incontro a cura del gruppo di lettura del Filo di Eloisa

“Voci sulla Palestina”. Incontro a cura del gruppo di lettura del Filo di Eloisa

22 Febbraio 2026

  Nella Striscia di Gaza, dopo due anni di guerra, è in corso dal 10 ottobre 2025 una tregua fragile,...

Redazione

Orvietosì © 2002
Quotidiano d’informazione e d’opinione
Registrazione tribunale di Orvieto (TR) nr.101 del 13/11/2002 | Nr. ROC 33304

Direttore Responsabile: Sara Simonetti
Editore: Elzevira di Fabio Graziani

Contatti

Per informazioni inviare una mail a redazione@orvietosi.it

Informazioni sul trattamento
dei dati personali: Policy privacy

Seguici su Facebook

Orvietosì Facebook

Archivio storico

© 2020 OrvietoSi - All right reserved

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.

Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o disattivarli in .

No Result
View All Result
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio

© 2020 OrvietoSi - All right reserved

%d
    Orvietosì.it
    Prodotto da  GDPR Cookie Compliance
    Panoramica sulla privacy

    Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.

    Puoi regolare tutto le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.

    Cookie strettamente necessari

    Cookie strettamente necessari devono essere abilitati in ogni momento in modo che possiamo salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

    Cookie di terze parti

    Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari. </ P>

    Il mantenimento di questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito web.

    Cookie Policy

    Maggiori informazioni sulla nostra Cookie Policy